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“Draghi se ne straf***e”. L’ira di Cacciari sul green pass - Seconda parte

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A cosa serve il lasciapassare?

Ora, rispetto alle giuste e sacrosante perplessità espresse da Cacciari, personalmente nutro da tempo la convinzione che. In estrema sintesi, dando prova di un cinismo e una strumentalità senza eguali nelle cosiddette democrazie liberali, si continuano ad imporre misure del tutto sproporzionate rispetto all’effettiva gravità di una pandemia che sembra in decisa ritirata, con l’unico scopo di incassarne un grosso dividendo sul piano politico-elettorale.

In soldoni, avendo convinto la maggioranza degli italiani che il Covid-19 è una malattia mortale per chiunque la contragga, anche grazie alla imbarazzante compiacenza di gran parte dell’informazione, l’abominevole green pass – al pari degli arresti domiciliari di massa, delle autocertificazioni per gli spostamenti, del coprifuoco, delle mascherine all’aperto, della scuola a distanza e di altre deliranti misure liberticide – viene presentato più o meno esplicitamente come uno strumento che salva la vita dei cittadini.

Si tratta ovviamente di una colossale balla: lungi dall’avere un effetto reale sul piano sanitario, questo inverosimile bollino burocratico produrrà solo danni, mettendo a repentaglio la vita economica di chi legittimamente non intende vaccinarsi.

Claudio Romiti, 20 ottobre 2021