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D’Alema elogia il regime comunista cinese

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Il Partito comunista cinese compie 100 anni e Massimo D’Alema non può certo fare a meno di celebrarne “il grande merito storico”. Il lìder Maximo in un’intervista rilasciata a New China Tv ha elogiato la Cina riconoscendole il merito di aver fatto “uscire almeno 800 milioni di persone dalla povertà” compiendo un “risultato straordinario”. Numeri da far imbarazzare Di Maio con la sua provvidenziale abolizione della povertà.

L’ex premier non ha fatto a meno di ricordare la sua visita a Pechino nel 1978 da segretario dei giovani comunisti italiani sottolineando lo “straordinario salto verso la modernità e il progresso” compiuto dalla Cina grazie ovviamente al “grande merito storico del Partito comunista cinese”, appunto. Il tutto rilanciando una “forte collaborazione internazionale” con l’Occidente. Presupposti che proprio in questi giorni con il G7 sembrano essere mancati.

Insomma, come al solito D’Alema dimostra di avere così tanto a cuore la questione cinese da dimenticare tutto il resto. Nei 4 minuti di intervista ha completamente sorvolato sui metodi da sempre adottati da quel partito e da quel regime che tanto ama: violazione dei diritti umani e autoritarismo. Quella modernità e quel progresso di cui parla D’Alema frutto anche di una campagna di modernizzazione comunista dell’economia che tra il 1958 e il 1962, con Mao Tse-tung, portò circa 30 milioni di morti.

Nessun accenno sull’origine del Covid e sui tempi con cui la Cina ha fatto sapere al mondo che c’era un virus destinato a farci piombare in una pandemia. Nessun accenno sulla poca chiarezza dei numeri che fin dall’inizio ci sono stati forniti da quel regime che, comunque lo si veda, resta pur sempre un regime. Niente di tutto questo, ovviamente. Forse perché oggi è solo il momento delle celebrazioni, non ancora quello di denunciare gli abomini del regime comunista cinese. Per adesso meglio sorvolare, del resto la sinistra italiana lo fa bene da sempre.

Marco Baronti, 16 giugno 2021

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Kiriosomega
Kiriosomega
21 Giugno 2021 13:04

Come tutti i rossi, nemici della gente, ma amici della povertà altrui, anche Il D’Alema va ignorato, e non se ne riporta il dire.
Parlarne bene o male è sempre pubblicità.

Giovanni
Giovanni
20 Giugno 2021 17:22

Da un incallito supercomunista cosa ci si poteva aspettare? Purtroppo questo “signore” è ancora intruppato in faccende governative di dubbia limpidezza (vedasi mascherine, aeratori ospedalieri ecc…). E non aggiungo altro….

artemide
artemide
17 Giugno 2021 9:55

è sconcertante che uno possa elogiare pubblicamente un regime che ha causato decine di milioni di morti, che opera continuamente per distruggere la democrazia e la libertà di parola (notizia di oggi l’arresto di giornalisti e dirigenti di un giornale ad Hong Kong) e perseguita e sopprime persone di etnie e Credo religiosi e filosofie, di non gradimento del regime (terrificante e orribile la persecuzione dei praticanti del Falun Gong), senza che nessuno gli faccia notare che, come minimo, dovrebbe vergognarsi.

Pieranyonio ravera
Pieranyonio ravera
17 Giugno 2021 6:22

Eh ma i comunisti e no abituati ad andare a braccetto con i criminali sacstskin a Breznev a mano a pol.lot gente che ha ammazzato milioni di persone e loro gridavano mentre i oivetincontafini cinesi morivano ” la Cina e buona”, e mostravano il.librrttoo rosso makedetti

CLAUDIO
CLAUDIO
16 Giugno 2021 21:01

Scusate….
L’ elogio lo ha fatto da una delle sue meravigliose Ville al Mare?
dal suo Yatch di 20/25 mt?
dalla super casa in centro a Roma?
O da un centro sociale con un bicchiere di vinaccio e uno spinello acceso?

Dario Bellocchi
Dario Bellocchi
16 Giugno 2021 19:39

Ovviamente anche il massacro degli studenti in Piazza Tien An Men nel 1989 rientra per i compagni come D’Alema tra gl’ inevitabili effetti collaterali che s’incontrano sulla strada della modernizzazione e dell’uscita dalla povertà. Bisognerebbe poi ricordare al lider maximo(sic) che la Cina è uscita dalla povertà quando ha adottato il modello ECONOMICO capitalistico e che ai tempi della gloriosa rivoluzione culturale(30 milioni di morti) la stessa Cina era tra i paesi più poveri del mondo.

Olympe de Gouges
Olympe de Gouges
16 Giugno 2021 15:37

se si sta così bene, perché non ci va anche massimo, e magari si porta dietro tutto il baraccone di LEU, che qui da noi è capace solo di fare danni?

Gianluca P.I.
Gianluca P.I.
16 Giugno 2021 15:10

Li avrà incontrati i sindacalisti cinesi nel 1978 (ma anche nel 2021)? Baffino ci faccia sapere, perchè se per caso costoro non esistessero, potremmo aver trovato la soluzione ai nostri problemi.