Daniel Halévy illumina l’oscuro Nietzsche (Daniel Halévy)

Nietzsche

Autore: Daniel Halévy
Anno di pubblicazione: 2019
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Possiamo dividere il mondo in tre categorie. Coloro che non hanno mai letto Nietzsche, chi lo conosce, e chi ha provato a leggerlo e non ci ha capito un tubo. Chi scrive questa rubrichetta, fa parte della terza categoria. Ecco perché Daniel Halévy, storico e saggista francese amico del gigantesco Proust, può essere la giusta soluzione per una gran massa di ignoranti.

Nietzsche, così semplicemente, si chiama una favolosa biografia edita da Oaks editrice, che non dico vi faccia capire il grande filosofo tedesco, ma che almeno vi metta sulle sue tracce. Vi parla «dell’infanzia, la casa del pastore, la grandezza misteriosa del padre scomparso così presto: gli anni pii, i primi dubbi e l’orrore di questo mondo senza Dio in cui bisogna decidersi a vivere; la scoperta di Schopenhauer e di Wagner, la religione che aveva sentito per loro e che lo aveva consolato della perdita della fede». Si tratta di una biografia, certo, ma puntellata da lettere, citazioni, stralci dell’opera (altrimenti incomprensibile per noi profani) di Nietzsche. Tutto sembra assumere un senso. Così come un senso sembra assumere la totale incomprensione e insuccesso che ebbero i suoi primi scritti: spesso figli di deliri e solitudini esistenziali. Impariamo un Nietzsche più uomo che superuomo, deluso e tradito da Lou Salomé, una delle sue poche passioni femminili, che lo incupisce e lo rende scettico verso quella sua teoria dell’eterno ritorno che ora, amante deluso e tradito, lo atterrisce.

La storia di Nietzsche è la storia di un solitario errante, di un vagabondo del pensiero, che gira malato da una città all’altra dell’Italia, che scopre l’Engadina, ma che resta poi così profondamente tedesco. Il suo odio-amore per Wagner sarà una costante della sua ricerca, così come il rapporto con i suoi quattro amici e con la sorella. Anzì per l’esattezza saranno sette, il numero di coloro a cui consegnerà l’intermezzo dello Zarathustra pubblicato a sue spese, poiché nessuno voleva spendere quattrini per l’ennesimo flop. Ma Nietzsche è anche grandioso, presuntuoso, talvolta sicuro di sé, certamente consapevole del proprio genio, convinto di essere al di sopra delle «bassezze» del suo popolo. La biografia di Halévy non può sostituire ovviamente la conoscenza dei testi nicciani, ma per un ignorante, come chi scrive, getta una luce in quella caverna oscura rappresentata da un pensiero che nel bene e nel male così tanta fortuna ha avuto nel secolo scorso.

PS: la prossima piccola impresa sarà leggere la biografia di Nietzsche scritta da Massimo Fini, che mi dicono essere imperdibile.

Nicola Porro, Il Giornale 24 agosto 2020

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28 Commenti

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  1. Grazie per questa interessante “rubrichetta”. Mi ha incuriosita quindi tenterò di leggere il libro con la speranza che quella luce avvolga anche me.

  2. Egregio Zuppa di Porro,
    conosco poche persone che hanno compreso Nietzsche : Maria Zambrano, Simone Weil, in parte Severino Emanuele e forse chi le scrive.
    Una bella e goffa presunzione , è così.
    Ma leggendo le argomentazioni sul filosofo in oggetto non trovo mai niente di pertinente su ciò che lui ha intuito profondamente lambendo la più alta luce dello spirito. Negli ultimi anni della sua vita avrebbe potuto partecipare della Luce Vera ma probabilmente la psicosi che fin dalla nascita covava in lui lo ha ucciso.
    Cordiali saluti. F.B.

  3. Grazie Nicola per questa recensione. Mia prossima lettura per comprendere il pensiero di questo gigante spesso travisato.

  4. Io ho letto da poco il Zarathustra ed, effettivamente, il pensiero che vi si legge è molto contorto.
    Ci sono, però, periodi buttati qua e là all’interno della narrazione che mi hanno colpito e che ho condiviso, come la frase che dice che “si ripaga male un maestro, se si rimane sempre e solo scolari” o quella che dice “sempre controvoglia ho chiesto le strade… preferivo interrogare e tentare le strade da solo”.

  5. @ 2 volte Valter. Può darsi che io ti abbia dato del cretino in risposta a un tuo commento. Anche se è sbagliato ci può stare su un blog.
    Però tu hai fatto di peggio. Se non ricordo male, non sei tu colui che a me ed altri 3 o 4 che evidentemente non la pensano come te, hai invocato per noi la RU 486?
    In pratica hai detto che le nostre madri avrebbero dovuto utilizzare la RU 486(farmaco per l’interruzione della gravidanza.
    P.s.nel caso non fossi stato tu chiedo scusa ma in caso contrario chi è che dovrebbe guardarsi allo specchio e darsi del cretino?

    • Occorre dire che riuscire a i m m e r d a r e la recensione di questa biografia di Nietzsche richiede molto ingegno. Complimenti.

      • A parte che non mi pare che quest’articolo abbia riscontrato molto successo, ma tu che fai il fenomeno il tuo commento quale è?

        • Il successo si misura dal numero dei commenti?

          Spesso ben più interessanti sono alcuni approfondimenti appropriati e dunque ringrazio il dott. Porro che ce ne rende partecipi anche se non numerosi.

    • Ma se la qualità della lettura si misura con il numero dei lettori, andrebbe bene anche la GAZZETTA DELLO SPORT che- credo – sia la lettura più apprezzata (ed impegnativa?) nel nostro caro Paese di eruditi connazionali che, in media, di libri, forse ne leggono uno all’anno?

  6. Il vizietto non lo perdete, Nietzsche non appartiene alla categoria dei pennivendoli.
    Ormai siete in declino morale, la stessa morale che vi morde le carni, quella morale alla quale avete eretto templi, dove il popolino si inchina per virtù indotta.

  7. Chi ha provato a leggere Nietzsche e non ha capito un tubo è forse perchè,a differenza di quasi tutti i filosofi e scrittori che si possono catalogare e seguire secondo punti essenziali, il filosofo tedesco è impossibile da inquadrare in un paragrafo scolastico.
    Trasfigurandolo, il fascismo e il nazismo hanno preso ad uso e consumo parte del pensiero (Mein Kampf in alcuni paragrafi è una scopiazzata di suoi scritti), ha ispirato la beat generation (Jack Kerouac, Allen Ginsber e William Burroughs) e grandi artisti come Jim Morrison.
    In molti lo hanno definito un pazzo, un visionario ma non si può negare che il suo punto di vista al di fuori del bene o del male, scevro da ipocrisie morali (come lui amava dire) è assolutamente rivoluzionario.
    Forse il suo vero messaggio era proprio quello di guardare le cose senza nessun pregiudizio, contrario all’ intellettualismo dominante dell’ epoca.
    Un discorso che rimane validissimo ancora oggi, nel pieno moralismo europeista e perbenista di ispirazione cristiana, Europa e cristianesimo che erano per lui simbolo e causa del nichilismo occidentale.
    Basta leggere la prefazione di Umano, Troppo Umano (un libro per spiriti liberi) per capire cosa vuol dire veramente sentirsi liberi, come lui ha azzardato esserlo più di 100 anni fa.
    Un libro proibito ai perbenisti.
    Grazie a Porro per la recensione, spero di trovare il tempo per leggere il libro di Halevy.

      • Premetto che non sono all’altezza per intromettermi in una discussione ispirata a Nietzsche, vorrei solo fare un appunto al suo “perbenismo di ispirazione cristiana”. Perbenismo e cristianesimo sono due cose in antitesi come lo sono altre storture ispirate a chi per dare contro ai perbenisti si è pure fatto umiliare fino alla croce.

        • Quando lessi Nietzsche, da giovane, ammetto che un poco la mia fede vacillò, ma ora penso che le sue critiche ben si addicono alla melassa cattocomunista, che in qualche modo da filosofo egli forse aveva presentito e che con il vero Gesù ha poco a che fare.
          Si può essere buoni cristiani e gustarsi Nietzsche, insomma.

        • Premesso che neanche io mi sento all’ altezza di entrare in discussioni filosofiche, avendo scoperto Nietszche da autodidatta senza nessuna base scolastica in filosofia.
          La ringrazio comunque per la sua riflessione: cristinesimo e perbenismo sono in antitesi, o per lo meno lo dovrebbero essere aggiungo io. Leggendo “l’ anticristo”, in effetti quello che il filosofo critica è la morale che si è costruita attorno al cristianesimo, un mezzo dei potenti per opprimere le masse. Per lui l’ unico vero cristiano era Gesù Cristo, ma quello che si è creato dopo, con San Paolo e con l’ accettazione degli stati del cristianesimo come religione di stato è per lui la negazione del messaggio cristiano.
          In effetti “perbenismo di ispirazione cristiana” è una definizione non proprio adatta, magari avrei dovuto dire “perbenismo di chi usa la religione cristiana per darsi una parvenza di buona e rispettabile persona anche se non lo è, oppure di chi fa qualcosa di negativo ma che facendolo in nome di Dio ritiene di avere tutte le ragioni per farlo”.
          Grazie anche a Porro per la risposta.

  8. E con Travaglio che si crede il Nietzsche del giornalismo come la mettiamo ? Allora, ci sono tre categorie: coloro che non hanno mai letto Travaglio, neppure al cesso come viatico all’evacuazione, chi lo conosce (e lo evita), e chi ha provato a leggerlo e ha capito che Travaglio non ha capito un tubo.
    Dice: ma perché te la prendi con Travaglio che qui non c’entra ? Semplice, é come in quel detto cinese maschilista e medioevale che dice di picchiare comunque la propria moglie: anche se tu no sai perché lo fai, lei lo sa. Ecco, non sbagli mai a parlar male sempre e comunque di Travaglio, lui sa perché lo fai.

      • Andrea, tu sei quello che mi ha dato del cretino in risposta ad un mio commento che evidentemente non apprezzavi, così, giusto per intavolare uno scambio di opinioni come usano quelli come te che credono di essere intelligenti solo perché di sinistra e leggono Travaglio. E ricordo di averti risposto nell’occasione che del cretino dovevi darlo a quello che vedevi tu quando ti guardavi allo specchio, aggiungendoci pure uno s t r o n z o da parte mia. Credo non valga proprio la pena aggiungere altro.

        • Ossessionato da Travaglio, hai detto bene Andrea.
          Non si rende neanche conto delle scemenze che dice quando pensa a Travaglio.

  9. “esistono tre categorie di persone, le persone che pensano che le cose semplicemente succedono, le persone che le cose le fanno succedere e quelli che pensano che le cose succedono perche ci sono persone che le fanno succedere. Io appartengo alla terza categoria”

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