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Draghi-Grillo, c’era una volta lo streaming

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Ricordate le folli consultazioni del 2013? Erano quelle in cui i 5 Stelle presero letteralmente a pesci in faccia l’allora segretario del Pd, Pierluigi Bersani, reo di voler trovare un accordo per un governo con i grillini. Di fronte a lui Vito Crimi e Roberta Lombardi, al tempo capigruppo pentastellati di Camera e Senato. L’incontro fu un vero e proprio scontro tra due mondi completamente opposti. Enrico Letta, seduto al fianco di Bersani, rimase attonito davanti a quei due marziani che ruppero completamente schemi e cerimoniali istituzionali. Di lì a pochi giorni fu lo stesso Letta a ricevere l’incarico di formare il governo, senza ovviamente i grillini, felicemente all’opposizione.

Passa poco meno di un anno e nel febbraio 2014, il copione si ripete. Letta cade con l’”Enrico stai sereno” di Matteo Renzi e tocca al rottamatore prendere in mano la situazione. Ripartono le consultazioni e Renzi si imbatte con la delegazione 5 Stelle capitanata dal suo leader, Beppe Grillo. Ancora una volta il Pd si trova a confrontarsi con un muro di gomma, refrattario ad ogni genere di accordo politico, schifato dalle carezze di quel Pd che rappresentava solo il contenuto della scatoletta di tonno che si erano promessi di aprire. Tanto che bastarono pochi minuti per far perdere la pazienza all’ex sindaco di Firenze che, dopo l’ennesima provocazione del comico, sbottò: “Beppe esci da questo blog!”. Il Pd continuò l’esperienza al governo e il Movimento rimase convintamente ancorato all’opposizione.

Perché ricordare questi due episodi proprio oggi? Perché il racconto di quelle consultazioni è stato possibile solo grazie ad uno strumento sconosciuto fino a quel momento: la diretta streaming. Diretta imposta come condizione proprio dai grillini, per mettere a nudo la casta e sputtanarla. E tra poco, alle 12:15, toccherà proprio alla delegazione grillina, chiudere il giro delle consultazioni con Draghi, con l’immancabile Grillo tornato per l’occasione in prima linea.

Ma la diretta streaming che fine ha fatto? Perché non è stata richiesta dai grillini? Perché perdere l’occasione di mettere a nudo il simbolo dei “poteri forti”, nemico giurato dei pentastellati? Perché fare a meno di sbeffeggiare l’incarnazione di quell’establishment europeo da sempre osteggiato dal Movimento 5 Stelle? Semplice, nel frattempo quegli stessi grillini duri e puri sono passati dalla lotta al governo. Hanno rinnegato gran parte dei loro principi, figuriamoci se potevano dimostrare quel briciolo di coerenza nel mantenere la liturgia delle dirette streaming durante le consultazioni. Sarebbe stato troppo pure per loro.