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Di Maio, ma quale lobby. Basta fare i conti

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Sopra: un breve estratto dal video di Di Maio e a seguire il mio commento

Favoloso, per la seconda volta, Luigi Di Maio straparla di lobby, riferito al suo decreto dignità. Che, vedrete, diventerà come la legge Fornero, un incubo per le nefaste conseguenze che avrà su economia ed occupazione. Alle prime critiche fatte dal Cav subito disse che erano figlie di una lobby.

E poi oggi ancora si mette addirittura ad evocare un complotto, Sarebbe comparsa una “manina” malevola annidata al Mef o alla Ragioneria dello Stato su numeri e coperture del decreto. Ne nasce ovviamente uno scontro con il Ministero guidato da Giovanni Tria.

Di Maio su Facebook inizia la polemica: “80mila è un numero che non sta da nessuna parte, mi faccio una risata”, dice a proposito delle critiche al provvedimento che porterebbe a una contrazione di 8mila posti di lavoro all’anno per i prossimi dieci anni.

Ovviamente non c’è alcuna manina o complotto è banalmente l’effetto della stretta sui tempi determinati, con la riduzione tra l’altro della durata massima dei contratti dagli attuali 36 a 24 mesi. Il che comporterà ad una riduzione dell’occupazione e dunque un costo, valutato obbligatoriamente da una relazione tecnica che accompagna ogni decreto, derivante dagli ammortizzatori sociali previsti in questo caso.