Cronaca

Crans Montana, la Svizzera ritrova dignità: “Rinuncia ai rimborsi per le cure dei feriti”

La svolta comunicata dal presidente Guy Parmelin: Berna pagherà i costi sostenuti per soccorrere i ragazzi italiani

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La notizia arriva direttamente da Giorgia Meloni.  “Accolgo con grande soddisfazione la notizia, comunicatami dal Presidente Guy Parmelin, della rinuncia della Svizzera a chiedere il rimborso delle spese mediche dei feriti italiani della tragedia di Crans-Montana curati negli ospedali elvetici – ha detto la premier – Sono felice di questa soluzione: nessun onere ricadrà sulle famiglie o sull’Italia”.

Nei mesi scorsi era sorta infatti una lite diplomatica tra Italia e Svizzera. Dalle cliniche elvetiche erano infatti arrivate fatture da capigiro alle famiglie dei feriti, cifre che a volte riguardavano anche poche ore di ricovero prima del loro trasferimento in Italia o in altri ospedali. Alla fine, risolti evidentemente i problemi burocratici interni, Berna ha deciso di rinunciare a chiedere i rimborsi alle famiglie e allo Stato italiano. “Il mio pensiero va, ancora una volta, alle famiglie delle vittime e dei ragazzi feriti, che affrontano con straordinaria dignità e forza un dolore immenso – ha aggiunto la Meloni –  A loro rinnovo la più sincera vicinanza del Governo italiano, che continuerà a stare al loro fianco. Ringrazio il Presidente Parmelin per la sensibilità dimostrata. Questa decisione conferma la solidità del rapporto tra le nostre Nazioni”.

La cifra è intorno a 1,5 milioni di euro, per 12 feriti senza assicurazione elvetica. “Dopo varie discussioni tra l’Italia e la Svizzera, il Consiglio federale ha deciso, in occasione della sua seduta del 4 novembre 2026, di rinunciare a titolo eccezionale al rimborso di queste spese mediche”, si legge nel comunicato svizzero. La Svizzera ci tiene però a ricordare “che in linea di principio ogni Paese si faccia carico delle spese”, ma prevede anche “la possibilità per gli Stati di derogare a questo meccanismo”. Dopo le polemiche in Italia, con Meloni che aveva definito “indegna” la richiesta di rimborsi alle famiglie, la decisione del governo elvetico. Il quale, dice, “è pienamente cosciente dell’immenso dolore che grava sulle famiglie delle vittime e sulle persone che soffriranno per tutta la vita delle sequele delle gravi ferite subite. Subito dopo il rogo, la Svizzera ha beneficiato di un aiuto rapido, senza burocrazia e gratuito da parte dell’Italia e di diversi Paesi europei per la cura o il trasporto all’estero dei feriti”. Da qui “la decisione di rinunciare al rimborso di queste spese mediche si inserisce in un’ottica di reciprocità ed esprime un gesto di gratitudine della Svizzera per la solidarietà ricevuta”.

Articolo in aggiornamento

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