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Domani processano il “liberatore” di Hong Kong

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Se hai aperto questo articolo e stai leggendo queste righe, ti devo innanzitutto un grazie. Significa che sei una persona che probabilmente ha a cuore la Libertà con la “L” maiuscola e che sa dove questo diritto inalienabile dell’uomo è realmente o maggiormente minacciato. E soprattutto da chi.  Se non è così, spero tu possa cambiare idea al più presto con l’ausilio di questo pezzo o meno.

Morbo liberticida

Mentre in Italia e nel mondo, siamo infatti tutti impegnati a combattere il virus proveniente dalla Cina che uccide e che indirettamente ci priva delle nostre libertà fondamentali, in questi giorni a Hong Kong, si sta giocando una fase chiave della partita ancor più decisiva contro un altro virus cinese, di gran lunga più temibile del primo. Anche perché in questo caso, non esiste vaccino.

Si tratta ovviamente del morbo liberticida del regime comunista cinese che da diversi anni ormai sta provando a chiudere nella sua morsa l’ex colonia britannica con i brutali metodi tipici delle dittature e che adesso sembra davvero sul punto di piazzare il colpo del KO. In barba agli accordi internazionali che stabiliscono che la “Svizzera asiatica” debba formalmente godere di autonomia legislativa (vera, non di facciata) fino al 2047.

Omertà Occidentale

Eppure, quella che dovrebbe essere la battaglia di tutti, in favore della libertà, della democrazia e dei diritti umani, nel mondo Occidentale ottiene molta meno eco rispetto ad altre cause. I media raccontano lo stretto indispensabile senza prendere posizione, nessuno si inginocchia in segno di solidarietà verso gli attivisti incarcerati e malmenati o i deputati espulsi, nessuna iniziativa social degna di questo nome e la cui viralità possa favorire il cambio di focus dell’attenzione mondiale.

Le ragioni di questa inazione di massa sono diverse e le conosciamo tutti, spaziano dall’economia alla politica. Un’omertà più o meno consapevole, dunque, della quale la Cina sta approfittando per continuare nel suo diabolico piano di sottomissione di un popolo che evidentemente era abituato troppo bene per gli standard della Repubblica Popolare. Esattamente come ha tratto vantaggio, e continua a farlo, dal Covid19 per rinviare consultazioni elettorali e impedire manifestazioni e riunioni di tipo politico.

Eroi lasciati soli

Le conseguenze di questa viltà tipicamente europea le stanno subendo sulla propria pelle i giovani e coraggiosissimi attivisti di Hong Kong, Joshua Wong in testa, che con altri fedelissimi è stato recentemente incarcerato e il 2 dicembre verrà giudicato dalla giustizia filo-cinese dopo essersi consegnato spontaneamente alle autorità, a testa alta, in quello che sembra essere un vano tentativo di captatio benevolentiae nei confronti del mondo. Ma colpevole di cosa? Di aver organizzato delle manifestazioni pro-democrazia minacciando così la sicurezza nazionale (della Cina). Tutti loro rischiano diversi anni di carcere e Dio solo sa cos’altro.

Non posso che provare una profonda ammirazione per questi ragazzi che stanno mettendo a rischio la loro vita e la loro libertà nel combattere un nemico potentissimo e che proverà in tutti i modi ad avere ragione di loro nel silenzio assordante della comunità internazionale. A mio parere sono degli eroi.

Eroi veri, proprio perché lasciati soli. Non come quelli che provano a spacciare come tali in Occidente, che non rischiano assolutamente nulla combattendo talvolta contro nemici immaginari e ottenendo la ribalta mediatica solamente per fini strumentali, politici o di carriera.

Un uomo libero non può non stare con Hong Kong. Chi ama la libertà ha il dovere morale di fare qualcosa. Non solo hashtag ma cose concrete, nei limiti delle possibilità di ognuno. Perché noi siamo pragmatici, non ci inginocchiamo. Quello, come altri, è un gesto inutile e che, al massimo, riserviamo all’Altissimo. Noi stiamo in piedi, anche soli se necessario, e guardiamo l’avversario dritto negli occhi, senza paura. Finché non fermeremo i carri armati. Anche a costo di sparire come quel povero ribelle sconosciuto di Piazza Tienanmen.

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18 Commenti
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Rosita
Rosita
6 Dicembre 2020 2:42

Noi non ci inginocchiamo al comunismo!!! Mai

Giorgio Colomba
Giorgio Colomba
3 Dicembre 2020 11:19

No problem: forte del Memorandum d’intesa Italia-Cina per la Via della Seta siglato l’anno scorso, Di Maio non farà mancare la sua risolutiva moral suasion verso il suo amicone Xi ed i reprobi saranno tutti assolti.

Antonio.f
Antonio.f
2 Dicembre 2020 14:23

Come si fa a dialogare con un regime spietato come quello cinese. Ricordiamoci sempre che e’ un paese dove il boia non va mai in ferie. Sono centinaia le persone che vengono giustiziate al giorno. Come si possono avere raporti con un tal paese? Come fa il nostro ministro degli esteri a fare da zerbino ai rappresentanti del governo cinese quando vengono in italia? Come si fa a scodinzolare ed a cedere le nostre poche mascherine a questa gente che per i loro interessi non guardano in faccia nessuno? Come si fa a sottoscrivere per primi l’accordo “via della seta” e non accorgerci che ci stanno raggirando?

Vittorio
Vittorio
2 Dicembre 2020 14:11

L’atteggiamento della politica europea e degli organi di informazione del vecchio…no anzi , vetusto continente, non mi stupisce.

Se non riusciremo a comprendere che il modello cinese è il sogno inconfessabile delle nostre elite, ci ritroveremo ancora più schiavi di quanto non siamo già.

A.L.
A.L.
2 Dicembre 2020 12:50

Un ottimo articolo con riflessioni eccellenti e urgenti. Grazie Nicolò Petrali.

Riccardo
Riccardo
2 Dicembre 2020 10:31

Non vedo e non sento strilli da parte di ONU, UE, e altri inutili organismi di panzoni strapagati.

Laval
Laval
2 Dicembre 2020 9:02

Il libero arbitrio è il fondamento della civiltà dove ognuno fa le sue scelte nella libertà di muoversi rispettando gli altri. Questa è la disciplina della vita. Nel confronto e nel rispetto reciproco, illuminato dalla luce del singolo pensiero confortato dall’apprendimento culturale, dona ai giovani la disciplina, poi la sapienza nell’interpretare i messaggi oscuri dei perversi mascherati da buoni e infine la saggezza dell’insieme per aiutare gli altri a vivere meglio. Chi non lotta per la libertà vive come un animale condotto al pascolo dagli altri, bastonato dai dittatori per andare di qua e di là, verso la meta dell’ignoranza, verso l’oscurità. I dittatori fanno e dicono quello che vogliono per nascondere i loro errori, le loro nefandezze, come il governo cinese che oggi afferma: “Il virus è nato e divulgato dall’Italia nel mondo”. I nostri governanti filo cinesi tacciono e si inchinano alla protervia rossa. I 5stelle, il PD, i “prodiani” che fingono di essere europeisti quando Prodi allo stesso tempo ne denuncia il fallimento, preparando il terreno alla Cina. Si mette in atto il cambio dell’etnia seminando continue accattivanti dichiarazioni. Dopo aver cancellato i decreti Salvini adesso Prodi con il codazzo PD afferma che è necessario aprire all’immigrazione, ma solo quella legale, caos nel caos e i falsi buonisti gli vanno dietro come pecore al macello. Aiutiamo l’immigrato… Leggi il resto »

Gianluca
Gianluca
1 Dicembre 2020 20:48

Il regime comunista cinese non ha nulla da imparare su come bisogna agire per stroncare il dissenso: si prendono i capi della rivolta (senza capi non c’è rivolta ma solo caos) e gli si tappa la bocca facendoli semplicemente sparire, prima che possano assurgere al ruolo di martiri. La rivolta studentesca di piazza Tien An Men (1989) in pratica è come non ci sia stata, spariti filmati, immagini, studenti, nessuno ricorda un volto, nessuno ha visto un cadavere delle migliaia di ragazzi spariti nel nulla. Non so se il povero Joshua Wong riuscirà almeno a farsi condannare ai lavori forzati in un campo di rieducazione, una cosa però è certa: per Hong Kong il destino è segnato, chi avrà il coraggio di sfidare il gigante cinese? Sleepy Joe?