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Cosa serve per uscire dalla pandemia - Seconda parte

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In fondo, siamo nel settecentenario di Dante, al quale adesso tutti si accodano, dimenticando di aver utilizzato per anni la parola “medievale” con disprezzo, reso evidente dal posizionamento delle loro bocche alto borghesi a culo di gallina. Quella di Dante è “solo” poesia? No, è un “gesto” pieno di competenza scientifica, di rigore logico, di amore, di morte, di religione. Va tutto insieme, nella vita e nell’opera dei grandi uomini. Se fossimo un po’ più “medievali”, forse avremmo una classe dirigente meno incapace di prendere decisioni coraggiose, in situazioni complesse, come quella che stiamo vivendo. Penso solo a quella dei migranti, un caso classico. Se lo affronti con la modalità convenzionale del ragionamento analitico, assemblando tante analisi, come hanno fatto finora questi leader di panna montata, non ne esci,

Invece se ti confronti con il ragionamento sintetico e la contro intuizione arrivi a una soluzione. Che c’è. Ogni problema ha una soluzione. Che comincia da un “gesto”.

Riccardo Ruggeri, 23 maggio 2021

Zafferano.news

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geogio
30 Maggio 2021 23:15

secondo me continua a sfuggire a tutti dove siamo e a quali dinamiche siamo sottoposti economicamente. Lo stato non e’ un’azienda che puoi dislocare e soprattutto non puoi licenziare gli statali. non si possono fare gesti se non si capiscono le regole basi dell’economia. eccetto gesti drammatici ovviamente. Mi spiego meglio: lo stato funziona perche’ qualcuno da allo stato attraverso le tasse. sono le imprese e le libere professioni. Una moltitudine invece di soggetti riceve dallo stato. Sono i dipendenti statali, pensionati, disoccupati, invalidi. La macchina statale al momento consuma di piu’ di quello che produce. e mantiene questo lusso

Nico Tanzi
Nico Tanzi
24 Maggio 2021 8:22

Ineccepibile. Aggiungerei che l’attuale complessità dei sistemi nasce proprio dall’aver applicato in passato soluzioni complesse a problemi inizialmente semplici.

Davide V8
Davide V8
24 Maggio 2021 0:52

>”è proprio dalla completezza umana che nasce la possibilità di scienziati creativi che scoprono qualcosa, di CEO amanti del prodotto e non solo del processo, di umanisti competenti e rilevanti per tutti.”

Condivido. Chi non lo capisce è miope e limitato.

Ma estendo il suo discorso: il problema è in primis lo stato.
E’ lo stato il luogo delle chiacchiere inconcludenti, delle discussioni infinite.
Per uscire dal pantano sono questi i soggetti inutili da tagliare: le decisioni devono tornare nelle mani degli individui liberi.

Rosy
Rosy
23 Maggio 2021 20:54

Condivido, dr. Ruggeri, serve completezza umana, competenza, responsabilità.
Concetto che nel mondo del lavoro viene sempre più spesso ignorato.

Pigi
Pigi
23 Maggio 2021 20:23

Regola principale.
Ripristinare i diritti dell’uomo e i diritti costituzionali.
Chiusure di attività e limitazioni dei movimenti generali e indiscriminati li violano indiscutibilmente.

Roberto
Roberto
23 Maggio 2021 18:59

La gente oramai va per conto suo, infischiandosene di regole assurde fatte solo per creare confusione. Ma forse il creare confusione è invece frutto di una decisione politica precisa… La vecchia regola romana del “divide et impera” è sempre valida…

pino
pino
23 Maggio 2021 18:57

… l’analisi servirà comunque: …a fare l’autopsia delle kazzate prodotte in “momenti di sinteticità creativa”…

ChiaraM
ChiaraM
23 Maggio 2021 17:02

“completezza umana”
Non solo scienza, non solo umanesimo, ma l’insieme per giungere al fare.

Come sempre Ruggeri suggerisce la strada con competenza.
La decisione è responsabilità