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L'ANALISI

Immigrazione, i dati sui tassi di criminalità sconfessano i buonisti

Una pacata risposta, basata sulle statistiche, alla tirata buonista del direttore della Stampa

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Ieri il direttore della Stampa Andrea Malaguti ha sostenuto che l’immigrazione rappresenterebbe un fattore positivo, legato alla solidarietà e all’inclusione. Tuttavia, i dati ufficiali sulle persone detenute in Italia mostrano un quadro più complesso. Pur rappresentando solo l’8,9% della popolazione residente, gli stranieri risultano sovrarappresentati in diverse tipologie di reato rispetto agli italiani, che costituiscono il 91,1% della popolazione.

Tassi di detenzione di italiani e stranieri

La seguente tabella illustra il tasso di detenzione per 100.000 abitanti, calcolato separando italiani e stranieri, per ogni tipologia di reato:

Tipologia di reato Tasso Italiano Tasso Straniero
Contro il patrimonio 27,399 116,123
Contro la persona 20,516 97,629
Legge droga 16,547 68,034
Contro la pubblica amministrazione 7,702 47,112
Associazione di stampo mafioso (416bis) 9,970 2,503
Legge armi 9,400 7,629
Contro l’amministrazione della giustizia 7,054 16,179
Contro la famiglia 5,504 20,544
Legge stranieri 0,152 16,236

Come emerge chiaramente, il tasso di detenzione degli stranieri nel 2024 per i reati contro il patrimonio supera di quattro volte quello degli italiani, mentre per i reati contro la persona e per droga la probabilità rimane tra tre e quattro volte superiore rispetto agli autoctoni. Situazioni simili si osservano per reati contro la pubblica amministrazione e contro la famiglia.

Le uniche eccezioni riguardano associazione di stampo mafioso e legge sulle armi, dove gli italiani hanno tassi più elevati, coerentemente con le dinamiche interne alla criminalità organizzata nazionale. Nei reati legati alla normativa sull’immigrazione, la rappresentanza degli stranieri è naturalmente maggiore, riflettendo il loro status legale.

Interpretazione dei dati

Questi dati non vogliono criminalizzare l’immigrazione, ma fornire una fotografia oggettiva della realtà, utile a comprendere le differenze nei tassi di detenzione. Prima di lasciarsi andare a considerazioni buonistiche sull’immigrazione, come fa Malaguti, è necessario considerare la realtà dei numeri. La statistica mostra chiaramente che, pur essendo minoranza nella popolazione, gli stranieri sono coinvolti in percentuale molto più alta in determinati reati.

Solo basandosi sui dati ufficiali è possibile formulare politiche di integrazione e sicurezza efficaci, senza nascondere i problemi reali. L’equilibrio tra accoglienza e sicurezza deve partire dalla comprensione dei numeri: gli stranieri possono contribuire all’economia e alla società, ma i dati sulla criminalità non vanno ignorati.

Enrico Foscarini, 24 novembre 2025

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