Società

Automobilisti tremate

Dai sorpassi alla velocità, arriva il nuovo Tutor 3.0: come funziona (e dove sono)

L'annuncio di Autostrade: introdotti 26 dispositivi da Nord a Sud. Ecco le sanzioni che si rischiano

3 di 5 Le novità 3.0

L’ultima versione del Tutor è stata ottimizzata in alcuni aspetti:

  • miglior trasmissione dei dati
  • maggior efficienza nel rilevamento della velocità media
  • scansione dell’immagine del veicolo più dettagliata

A spiegare il loro funzionamento è il sito di Autostrade per l’Italia. Il nuovo sistema “rientra nell’ambito di Navigard, la piattaforma tecnologica sviluppata da Movyon, società leader nello sviluppo e nell’integrazione di soluzioni di Intelligent Transport Systems e centro di eccellenza per la ricerca e l’innovazione del Gruppo Aspi”.  Grazie a un complesso sistema di algoritmi, la piattaforma gestisce e integra i dati provenienti dalle più avanzate tecnologie permettendo:

– il controllo dei sorpassi dei mezzi pesanti;
– il monitoraggio del rispetto dei limiti di massa consentiti;
– l’accertamento della velocità di transito;
– il controllo dei veicoli contromano.

“I principali sistemi tecnologici della piattaforma – spiega Aspi – sono costituiti da radar, telecamere, server periferici e un sistema centrale: una combinazione di tecnologie in grado di rilevare la velocità media del veicolo, segnalandolo, per opportune verifiche, in caso di superamento dei limiti, in caso di circolazione su corsie non consentite e in caso di verifica del rispetto dell’obbligo di destra rigorosa da parte dei veicoli pesanti”.

“Il Tutor è una delle tecnologie messe in campo per la sicurezza stradale da ASPI in collaborazione con la Polizia di Stato che ne gestisce il servizio come previsto dall’articolo 12 del CdS, e ne programma tutte le attività – si legge nel comunicato – Introdotto nel 2005 con l’obiettivo di disincentivare comportamenti scorretti alla guida, il Tutor ha contribuito fin dalla sua introduzione ad aumentare la sicurezza dei viaggiatori, determinando una costante autoeducazione e un cambiamento nella condotta su strada. Grazie anche alla sua efficienza nel sanzionare – e dunque prevenire – i comportamenti pericolosi, si è registrato un drastico calo dell’incidentalità dovuto alla diminuzione della velocità di picco e di quella media”.

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