Nel luglio 2024 sono stati pubblicati documenti (vedi fonti in calce) sottratti a funzionari dell’SVR, il servizio di intelligence estero russo. L’autorevole autore è Mikhail Kolesov, ufficiale quarantacinquenne, autore di un dossier denominato in codice: “Project Kylo” che venne presentato nel maggio 2022 a una commissione ristretta del Senato russo, limato più in oltre dieci versioni fino al settembre 2023 con il supporto del collega Mikhail Kulemin, il cui avatar, in un lampo di involontaria ironia, è James Bond. La notizia non è che la Russia faccia пропаганда (propaganda), cosa nota fino alla noia. Bensì la mutazione della strategia: siamo alla fase due della guerra asimmetrica, l’evoluzione sofisticata della vecchia Disinformatia sovietica. L’obiettivo dichiarato non è convincervi che Mosca abbia ragione, ma rendervi incapaci di distinguere il vero dal falso.
REGOLA AUREA: NON SEMBRARE RUSSI
Kolesov parte da una diagnosi spietata: RT e Sputnik sono simulacri esausti, riconoscibili e dunque inerti. Hanno esaurito la loro funzione dirompente. La nuova dottrina impone l’invisibilità assoluta, un’operazione “non tracciabile”. Il messaggio funziona soltanto se non appare filorusso. Dunque ci si finge europei, ucraini, attivisti, ONG, persino giornalisti indipendenti e sedicenti agenzie d’inchiesta.
IL FALSO ESTREMISTA (la mossa più callida)
Non si combatte una causa attaccandola: la si affonda fingendo di sostenerla con richieste volutamente parossistiche. L’esempio nei documenti: spacciarsi per gruppi ultra favorevoli ai profughi ucraini e avanzare pretese talmente radicali da suscitarne il rigetto nell’opinione pubblica. In parallelo, decine di siti apparentemente legittimi diffondevano articoli dal titolo “Come gli ucraini rubano la prosperità della Germania”. Si prende un problema reale, immigrazione, caro vita, energia, e lo si adopera come moltiplicatore di rancore. Sono previste anche manifestazioni con partecipanti retribuiti, da filmare e rilanciare online per gonfiarne artificiosamente le proporzioni.
IL TRAFUGAMENTO
Il piano, concepito per essere «non tracciabile», è stato smascherato dalle caselle di posta dei suoi stessi artefici, violate da hacker filo-ucraini. Kolesov proveniva dall’unità militare 33949, il Dipartimento S dell’SVR: quello che gestisce le spie illegali all’estero. L’altro protagonista è Kulemin che coordinava i suoi progetti con il padre, il generale Aleksandr Kulemin, della 12ª Direzione Principale del Ministero della Difesa, quella che sovrintende all’arsenale nucleare. La “versione definitiva” del progetto fu inviata da Kulemin al padre, e proprio per il tramite paterno il dossier risalì la catena degli apparati, fino a un dirigente FSB che a sua volta la fece scalare fino al Senato Russo. Ironia recondita: chi architetta l’invisibilità altrui è caduto per la propria.
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L’EMOZIONE PRIMA DEL FATTO
Il leitmotiv, testuale, è “instillare l’emozione più potente della psiche umana: la paura”. Paura del futuro, dei figli, del domani. Non si informa: si obnubila. E lo si fa con una metrica marketing, click, tempo di lettura, commenti, targeting geografico. Guerra cognitiva con la strumentazione di un’agenzia pubblicitaria. La radice affonda nel Dipartimento D del KGB, la disinformazione della guerra fredda, qui però calata negli algoritmi. In appendice, un secondo progetto, “Ledorub” (Piccozza), dedicato a demolire la reputazione dei dissidenti in esilio. La frase che sigilla tutto è di un cinismo protervo: “morale ed etica non devono avere alcun ruolo”. E non è rimasto sulla carta: già dal marzo 2023 i due ufficiali smistavano decine di curricula di aspiranti operatori, tutti con trascorsi d’intelligence e almeno una lingua straniera. Ecco perché la vicenda ci riguarda da vicino.
Il bersaglio del Progetto Kylo non è un’opinione: è la vostra capacità di fidarvi di ciò che leggete. Quando ogni post indignato potrebbe essere una messinscena e ogni causa un’esca, la democrazia non viene sconfitta da un argomento migliore, bensì obnubilata dal sospetto. Diffidare è sano e legittimo. Diffidare di tutto è esattamente ciò che questo piano si prefigge.
Giulio Galetti, 4 agosto 2026
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