in

Virus da laboratorio, spunta un nuovo video: “Pipistrelli vivi”

Dimensioni testo

Prima considerata teoria complottista, e un po’ troppo trumpiana per essere presa sul serio, ora è diventata seria pista investigativa indicata dallo stesso Joe Biden. L’ipotesi che il virus Sar-CoV-2 sia uscito dal laboratorio cinese di Wuhan non è ancora una certezza, ma neppure una fake news da scartare del tutto. Anzi. Le intelligence di tutto il mondo, soprattutto quella Usa, stanno cercando di approfondire il caso. Il supervirologo Fauci non scarta l’ipotesi. Per Jamie Metzl, membro della commissione di esperti sull’editing del genoma umano dell’Oms, ci sono addirittura l’85% delle probabilità che l’origine del Covid sia proprio quello. E da qualche tempo si moltiplicano video dall’interno del laboratorio incriminato che dimostrerebbero standard di sicurezza non proprio elevati.

Tra i primi a parlarne siamo stati proprio noi, un paio di settimane fa. Vi avevamo mostrato il servizio trasmesso nel 2017 dal tg della televisione di Stato cinese in cui la virologa Cui Jie raccontava di come fosse stata morsa da un pipistrello. Non era la prima volta. Già a gennaio alcuni scienziati del laboratorio avevano detto di essere stati a loro volta azzannati. E altri non nascondevano di aver ricevuto schizzi di sangue addosso durante gli esperimenti. Bene. Lunedì sera la tv SkyNews Australia ha mandato in onda un altro filmato che sarebbe stato girato sempre nel 2017 in cui si vedono pipistrelli vivi all’interno del laboratorio dell’Hubei. Fino ad oggi, la circostanza che vi fossero degli animali vivi in gabbia era sempre stata negata. E non ne aveva parlato neppure la squadra di scienziati inviata sul posto dell’Oms. Lo zoologo Peter Dasak, che faceva parte della missione a Wuhan, aveva addirittura ritenuto una “cospirazione” suggerire che all’interno del laboratorio vi fossero degli animali vivi. Il video sembra però dimostrare il contrario: nelle immagini si vedono alcuni scienziati dar da mangiare vermi ai pipistrelli.

Intanto in queste ore il New York Times ha provato a contattare Shi Zhengli, anche nota come Bat Woman, la scienziata cinese del Wuhan Institute of Virology. Lei sostiene che il virus non sia mai uscito dal suo laboratorio. Rigetta ogni accusa. Parla di “spazzatura”. Di notizie politicizzate. E nega anche che tre ricercatori si siano ammalati nel novembre 2019, come invece diffuso dall’intelligence americana. “Non esistono prove”, dice. Ma i dubbi sono fortissimi. E adesso parlarne non è più bollato come complottista.