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Strategia Levy

Il metodo Levy per rimborsare truffe crittografiche anche in Italia?

Anche in Italia, riguardo al crollo di FTX, si potrebbe applicare il metodo Levy per provare a recuperare i fondi. Ecco di cosa si tratta.

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Il metodo Levy per rimborsare truffe crittografiche anche in Italia?
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Dopo i recenti scandali e collassi riguardanti exchange e piattaforme di prestito di criptovalute (come FTX e Celsius Network), sta prendendo forma una petizione al Parlamento europeo per la creazione di un fondo di compensazione crittografico.

Jonathan Levy, l’avvocato che sta organizzando questa petizione, ha scritto che l’UE dovrebbe creare un fondo finanziato “tassando” le transazioni crittografiche per poter risarcire le vittime in caso di collassi di ecosistemi di criptovalute.

Anche in Italia, sul gruppo italiano di FTX, si sta parlando di Jonathan Levy come possibile strategia da seguire. Vediamo quindi di che si tratta e come funziona il suo approccio, partendo dall’inizio.

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Celsius Network sta ripagando il suo debito

Il 13 giugno 2022, la piattaforma di prestito di criptovalute ha sospeso i prelievi a causa di “condizioni di mercato estreme” che avevano portato problemi di liquidità. Questo nonostante, solo poche settimane prima, il CEO Alex Mashinsky avesse negato voci che circolavano sui social media secondo cui la società potesse essere insolvente.

Successivamente è venuto a galla che Celsius conduceva operazioni molto rischiose ad alta leva finanziaria con i fondi degli utenti e il meccanismo si era inceppato durante la flessione del mercato, causando problemi di solvibilità.

Dal 1 luglio 2022, i dati on-chain mostrano che la società ha saldato a Maker 183 milioni di dollari del suo debito garantito. Su Twitter sono inoltre emersi diversi annunci di debiti effettivamente ripagati da Celsius Network.

Il metodo Levy per i risarcimenti crittografici anche in Italia

Levy aveva inizialmente presentato la petizione al fondo di compensazione per rispondere alle perdite subite a causa della criminalità e aveva anche già esercitato pressioni presso la Commissione Europea, per conto dei suoi clienti, riguardo lo scandalo OneCoin.

La petizione si basa sull’assunto che le vittime di truffe o fallimenti di società di criptovalute non possono chiedere un risarcimento tramite i metodi tradizionali, come “procedimenti legali nei tribunali nazionali, denunce penali alle autorità nazionali, bonifici bancari, storni di carte di credito”, a causa della natura multigiurisdizionale delle criptovalute.

Proprio per questo motivo, secondo Levy, è necessario un fondo di compensazione per aiutare direttamente le vittime di crimini legati al mondo crypto e adempiere agli obblighi dell’UE nella supervisione del mercato delle risorse digitali.

Anche se nel caso di Celsius non si sono verificati fatti “criminosi”, è pur vero che comunque la società si era resa responsabile di una gestione estremamente rischiosa dei fondi dei suoi clienti e aveva cercato di nascondere loro le “pratiche rischiose di reinvestimento” per oltre un anno.

Inoltre, sia Celsius sia il suo partner Fireblocks, sostiene la petizione, hanno ingannato gli utenti pubblicando rapporti confusi e contrastanti su assicurazioni sul rischio e dando così ai clienti un falso senso di sicurezza.

Le affermazioni sull’esistenza di un’assicurazione da parte di Celsius sono un classico errore di direzione da parte del signor Mashinsky, l’assicurazione che può esistere non protegge gli investitori dalle pratiche di prestito sconsiderate di Celsius né dal mancato pagamento del suo custode Fireblocks“.

Celsius afferma di non gestire un piano assicurative, mentre Fireblocks sostiene di fornire una copertura assicurativa per le risorse digitali detenute da Celsius in cold storage.

Solo che, afferma Celsius, “generiamo ricompense per interessi distribuendo risorse. Quando questi beni sono fuori dal controllo di Celsius, non possono essere assicurati da tale assicurazione”.

In altre parole, quelle criptovalute non sono coperte dal punto di vista assicurativo in caso di perdite quando vengono “distribuite” per la generazione di rendimento da Celsius.

Ed ecco l’istituzione di un fondo di compensazione per criptovalute

L’avvocato Levy, dunque, propone l’istituzione di un “superfondo” finanziato dall’industria crypto stessa per risarcire le vittime di criptovalute in rappresentanza di individui e aziende che hanno perso collettivamente 10 miliardi di euro.

Il fondo verrebbe finanziato mettendo “un’impercettibile tassa di 0,0001 cent per €” su ogni transazione crittografica considerando che “il volume giornaliero di criptovalute ha raggiunto recentemente i 2 trilioni di euro“.

Il Team di BTCSentinel, 24 novembre 2022