Note a margine della decisione del tribunale dei ministri di mettere sotto accusa mezzo governo per il mancato trattenimento di un funzionario libico inquisito dal Tribunale Penale Internazionale.
Naturalmente, i soliti professorini ci diranno che la magistratura fa il suo dovere, che le destre (sic!) detestano lo stato di diritto, che il principio di legalità non ammette eccezioni, che le toghe rosse non esistono, che gli arresti indiscriminati di persone che poi risultano innocenti sono inevitabili, che la responsabilità civile dei giudici ostacolerebbe l’esercizio della giurisdizione, che il fascismo è alle porte, che l’articolo x, comma y, della legge del piffero non può essere derogato, che imprenditori e professionisti sono tutti potenzialmente criminali e sicuramente evasori fiscali.
E quindi state buoni e zitti e pregate di non essere il prossimo a ricevere le attenzioni di un pubblico ministero determinato a fare piazza pulita dal malcostume. Ebbene, no. Dopo trenta anni di violenza giudiziaria è il momento di dire basta e di difendere lo stato democratico fondato sulla sovranità popolare e sulla costituzione repubblicana.
Marco Baldassarri, 8 agosto 2025
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Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI


