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Covid, incredibile: Mr Gimbe rimpiange il bollettino quotidiano

Cartabellotta contro il governo Meloni: “Strategia oscurantista sulla pandemia”

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Mentre per molti di noi aperturisti risultano ancora insufficienti le misure dell’attuale governo per tornare alla normalità pre-Covid, il Gimbe, per bocca del suo presidente Nino Cartabellotta, lancia il suo anatema, che per i cristiani antichi era l’equivalente di una scomunica contro gli eretici, nei confronti del governo medesimo, etichettandolo con l’infamante aggettivo di “oscurantista”.

Con l’intento di tornare ai fasti del bollettino quotidiano di una pandemia clinicamente oramai quasi estinta, questo il passaggio saliente della lunga intemerata di uno dei più mediatici talebani sanitari ai tempi del coronavirus: “La pubblicazione dei dati a cadenza settimanale rappresenta un ulteriore tassello della strategia oscurantista del governo nella gestione della pandemia: dal reintegro anticipato dei sanitari non vaccinati al ritiro della circolare del ministero della Salute sul piano di preparazione per la stagione autunno-inverno, al silenzio assordante sulla campagna vaccinale, in particolare sulla somministrazione dei richiami per i più fragili. Una strategia all’insegna della discontinuità politica che risulta in netto contrasto con le raccomandazioni delle autorità internazionali di sanità pubblica (Oms e Ecdc) che invitano tutti i Paesi ad essere preparati e pronti a nuove ondate pandemiche.”

Ora, dopo le mirabolanti balle che lui e tanti altri suoi colleghi ci hanno raccontato negli ultimi tre anni, sull’efficacia dei lockdown, sui vaccini che avrebbero impedito i contagi, sulle mascherine che non hanno modificato in nulla l’andamento della pandemia rispetto a chi non le ha mai rese obbligatorie, sull’abominevole green pass che non certifica un bel nulla e sui conteggi farlocchi dei morti, quest’ultimi sempre più contestati dai medici che operano nelle corsie degli ospedali, bisogna avere una bella faccia tosta per tacciare di oscurantismo un esecutivo che si è permesso, senza eliminarlo, solo di pubblicare il sinistro bollettino a cadenza settimanale.

Tuttavia, le ragioni della scomposta reazione di Cartabellotta, che in questo sembra dar voce al mugugno appena trattenuto di tanti altri professionisti del terrore virale, appaiono piuttosto chiare. Esse segnalano ciò che alcuni di noi hanno compreso fin dagli albori di una tragedia assai più democratica che sanitaria: avendo trovato il filone aureo di una pandemia inaspettata, questi personaggi divenuti improvvisamente vere e proprie star della virologia dei salotti televisivi sarebbero disposti a fare carte false pur di restare sulla cresta dell’onda di una celebrità profumatamente ricompensata.

Un atteggiamento che umanamente possiamo anche comprendere, ma che, visto il peso che ciò ha avuto nelle decisioni liberticide adottate dai precedenti governi, andrebbe civilmente, professionalmente e politicamente messo in condizione di non nuocere. Io spero che il governo Meloni non si faccia intimorire dagli anatemi di chi continua ad usare una scienza come una clava religiosa dalle verità rivelate che con la scienza medica, disciplina probabilistica per eccellenza, non sembra proprio avere nulla a che vedere. Anche perché, in conclusione, con tutti i gravi problemi che il Paese si trova ad affrontare, ci manca solo di tornare alla psicosi collettiva di una pandemia che attualmente conta poco più di 200 persone – quasi tutte positive al tampone ma ricoverate per altre gravi patologie – presenti nelle terapie intensive italiane. Abbiamo già dato, egregio dottor Cartabellotta.

Claudio Romiti, 11 novembre 2022