Cronaca

Crans Montana, parla l’ambasciatore: “Ecco cosa ci hanno chiesto e perché l’Italia non pagherà le cure”

Gian Lorenzo Conrado ha incontrato il presidente del canton vallese, Mathias Reynard

crans montana incendio
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Pubblichiamo il resoconto, redatto da Gian Lorenzo Conrado, Ambasciatore italiano in Svizzera, dopo l’incontro con il presidente del canton vallese, Mathias Reynard, sul pagamento delle spese mediche per le cure dei feriti dell’incendio del Constellation.


1. Sulla questione dell’invio delle fatture alle famiglie di quattro nostri giovani connazionali ricoverati presso l’Ospedale di Sion per un solo giorno, il 1º gennaio scorso, il Presidente del Canton Vallese ha ammesso che si è trattato di un atto dovuto in base alla normativa svizzera ma al tempo stesso di un gesto inopportuno nei confronti di familiari già duramente provati dalla tragedia. In ogni caso – ha tenuto a ricordare – nulla è dovuto e nulla sarà dovuto dalle famiglie per le  cure ricevute dai loro figli durante la loro brevissima degenza a Sion.

2. Ho fatto presente al Presidente Reynard, per parte mia che i conti inviati dall’Ospedale di Sion per un importo totale di piu’ di 100.000 franchi per un solo giorno di ricovero il 1’ gennaio scorso sono assolutamente esorbitanti e dovranno essere pagati o dalla Lamal (mutua svizzera) o dal Canton Vallese ma in nessun caso dalle famiglie, né dallo Stato italiano. A tal proposito gli ho ricordato che all’ospedale Niguarda di Milano sono stati elitrasportati e curati per mesi, non per un giorno solo, due cittadini svizzeri con costi di gran lunga superiori, ma che ciò nonostante nessun rimborso verrà richiesto né a loro, né alla Lamal né ai loro Cantoni. Ho detto pertanto al mio interlocutore che pretendiamo parità di trattamento, perché sarebbe inaccettabile che la mutua svizzera o il Vallese chiedano che tali costi ricadano sull’Italia e sugli Italiani. In ogni caso e su questo punto sono stato molto chiaro, lo Stato italiano non si accollerà mai le spese per le cure prodigate per sole poche ore ai nostri ragazzi che sono rimasti intossicati o ustionati e che hanno sofferto e sono condannati a soffrire a causa dell’irresponsabilità dei gestori del locale dove le uscite di sicurezza erano state sbarrate e delle autorità, comunali e cantonali che avrebbero dovuto effettuare o disporre i controlli e non l’hanno fatto. A tale riguardo il Presidente del Canton Vallese ha risposto di non avere margini dal punto di vista normativo per farsi carico delle suddette spese, salvo quelle «residuali». I costi del ricovero dei nostri quattro ragazzi saranno pertanto addebitati alla mutua svizzera Lamal che ne chiederà il rimborso al nostro Ministero della Salute. Reynard ha suggerito, a tale proposito, di prendere contatto con il Dipartimento federale dell’Interno, competente in materia di salute, per concordare una soluzione a livello bilaterale dal punto di vista della reciprocità, visto che per i 2 pazienti svizzeri ricoverati per mesi al Niguarda non verrà addebitata alcuna spesa.

3. Ho chiesto poi notizie sulla tempistica dell’invio degli aiuti di 50.000 franchi alle famiglie, alcune delle quali versano in difficili situazioni economiche. A tale riguardo il Presidente del Canton Vallese mi ha assicurato che i formulari per la richiesta degli aiuti sono stati già inoltrati alle famiglie e che gli importi verranno versati a partire da metà maggio.

4. Per quanto riguarda gli altri aiuti, indennizzi  e danni morali che verranno versati dal Cantone alle famiglie sulla base della Legge sull’Assistenza alle Vittime di Reati (che possono raggiungere, a seconda della situazione finanziaria delle famiglie anche i 200.000 franchi), ove non vi abbiano già provveduto, le famiglie potranno farne richiesta al Canton Vallese all’indirizzo e-mail [email protected]

5. Ho chiesto inoltre al Presidente Reynard che venga assicurato l’inoltro o il reinoltro delle cartelle cliniche alle famiglie dei nostri ragazzi che sono stati ricoverati a Sion, dal momento che nessuna di esse le ha ancora ricevute. Il Presidente del Canton Vallese mi ha dato assicurazioni al riguardo.

6. Ho chiesto infine quali siano i tempi previsti per la concessione degli aiuti da parte della Fondazione Beloved alle famiglie delle vittime ed ai feriti. A tale riguardo il Presidente del Canton Vallese mi ha anticipato che occorrerà attendere che la Fondazione istituisca il proprio segretariato ed approvi il proprio regolamento prima di iniziare ad operare ma che i primi aiuti dovrebbero essere stanziati già quest’estate.

Gian Lorenzo Conrado, ambasciatore italiano in Svizzera

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