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È scattato il “metodo Draghi” che farà cadere il governo - Seconda parte

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A lavorare davvero è rimasta Deborah Bergamini, tutta presa in una spola continua tra le Aule di Senato e Camera mentre, tornando alla Lega, la ministra per le disabilità Erika Stefani è sempre più “chi l’ha vista”, per non parlare del neosposo – Gian Marco Centinaio – che in questo giro ha accettato il downgrade da ministro alle Politiche Agricole, al tempo di “Giuseppi”, a sottosegretario, all’ombra del grillino Patuanelli, smanioso ‘regicoda’ al fu premier Conte.

Eppure, è proprio ad agricoltura e turismo, oltre che alle infrastrutture, che il Pnrr assegna la maggior quantità di risorse. E a proposito di Pnrr, si può pure semplificare quanto si vuole e creare inutili sovrastrutture di monitoraggio, ma se gli Enti realizzatori a valle, soprattutto i Comuni, non sono ricettivi sarà difficile centrare gli obiettivi. E questo nessuno più di Super Mario lo sa ed è proprio per questo che cercherà la fuga da Chigi facendo volutamente far litigare i partiti tra loro.

Al momento, continua a ripetere, con sorriso sardonico, che tutto va bene ‘Madama La Marchesa’, ma solo sulla carta in quanto di cantieri non se ne vedono come certifica settimanalmente con grande competenza Chiara Goretti, coordinatrice della Segreteria Tecnica di Palazzo Chigi. Rischiamo così l’ingorgo nel flusso di risorse tra Stato e Regioni, la cui perequazione spetterebbe risolvere proprio alle diligenti ministre Gelmini e Carfagna: ma sarebbe davvero chiedere troppo. Anche perché, in questo caso, il premier darebbe ad entrambe il due di picche.

Luigi Bisignani, 20 febbraio 2022