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Così Italia e Francia si ribellano al green pass

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Molti cittadini si ribellano in Europa al green pass, in particolar modo in Francia, nazione con una tradizione democratica molto forte che risale al famoso abbattimento dell’ancien régime trova oggi nuovamente disordini anche nell’area della Bastiglia, mentre in Italia, dove i cittadini dopo aver accettato ogni forma di restrizione delle libertà personali giustificate in nome dell’emergenza sanitaria, continuano a manifestare da settimane contro la carta verde.

In circa 150 città della Francia decine di migliaia di persone si oppongono al green pass. A Parigi sono 4 i cortei organizzati dai cittadini, a scatenare la maggiore apprensione è la manifestazione guidata dal “gilet giallo” Nejeh Ben Farhat, partita dalla stazione della metropolitana di Pont de Neuilly e diretta verso Place du Chatelet. Un secondo corteo è capeggiato da Florian Philippot, ex numero due del Front National e ora presidente dei Patriotes, e da Nicolas Dupont-Aignan, capo di un altro partito sovranista, Debout la France. La terza manifestazione è partita alle 14:30 da Place Edmond Rostand ed è diretta al Palazzo Reale, da dove è previsto l’inizio del quarto corteo alla volta di Place Pierre Laroque, vicino al Ministero della Salute.

Gli slogan ripetuti con fermezza dai manifestanti sono stati: “Macron dimissioni” e “Macron non voglio il tuo pass”. In Italia dopo numerose manifestazioni, in particolar modo a Roma, circa 5000 persone hanno marciato in un corteo non autorizzato per le strade di Milano al grido: “No al green pass” e “libertà”. I manifestanti si sono ritrovati in piazza Fontana e hanno raggiunto piazza Scala dove si trova la sede del Comune di Milano. Molti manifestanti indossano la stella di David con la scritta “non vaccinato”. Uno dei portavoce di questo movimento spontaneo ha urlato al megafono le seguenti parole: “Qui non ci sono più parole da dire perché ormai il totalitarismo è in atto, la nostra protesta dice più di mille parole. Qui c’è democrazia, quella che non c’è in Parlamento e ci fa subire l’ostracismo. Il green pass è un lasciapassare fascista che non dà libertà”.