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Diaconale, direttore disincantato nella fabbrica di “anarco-liberisti” - Seconda parte

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Era affascinato dalla genuinità della loro posizione talvolta colta e sempre minoritaria. Ci ha dato una mano ad esistere, anche quando quel brandello di partito a cui eravamo attaccati era scomparso, strappato dalla furia di mani pulite. Capì tra i primi la follia della rivoluzione giudiziaria.

Proprio in piazza, tra Ciampini e la Chiesa, mi disse che mi avrebbe riconosciuto il praticantato per diventare giornalista professionista, nonostante l’opinione mi avesse pagato lo stipendio con la stessa frequenza di un roulette russa. Fu generoso. Gli resterò sempre grato. Non so se, alla fine, mi fece un favore.

Nicola Porro, Il Giornale 2 dicembre 2020