Commenti all'articolo Da Linate a Fiumicino: quando gli aeroporti diventano una “trappola”

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M.B.
M.B.
4 Luglio 2022 17:28

Io ho risolto il problema in questo modo: l’anno scorso ho conseguito la licenza di pilota privato (in un paese che non è l’Italia) e da poco mi sono acquistato (non pochi sacrifici) un Cirrus SR22T: ho deciso che per i miei viaggi all’interno dell’Europa non userò mai più i voli di linea, i charter e tantomeno le low cost. E poi è bellissimo pilotare il proprio aereo e non avere quelle brutte sorprese dovute a scioperi vari. Quando posso evito naturalmente di sorvolare nazioni come la Francia dove gli scioperi dei controllori di volo sono molto frequenti…per il resto mi trovo benissimo.

Luigi
Luigi
4 Luglio 2022 16:47

Buon pomeriggio Dott.Porro
E grazie

oddone balbo
oddone balbo
4 Luglio 2022 11:38

evviva , finalmente un passeggero che dice quel che sente e patisce. se li tengano i negozi . percorsi brevi!!!!!!!

Davide777
Davide777
4 Luglio 2022 2:11

Nicola, mi sorprendi. In quei venti minuti, che poi sono soltanto dieci in più rispetto a prima, si può vedere la Zuppa… a patto di avere un borsello e le infradito xD

Ser_Torio
Ser_Torio
4 Luglio 2022 0:23

L”eterna logo a da supermercato o autogrill?

Raimondo Polidoro
Raimondo Polidoro
3 Luglio 2022 23:41

Iniziato tutto con la deregulation, non è il volo il business ma l’aeroporto. I passeggeri spendono in questo luogo la maggior parte del denaro dedicato al viaggio. Non solo acquisto contemporaneo ma moltissimo acquisto “differito” (la vecchia cara pubblicità).

Modelli simili si stanno diffondendo ad altri modi di trasporto (e non solo). Non il vettore o la tratta ma il nodo è il business.