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Discorso del premier Conte, la pagella

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È vero, ormai lo dicono tutti, non esistono più le etichette di destra e sinistra. Semmai quella di populisti contro establishment. E allora secondo questa ultima chiave di lettura come si posiziona il premier Conte nel suo discorso in Senato per la fiducia?

Per la lunghezza ricorda l’establishment, così come l’accento e il continuo riferimento all’insopportabile locuzione tutta italiana “ai sensi dell’articolo…”

Per alcuni contenuti forti, dall’immigrazione alla Russia, dalla flat tax al taglio dei vitalizi, è invece decisamente rivoluzionario, populista. Insomma, né di destra né di sinistra.

Un giudizio finale è difficile darlo. Noi che siamo ancora ancorati alla vecchia bipartizione Stato vs Individuo (più che destra versus sinistra) vediamo che tira molto dalla parte dello Stato, di ciò che può fare per aiutarci, di ciò che può fare per controllarci. Anche se sul piano fiscale, la tendenza Lega, è un buon segnale: meno tasse, rappresentano il primo fondamentale tassello per smontare il ruolo della Bestia statale.

Giudizio sul discorso: 4 anche per gli urletti empatici.

Giudizi sui contenuti: 7 bene su fisco e immigrazione, generico sul resto, scompare agente provocatore, non cade in pippotti civili e boccia codice appalti.

Nel video vi spiego meglio cosa intendo…