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Covid, sentenza storica: “La quarantena per tutti è incostituzionale”

La sentenza storica che assolve un cittadino, privo di tampone negativo dopo 3 giorni di positività

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Sul tema delle libertà violate durante la pandemia, di quando in quando si scopre che pure per gli italiani c’è sempre un giudice a Berlino, come si suol dire. E’ di questi giorni la notizia della  clamorosa assoluzione di un nostro concittadino di 38 anni, rinviato a giudizio per falso ideologico. Il malcapitato, il 15 gennaio del 2022 era stato fatto scendere dal treno Milano-Bari, perché privo di un tampone negativo al Covid, dopo che tre giorni prima era risultato positivo ma del tutto asintomatico. Per questo motivo la Procura di Milano aveva chiesto alla giudice, Sofia Fioretta, una condanna esemplare di 2 mesi di reclusione.

Di diverso avviso il giudice, che ha escluso il reato per tre ragioni: la prima è che il passeggero del treno appariva privo del requisito dell’offensività. L’indiziato non sarebbe stato “in grado di esporre a pericolo la salute pubblica mediante concreta possibilità di contagio di un numero indeterminato di persone”. In quanto “del tutto asintomatico al momento del controllo” sul treno e “negativo a un test in farmacia solo due ore dopo”.

La seconda ragione è che l’azienda sanitaria di competenza non l’ha mai sottoposto alla quarantena. Nel senso che la contravvenzione avrebbe dovuto presupporre un ordine non generalizzato ma “ad personam”. Per applicarla non è sufficiente la violazione dell’obbligo contenuto nel provvedimento generale. Perché altrimenti questo costituirebbe un’illegittima violazione della libertà personale. Che quindi sarebbe incostituzionale. Perché quel tipo di limitazione è riservata all’Autorità Giudiziaria e deve essere fatta con provvedimenti ad personam. Per la giudice “ne consegue che un regolamento generale e indifferenziato che imponga la quarantena ai positivi Covid appare illegittimo e dunque incostituzionale, sicché può essere disapplicato e la sua violazione non può integrare ipotesi di reato.”

Per approfondire:

Si tratta di una sentenza molto importante, al di là del caso specifico, con la quale si stabilisce un principio costituzionale che, durante gli anni bui della pandemia, è stato costantemente violato a colpi di atti amministrativi. Infatti, oltre alle quarantene, tante altre limitazioni della nostra libertà sono state adottate in senso generalizzato con un semplice tratto di penna. Siamo stati posti agli arresti domiciliari di massa per due mesi, abbiamo subito l’obbrobrio del coprifuoco, delle mascherine anche all’aperto, delle autocertificazioni per uscire dal proprio comune, del limite dei 200 metri nello svolgere l’attività fisica fuori di casa e tutta una lunga serie di obblighi generalizzati i quali, oltre ad aver devastato la nostra economia e la nostra claudicante socialità, hanno letteralmente annichilito lo spirito critico di milioni di italiani, molti dei quali ancora oggi si sono bevuti la balla che è solo in forza di queste misure che sono sopravvissuti. 

A tale proposito ci chiediamo quante altre sentenze dovranno essere depositate prima che la sfera politica di questo disgraziato Paese si assuma le proprie responsabilità, decretando con atti concreti la fine di una stagione di terrore che ancora in troppi sembrano interessati a mantenere.

Claudio Romiti, 4 gennaio 2023