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Dopo Lenin e il Duce, occhio al coronavirus

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Mussolini, Lenin e l’Italia di oggi. Visto l’andazzo ormai quotidiano che hanno preso i nostri politici (soprattutto di governo), avvezzi ogni giorno a spiegarci il significato della libertà e dei suoi (secondo loro) limiti ai tempi del virus, non si può che guardare alla storia per farne tesoro.

Passato pericoloso

L’altro giorno, dopo aver ascoltato il ministro Roberto Speranza in televisione, sono stato colto da un assillo tremendo: ma questi sui limiti alle nostre libertà quando intenderanno fermarsi? E mi è tornata alla mente una frase pronunciata nei giorni scorsi dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella: “Tenere aperta l’Italia è responsabilità comune. La libertà non è un fatto esclusivamente individuale”. Ho riflettuto a lungo sulle parole del Capo dello Stato ma non sono d’accordo. Il punto è che nella storia ogni volta che si è ristretta o limitata la libertà individuale, in nome di quella collettiva e del ruolo dello Stato, beh son spuntati fuori regimi autoritari o totalitari. Del resto la visione non solo individuale della libertà è un argomento che riguarda la nostra modernità e contemporaneità politica.

Nel secolo scorso, Benito Mussolini e Vladimir Lenin, un fascista e un comunista, sono intervenuti sull’argomento. Sosteneva il fascista Mussolini: “Il concetto di libertà non è assoluto perché nulla nella vita vi è di assoluto. La libertà non è un diritto: è un dovere. Non è una elargizione: è una conquista; non è un’uguaglianza; è un privilegio. Il concetto di libertà muta col passare del tempo. C’è una libertà in tempo di pace che non è più la libertà in tempo di guerra. C’è una libertà in tempo di ricchezza che non può essere concessa in tempo di miseria”. Il comunista Lenin, invece, sulla libertà annotava: “Quando esiste lo Stato, non vi può essere libertà. Quando vi è libertà non vi può essere lo Stato”.

Libertà individuale

La politica del Novecento – il secolo del sangue e dei totalitarismi – ha costruito le sue guerre, la sua storia, i diritti di ognuno di noi – occidentali liberi – sul contrasto tra due assoluti (politicamente parlando): lo Stato e la libertà. Ed ha vinto la seconda per fortuna. Ma una vittoria non è mai per sempre. Per questo oggi sentiamo ancora una volta la necessità di sottolineare il bene prezioso della libertà individuale, consapevoli che nessuna democrazia liberale è un sistema perfetto ma di certo i totalitarismi, di ogni colore, lo sono meno.

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Pippo
Pippo
17 Ottobre 2020 10:02

Continuate a parlare delle vostre sacrosante libertà SENZA CONSIDERARE la libertà più importante, il diritto di VIVERE. Ovviamente non siete in terapia intensiva ed intubati o con un casco in testa o ancora sedati, quindi passate il tempo a pensare solo alle vostre libertà, apericena, la mascherina che da fastidio. Diversamente non potreste lamentarvi di nulla, né scrivere. Lo capirebbe anche un bambino.

Luigi Menta
16 Ottobre 2020 11:53

Qualsiasi totalitarismo è fascismo, ed è ciò che i sinistri fingono di non capire. Il vero antitotalitarismo è la democrazia liberale e lo stato minimo, dove i cittadini non sono macchine o gregge informe da tosare, ma individui liberi di esprimersi. Al contrario, il totalitarismo emerge dopo una fase di anarchia e guerra civile. La popolazione, stanca degli eccessi tra opposte fazioni e idee, si arrende alla privazione morale di un regime illiberale. I comunisti in Italia rosicheranno sempre perché cent’anni fa sorse una dittatura che non era la loro, quella che si stavano preparando ad imporre, il regime bolscevico e sovietico. La loro è gelosia, invidia del pene, acrimonia e rancore verso qualcuno che rubò loro l’idea di avere il potere. Per i comunisti italiani, e purtroppo per gli USA oggi per la sinistra americana, conta il collaborazionismo e il tradimento del proprio Paese, non la sua difesa, il suo sviluppo, la sua emancipazione. Purtroppo quella dittatura light in Italia insegnò al mondo delle dittature come reprimere la popolazione nelle sue libere aspirazioni, pacificandola violentemente. Ma evitò al re Vittorio Emanuele III di fare la fine dei Romanov. La fine del padre Umberto. La fine di Sissi, imperatrice d’Austria. La fine che era destinata a Napoleone III. L’attentato di Sarajevo, che scatenò la prima guerra mondiale. Vittorio Emanuele III,… Leggi il resto »

Nedo Micci
Nedo Micci
16 Ottobre 2020 10:04

Riflessione per il Corsaro Nero e per altri.Corriere della Sera del settembre scorso : ” in UK da lunedì prossimo saranno VIETATE le riunioni con più di 6 ( !!! ) persone …ANCHE NELLE PROPRIE CASE “.Trattasi del Paese che si invento’ l’ ” Habeas corpus “…non della Cina dove in strada ti sparano per aver violato la quarantena.Dunque…Il poro Duce e Lenin che c’azzeccano ? Meno di niente…per il ” mostro ” che abbiamo di fronte.Riflettere…che anche Boris e i suoi concittadini si siano completamente rincoglioniti? Io penso che la domanda sia lecita.

A.L.
A.L.
15 Ottobre 2020 21:04

Quali libertà rivoglio, rivogliamo in tanti? Faccio “esempi”, che poi non sono esempi, sono diritti. La libertà di respirare senza inghiottire anidride carbonica e senza far andare poco ossigeno al cervello (il mio però continuerà a ragionare) perché imbavagliati dalla maschera. La libertà di conservare le difese immunitarie respirando liberamente l’aria aperta e ricevendo l’azione salutare del sole senza maschera ma con la respirazione propria degli esseri umani. La libertà di non sviluppare dermatiti, sinusiti, cefalee, malattie dentali, pericolose infiammazioni e altro a causa dell’uso continuato di maschera. La libertà, se inalato un poco di virus compreso quello del Covid, che questo poco non venga continuamente reinalato per ore a causa dell’ostacolo maschera, e non scenda definitivamente nell’organismo. La libertà di ricevere dai medici anche queste informazioni, cioè di ricevere non solo le informazioni dei medici più vicini al governo, ma anche quelle di altri medici, opinioni e studi anche molto qualificati che hanno faticato molto a trovare spazio nei grandi media e a non essere censurate sui social. La libertà di dire a gran voce anche sui grandi media che gli stessi esperti graditi al regime sconsigliano l’uso della mascherina all’aperto. Tra parentesi si potrebbe anche osservare che dopo l’obbligo di maschera anche all’aperto ovunque (quindi alcune persone la subiscono, tra lavoro e andata e ritorno, per 15 ore… Leggi il resto »

Gianna Bartoli
Gianna Bartoli
15 Ottobre 2020 20:13

Sono già accaduti episodi di pestaggio a gente che non portava la mascherina all’esterno.

carlo
carlo
15 Ottobre 2020 19:40

Tutto vero e tutto giusto. Però vorrei dire questo: la dittatura dei totalitarismi rappresentati da Mussolini e da Lenin (anche se io direi più Stalin), perlomeno aveva un certo che di figo, una certa tendenza alla grandezza. Insomma: Mussolini voleva un IMPERO, poi vabbè che abbiamo preso schiaffi da tutti e l’ambizione era indubbiamente grottesca, considerata l’obsoloscenza delle FFAA di allora. Però cioè: un impero! I totalitarismi, sono sempre simili negli effetti: limitazioni delle libertà, divieto di assembramento. Cambiano le premesse che determinato tali effetti. Ecco, a me sembra di essere in una dittatura in cui, al posto di un Mussolini che sogna un impero, c’è un manipolo di autistici ipocondriaci. E al posto del popolo italiano che si fa illudere della possibilità di un impero, c’è un popolo di rincoglioniti cacasotto. A me sembra questo.

Davide V8
Davide V8
15 Ottobre 2020 18:45

>”…contrasto tra due assoluti (politicamente parlando): lo Stato e la libertà. Ed ha vinto la seconda per fortuna.”

Proprio no, purtroppo.
Lo vediamo quotidianamente.
Lo vediamo in questa follia collettiva.
La sua è un’illusione: gran parte dei concetti del totalitarismo contrario alla libertà sono rimasti, e dopo la caduta del muro la situazione è ulteriormente peggiorata.

Oggi vengono affermati ed imposti, in un continuo crescendo, perchè sono rimasti.
L’occidente si è dimenticato cosa sia la libertà, e perchè sia giusta.

Marina Vb
Marina Vb
15 Ottobre 2020 18:32

Questa mi era sfuggita!
Quante cose si imparano in questo forum.
Non avevo mai considerato la libertà concessa da Conte di accalcarsi nei mezzi pubblici per andare a lavorare o a scuola.
Mi sembrava invece solo il compromesso che la gente sottoscrive per andare a guadagnarsi la stozza.
Invece è una libertà.