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Delirio green pass: malato di cancro respinto all’imbarco, donna cacciata dall’ospedale - Seconda parte

Una donna incinta senza tampone rimandata a casa. E il malato oncologico non può salire sul traghetto

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Senza green pass il malato oncologico sta a casa

Purtroppo non è tutto. Dalla Sardegna arriva anche un secondo brutto episodio che ci racconta fino a che punto siamo sprofondati in nome del presunto bene collettivo. A Olbia, infatti, una donna malata di tumore non è stata fatta imbarcare sul traghetto per Roma. Giovanna (nome di fantasia) doveva recarsi al Gemelli per un intervento urgente. Sia lei che il marito sono vaccinati con prima dose, ma non hanno il lasciapassare rafforzato. E senza quello non si sale a bordo. Nemmeno se stai rischiando la vita. “La legge è legge ci hanno detto” – ha spiegato il marito. Una frase aberrante. Perché “la legge è legge”, significa la sospensione volontaria del senso critico e di tutto ciò che ci rende veramente umani. Al contrario, la verità è che molto spesso per fare il bene bisogna disubbidire. E qui forse vale anche la pena di interrogarci su noi stessi, su chi siamo diventati. Non basta più dare la colpa solo alla politica e ai media. Guardiamoci dentro.

Quante Maria e quante Giovanna dovremo ancora sacrificare per capire che non esiste nessun bene superiore rispetto a quello di Maria e Giovanna? Quanto in basso dovremo precipitare per capire che il loro destino è il nostro destino?