in

È mostruoso: vogliono cancellare il genere maschile e femminile

Trovo che ci sia qualcosa di francamente mostruoso nella scelta di somministrare un inibitorio ormonale ad adolescenti. C’è la volontà di mantenere la cultura dell’indistinto, di negare il maschile e il femminile, di evitare che nascano uomini e donne fertili feconde capaci di incontrarsi in maniera costruttiva e generativa. Una mostruosa volontà di inibire, di annientare la vita del nostro Occidente e della nostra storia. Una volontà assoluta di bloccare la nostra civiltà per sterilizzandola.

Paradossalmente, mentre per un principio umanitario si nega che un pedofilo possa essere inibito nelle sue perversioni con un ormone, lo stesso ormone viene somministrato a un bambino di 12 dei 13 o a una bambina di 14 anni per evitare che diventi donna. Dietro l’idea che il genere non dipende dalla natura e dietro la volontà di bloccare lo sviluppo della crescita, c’è qualcosa di diabolico. Su questo ci sono pochi dubbi…

Condividi questo articolo
  • 2.1K
    Shares

17 Commenti

Scrivi un commento
  1. Sono cresciuta in un tempo dove i modelli sessuali di riferimento erano dati da un uomo e una donna:mamma e papà. Nessuno si sognava di parlare ai bambini di sesso e identità e si cresceva tranquilli.
    Credo che tutto parta dal desiderio perverso da parte di persone sessualmente confuse di manipolare l’anima e il corpo dei bambini. Come è possibile sostenere che un bambino sia in grado di farsi delle idee sulla propria identità sessuale se non è guidato da un’ adulto? Penso come lei caro Professore che c’è un disegno diabolico nel volere a tutti i costi affermare e portare avanti l’ideologia gender. La ringrazio e la stimo tantissimo per il coraggio di difendere quei principi e quei valori che ci hanno permesso fino ad oggi di essere persone definite nel corpo e nella mente.

  2. “Tira più un pelo di… 2 si diceva una volta per evidenziare la forza spaventosa del sesso. La Natura ha programmato e indirizzato tale forza al fine della procreazione e della continuazione della secie. Non sempre tale forza agisce con la stessa intensità ma nella norma essa è devastante e per saziare le proprie pulsioni sessuali si può arrivare all’omicidio. Io come uomo ho provato la sua forza e come sia lancinante il desiderio e devastante quando non lo si può facilmente soddisfare. Ho sentito alcune donne e per loro è la stessa cosa e mi dicono quando sia celestiale per loro il sentirsi inseminate. Oggi esistono i sistemi per depotenziare tale forza e tali desidri e se fossero stgati disponibili ai miei tempi ne avrei di certo approfittato. Quanti dispiaceri e rifiuti mi sarei evitato. Certo l’avere figli è un bene non solo per la specie ma anche per l’individuo che si assicura, o almeno lo spera, un vita piena di affetti e aiuti per la vecchiaia. Forse in futuro si troverà il modo di attivare e disattivare le pulsioni sessuali e attivarle solo quando servano e possono essere soddisfatte. I sessi esistono, ancora, e occorre farci i conti, fino a prova contraria.

  3. Certamente lo spaesamento dell’uomo contemporaneo ha cause molteplici, da un lato derivanti da una struttura economica che sempre più predetermina le possibilità di scelta, dall’altro derivanti dalla deriva culturale contemporanea che tende sempre più ad affermare il dogmatismo del pensiero unico totemizzando la tecnologia e cercando di esorcizzare ogni pensiero critico con anatemi e scomuniche. Il mio riferimento all’infelicità come frutto dell’assenza di limiti nasceva dalla constatazione che gli stereotipi proposti all’immaginario collettivo sono quelli di un essere umano sempre più alienato nei suoi consumi, nella ricerca di una visibilità insulsa, nell’imitazione di modi di essere inautentici che vengono contrabbandati come i fondamentali di una esistenza “felice”. Esistenza che, per dirla con Fromm, non prevede più la scelta di essere ma solo di avere, e riesce perfino a mistificare come “essere” ciò che è solo “avere”. Per restare nel tema proposto da Meluzzi: un adolescente cui i genitori consentono trattamenti che alterano il sesso biologico non è certo una scelta che lo aiuta ad accettare il senso del limite che è connaturato alla condizione umana, piuttosto esalta un sentimento di onnipotenza che utilizza la farmacologia per soddisfare un delirio narcisistico familiare. E il narcisismo, comunque declinato, quando deve fare i conti con la realtà, genera frustrazione, infelicità e depressione a livello clinico. Le stesse considerazioni mi sentirei di estenderle ad un’altra manifestazione di onnipotenza narcisistica come quella di affermare che avere figli è un “diritto”, quando invece è solo una possibilità, col risultato che anche le coppie omosessuali (verso cui peraltro non nutro alcun pregiudizio) ora lo pretendono. E qui mi fermo per non tediarla oltre.

    • “gli stereotipi proposti all’immaginario collettivo sono quelli di un essere umano sempre più alienato nei suoi consumi, nella ricerca di una visibilità insulsa, nell’imitazione di modi di essere inautentici che vengono contrabbandati come i fondamentali di una esistenza “felice”. Esistenza che, per dirla con Fromm, non prevede più la scelta di essere ma solo di avere, e riesce perfino a mistificare come “essere” ciò che è solo “avere””
      Condivido!
      Sempre più spesso, ad esempio, vedo ragazze e ragazzine la cui preoccupazione principale sembra quella di farsi fotografare in un certo modo.
      Lo trovo profondamente triste.
      Ovviamente il problema non riguarda solo loro.
      Condivido fortemente anche la “totemizzazione della tecnologia”: problema che darà i suoi frutti peggiori nei prossimi 10/20 anni, quando – se non si cambia registro – la religione nuovista renderà l’uomo schiavo di qualche tecnologia eletta a salvatrice.
      Guida autonoma in primis.

  4. questa società non mi piace , più sibdanno diritti a uni , più se ne tolgono ad altri , direi che bisognerebbe tornare ad una società di dovere perché di troppi diritti si scoppia , anche insultare il
    propio cane oggi diventa un caso giudiziario , e follia pura , ma si sa , l essere umano e un folle animale che attraverso le leggi e le regole cerca di porsi l autocontrollo e di snaturarsi , invece l essere umano e animale e istintivo come tutti gli animali , deve procreare e difendere il territorio , deve creare la sua specie nella sua comunità , snaturarlo vuol dire annientarlo , quindi concordo con l
    articolo ,

  5. Povero uomo piccolo mostro senza cognizione propria mostruosità…tutto teso a sublimarla di continuo…incapace a controllare sua illimitata fantasia in ogni caso sempre inferiore a realtà…
    https://ilgattomattoquotidiano.wordpress.com/

  6. Sono d’accordo con l’articolo. Ma chi c’è dietro tutto questo? Beh, è semplice capirlo: ovviamente le lobbies LGBT. Ma queste lobbies esistono realmente ? Certo: anni fa gli individui omosessuali venivano discriminati dalla società e si trovavano in una condizione di inferiorità e di debolezza. Per questo motivo questi individui si sono coalizzati fino a diventare potente reti LGBT, ottenendo come risultato il fatto che ora le parti si sono invertite: dato che loro sono attivi in reti coalizzate e forse anche coordinate, ora sono più forti degli altri individui diciamo “normali”, perché questi ultimi agiscono singolarmente. Qual è il fine ultimo che queste lobbies vogliono ottenere? Semplice: la totale accettazione sociale del fatto che l’omosessualità sia una cosa “normalissima”, qualsiasi traccia di obiezione deve sparire dalla faccia della terra. Questo obbrobrio, la proposta di somministrazioni ormonali a dei bambini, è solamente una piccola mossa di una ben più ampia e forte strategia…

    • È stato concesso il dito a chi si sarebbe impadronito subdolamente di tutta la mano e….. molto altro!!!! Ciò evidenzia e conferma che al comando di Popoli e Nazioni debbono andare solo ed esclusivamente individui con personalità forti (Leader) e con un normale equilibrio psicofisico !!!!! Machiavelli già nel secolo XV, né diffonde l’idea riversandola nel suo *Il Principe* (= Leader) !!!!!

  7. Esatto.
    Siamo arrivati al totalitarismo che distrugge l’umanità, per assicurare ed accrescere il proprio potere.
    Anche su questo Orwell aveva visto giusto, seppure con una “semplice” soppressione del sesso, cioè una modalità leggermente diversa.
    Il filo conduttore è sempre lo stesso: mentre il liberalismo agisce per servire l’uomo, agevolandone l’espressione e riconoscendone i limiti, lo statalismo dirigista lo deve distruggere in ogni più intima espressione, per rafforzare il proprio potere. I comunisti combattevano la religione, ad esempio. Qui siamo al livello successivo.
    Visto che è il suo campo, non crede che avere decine e decine di milioni di persone che fanno uso di psicofarmaci, nel mondo occidentale, sia espressione proprio del malessere provocato da questo annichilimento dell’uomo, ormai in catene, privato della propria libertà, e quindi forzatamente frustrato in quanto impedito nella ricerca della propria realizzazione – sostiuita con la pianificazione di qualche burocrate?
    Anche il crollo demografico per mancanza di riproduzione, in sostanza, quadra con tale scenario.

    • Più che dall’annichilimento dell’uomo credo che il disagio da cui deriva l’uso estensivo di psicofarmaci sia da far risalire all’illusione dell’assenza di limiti che la cultura dominante spaccia come viatico per il raggiungimento di una possibile “felicità”. Quando sappiamo che è invece la consapevolezza del proprio limite che se pur può non garantire tale supposta “felicità” di sicuro evita l’infelicita’.

      • Dice? Io ho più l’impressione che derivi da come l’essere umano è invece imbrigliato, impossibilitato a cercare di realizzarsi, di raggiungere il proprio benessere.
        In un sistema che da un lato sembra libero ma è conformista e bigotto (a modo suo) come non mai, perchè tollera solo la diversità “ufficiale”, di facciata (in tema con questo articolo) ma non la reale diversità di pensiero e di preferenze. Incatenati dal pensiero unico, in altre parole, al di fuori del quale la “condanna” è molto netta.
        Dall’altro non solo la cultura, ma proprio i fatti: il sistema istituzionale ha tolto a troppi la libertà economica, dalle tasse alla regolamentazione opprimente di qualsiasi cosa.
        Per non parlare delle scarse prospettive ormai caratterizzanti il ceto medio occidentale.
        Ma, ovviamente, su cose del genere non pretendo di avere la verità in tasca, ed ascolto volentieri altre idee.

    • Il liberalismo, però, con il passar del tempo si è trasformato in una sorta di totalitarismo liberal, che è alla base delle storture che qui deprechiamo.
      Il fenomeno hippies e il sessantottismo sventolavano la stessa bandiera della libertà che sempre sventolando ha finito per togliere la parola agli studenti non politicamente corretti nelle università; da dove è venuto fuori tutto e il suo contrario.
      Ecco per quale motivo molti di noi girano in tondo senza sapere che pesci pigliare e alcuni arrivano a non sapere più nemmeno a quale sesso appartengono se per avventura esistessero sessi diversi.

      • Quello da lei definito totalitarismo liberal a mio parere assomiglia più ad un certo “libertarismo” che da noi è stato il marchio di fabbrica dei radicali e che, a differenza del liberalismo che coniuga libertà con responsabilità, ha coniugato la libertà all’ irresponsabilità. Il postsessantotto ha visto prevalere in Italia la matrice marxista-leninista, molto più “bigotta” e quasi sprezzante nei confronti dei cugini “libertari”. Ma dopo la caduta del muro gli orfani del comunismo, per ragioni di sopravvivenza, si sono dovuti riapparentare coi cugini libertari divenuti nel frattempo radical-ecologisti-antiproibizionisti e, per abito antropologico, ne hanno sposato in toto i nuovi dogmatismi. Gli uni e gli altri sono divenuti i sacerdoti del nuovo catechismo dell’imbecillita’ di massa rappresentato dal pensiero unico politicamente corretto, il nuovo “spettro” che si aggira non più, come diceva Marx del comunismo, peŕ l’Europa ma purtroppo per l’intero pianeta. E può far danni anche peggiori del suo predecessore.

      • Il liberalismo non c’entra nulla col “totalitarismo liberal”, su cui condivido il suo pensiero.
        Il totalitarismo “liberal” è appunto di matrice sessantottina, marxista, collettivista, oppressiva. Socialista, comunista, in sostanza.
        Si è semplicemente appropriato del termine liberal, stuprandolo nel peggiore stile neolinguistico.
        Liberalismo e “liberal” sono due concetti del tutto distanti.
        Oggi su questi temi ideologici (perchè lo sono, alla faccia della vulgata del “non esistono più le ideologie”) c’è una confusione mostruosa.
        Oltre allo stupro del termine liberal, il liberalismo non viene insegnato, quindi in troppi si affidano alle etichette, errate, messe dal ciarlatano di turno.
        Nel desolato panorama italiano, Porro è uno dei pochi a diffondere le idee corrette (insieme al Movimento Libertario).
        Idee che hanno origini profonde, nobili, culturalmente raffinate ed evolute; molto più evolute delle idiozie sinistre ini cui siamo immersi, che sono al contrario espressione di ignoranza, e di limiti intellettuali evidenti.
        Il problema è che il pensiero unico oggi vigente fa propaganda in senso opposto, quindi fa come se non esistessero tutto i pensatori liberali, che ripeto sono una spanna sopra dal punto di vista intellettuale e culturale.
        Occorre ripartire dalle basi: da Locke a Popper, passando per gli economisti Mises, Hayek e Friedman (notare che hanno anche idee diverse tra loro), e per finire con Taleb, che – pur se non può essere messo sullo stesso piano – oggi è fantastico per demolire la massa di cialtroni che comanda. Ignoranti che si atteggiano ad intellettualmente superiori.
        Chi pensa che tutte queste storture, inclusa la tecnocrazia europea, siano “liberisti”, ha bisogno di rivedere molte convinzioni, perchè sono frutto di insegnamenti sbagliati.

    • Non c’è niente di più liberale che concedere alle persone la libertà di definirsi in spregio a quanto ci viene donato con la vita.
      Oggi l’uomo ha meno vincoli che mai, si punta anzi a dargli ogni libertà possibile, a patto che possa permettersela.

      • Somministrare ormoni ad un ragazzino non significa concedergli la libertà di definirsi e di trovare sè stesso, ma negargli la sua stessa identità, modificandolo dall’esterno in nome di qualche scemenza venduta per “scienza”.
        In sostanza è quindi il contrario: annullare l’individuo. L’opposto del liberalismo.
        Il trionfo del collettivismo e della prevaricazione “scientifica” sull’individuo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *