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Donnet fa crescere Generali, a beneficio di tutti gli azionisti

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La Borsa e la comunità finanziaria promuovono a pieni voti le Generali di Philippe Donnet e la svolta impressa dall’amministratore delegato sul fronte dei risultati conseguiti (Generali è leader in Europa con una raccolta premi lordi di 70,7 miliardi a fine 2020, a fronte di una solidità patrimoniale record del 231% a metà 2021), della crescita per linee esterne (ultima in ordine di tempo l’Opa su Cattolica assicurazioni appena conclusa con successo), della remunerazione per gli azionisti, e dell’attenzione alla governance (allineata alle migliori best practice internazionali). A dimostrarlo sono non solo i giudizi degli analisti ma lo stesso andamento di Generali in Borsa. Vediamo insieme punto per punto i risultati conseguiti da Donnet, nominato nel marzo del 2016 e ora pronto un terzo mandato.

 

Philippe Donnet è Group Ceo e Ad di Generali dal marzo 2016

Il Leone batte i concorrenti in Borsa

Il miglior giudice quando si tratta di società quotate e del loro management è sempre il mercato. E Generali ha sbaragliato la concorrenza. Per capirlo basta considerare uno dei parametri più seguiti dalle sale operative quando devono decidere su quali titoli puntare: il rapporto prezzo\utile, in inglese price\earning (PE). Ebbene dal 2016, appunto da quando Donnet ha preso le redini del big triestino, a oggi il titolo si è  rivalutato da un multiplo price\earning di poco più di 8x allattuale 10,2x. Non solo, 5 anni fa Generali aveva un multiplo P/E più basso rispetto ai principali competitor, con uno sconto nei confronti di Axa e di Allianz rispettivamente del 10% e del 15%, mentre oggi il titolo scambia con un premio del 22% nei confronti di Axa e appena al di sotto di Allianz (10,8x). Inoltre, il titolo è cresciuto del 68%, posizionandosi come il migliore tra i peer e sovraperformando l’indice di settore. La situazione, grazie a Donnet, si è insomma invertita.

 

 

Oltre 7 miliardi di dividendi per i soci

La svolta industriale di Generali si è tradotta in maggior remunerazione per tutti gli azionisti: dai fondi di investimenti così al piccolo risparmiatore ”cassettista”. Dalla presentazione del piano strategico 2016-2018 (era il 23 novembre del 2016), Generali ha infatti garantito agli azionisti il Total Shareholder Return più alto rispetto ai principali competitor europei: Generali 123%, Zurich 103%, Allianz 69% e Axa 47%. Nellarco dei due piani strategici, il Gruppo ha erogato complessivamente oltre 7 miliardi di euro in dividendi, ecco il dettaglio: 1.249,4 milioni a valore sul 2016, quindi 1.330,4 milioni l’anno successivo e 1.412,6 milioni nel 2018; 788 milioni per il 2019 e  2.315 per il 2020. Una progressione davvero impressionante. 

 

Nel grafico la progressione dei dividendi staccati da Generali ai propri azionisti dal 2006

Gli analisti promuovono Donnet

Generali è stata gestita bene dall’attuale management team, posizionando il portafoglio su bassi tassi di interesse, migliorando la tesoreria e la gestione della liquidità e mostrando disciplina nell’allocazione del capitale”, sottolinea una report di Autonomous dello scorso 29 aprile, definendo “un fatto triste che il management di Generali sia spesso, storicamente, deragliato da futili questioni politiche all’interno della base azionaria che hanno scarso collegamento con il valore per gli azionisti. Speriamo che non sia così anche questa volta”. Dal mercato viene quindi una netta presa di distanza rispetto alle critiche avanzate dal fondatore di Essilorluxottica  Leonardo Del Vecchio e dall’imprenditore romano Francesco Gaetano Caltagirone che hanno siglato un patto di consultazione con Fondazione Crt per chiedere discontinuità al vertice di Generali. Sul fronte opposto invece Mediobanca, prima azionista del gruppo con il 13%, che lavora per la conferma di Donnet. “Le recenti speculazioni sull’intervento degli azionisti nella strategia non sono utili, a nostro avviso, dati i precedenti del management”, sentenziava Bofa il 18 maggio. E con ancora maggiore chiarezza scriveva Oddo Bhf in agosto: “Ci auguriamo che il mandato dell’amministratore delegato del gruppo Philippe Donnet venga rinnovato alla prossima assemblea”.

 

I target centrati in anticipo

Philippe Donnet assume la carica di Group Ceo e Ad di Generali nel marzo 2016 e a novembre presenta al mercato la sua strategia confermando i target al 2018 e completando il turnaround industriale con gli obiettivi previsti: oltre 7 miliardi di generazione di cassa e un Roe medio superiore al 13% sempre nel triennio. A novembre 2018, il manager presenta poi il nuovo piano strategico, Generali 2021”, per il triennio 2019-2021 che ha dimostrato tutta la sua efficacia, malgrado la pandemia. Generali è infatti on track” sia sugli obiettivi di  crescita dell’utile per azione (6-8% il range annuo composto) sia sui dividendi cumulativi (4,5–5 miliardi, con un dividend pay out tra il 55-65%). L’opera di efficientamento ha inoltre aiutato a centrare con un anno di anticipo diversi target, a partire dalla riduzione del debito finanziario di  1,9 miliardi. Raggiunto anche lobiettivo di un flusso di cassa netto per la holding pari a 7 miliardi.

 

Acquisizioni mirate per creare valore

In ambito M&A, Generali ha adottato un approccio rigoroso, realizzando una serie di acquisizioni sinergiche e finalizzate a rafforzare la leadership del Gruppo in Europa e le competenze nellasset management. Lunga la serie dello shopping già reso possibile grazie alla forza finanziaria del gruppo: nel 2018 dal gruppo polacco Corcordia all’americana CM Investment Solutions Limited fino a Future Generali in India; nel 2019 da Trip Mate negli Stati Uniti a Sycomore in Francia, da Adriatic Slovenica e KD Funds in Slovenia a Union Investment in Polonia; nel 2020  la portoghese Seguradoras Unidas e Advancecare e Axa Grecia; quest’anno Axa Affin e MPI Generali in  Malesia e l’Opa su Cattolica dopo l’ingresso nel capitale come primo socio.

 

Una governance al top in Europa 

La governance “integrata” di Generali è conforme alle migliori pratiche internazionali e in linea il nuovo Codice di Corporate Governance. Un approccio che garantisce unefficace supervisione sugli indirizzi strategici e sulloperato del management. Nel gennaio 2021, su proposta dello stesso ad Donnet, il gruppo ha inoltre adottato una nuova struttura organizzativa, creando tre aree chiave: 1) la nuova funzione di Chief Insurance and Investment Officer, finalizzata a integrare lo sviluppo dei prodotti assicurativi con la gestione degli investimenti di Gruppo; 2) la nuova business unit Asset & Wealth Management volta ad accelerare l’implementazione della strategia multi-boutique, per una migliore diversificazione degli utili e un ridotto assorbimento di capitale; 3) la nuova funzione di Chief Transformation Officer, chiamata a velocizzare la trasformazione digitale, semplificando ulteriormente i processi e continuando a realizzare lambizione strategica di essere Partner di Vita.

Sostenibilità e la trasformazione digitale

Il piano “Generali 2021 è poi fortemente connesso alla sostenibilità e all’ambiente. Nel triennio 2018-2020 il Leone ha realizzato 6 miliardi di nuovi investimenti green e sostenibili, superando con un anno di anticipo il target di 4,5 miliardi al 2021. Quanto alla raccolta Generali non solo ha totalizzato oltre 16,9 miliardi di premi da prodotti a valenza sociale e ambientale nel 2020 (+11,2%) ma è il primo gruppo assicurativo europeo ad aver collocato con successo due green bond. Donnet, sempre sul fronte della tutela climatica,  si è inoltre impegnato a promuovere ulteriori 8,5-9,5 miliardi di investimenti in obbligazioni verdi e sostenibili entro il 2025. Ulteriore pilastro della strategia Generali sono l’innovazione e la trasformazione digitale per supportare gli agenti, la clientela  e levoluzione del modello operativo: dal 2019 sono stati investiti oltre 820 milioni in iniziative strategiche per accelerare la trasformazione del business, con l’obiettivo di raggiungere oltre 1 miliardo entro fine 2021.

 

Partner di vita e piattaforma multi-boutique 

Tra i pilastri della strategia Generali c’è quella di essere Partner di Vita dei propri clienti. Il gruppo è impegnato a ottenere il Relationship Net Promoter Score più alto tra i propri principali competitor europei entro fine anno, rispetto alla attuale 2° posizione attuale. Centrale poi la scelta di costruire una piattaforma di Asset Management di gruppo con un approccio multi-boutique. La Piattaforma non solo offre ottime performance ai clienti ma aiuta la crescita del gruppo. A un passo dal centrare gli obiettivi di fine anno, l’ambizione di lungo termine è quella di posizionare Generali tra le prime 5 multi-boutique al mondo per risultato netto.

La Torre Generali situata a Citylife a Milano, illuminata con il tricolore in occasione dei 150 anni del gruppo

 

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