in

“È un’arma micidiale…”. L’invio dell’Occidente a Kiev

ucraina armi(2)

Dimensioni testo

: - :

Jens Stoltenberg ha messo pressione ai ministri della difesa dei Paesi Nato riuniti mercoledì a Bruxelles: a causa del persistente attacco russo all’Ucraina sono necessarie ulteriori urgenti furniture di armi per “difendersi dai terribili attacchi russi alla popolazione civile”.

Come sottolineato a 20Minuten.ch da Wolfang Richter, ex generale di brigata dell’esercito tedesco, oggi analista militare, “finora non si sono visti attacchi mirati e precisi dal cielo come ci si aspetterebbe da una grossa aviazione come quella di Mosca. L’aviazione russa intensificherà i suoi attacchi fino all’inverno”. Le forze aeree ucraine, in rapporto 1:10 rispetto a quelle russe, non sono certamente equipaggiate a dovere, tuttavia Kyiv sembra riuscire a coordinare ed operare i mezzi e le difese antiaeree in maniera efficace.

Molto importante per l’Ucraina è il continuo supporto dell’Occidente con sistemi di difesa aerea a corto raggio come i missili portatili Stinger (di fabbricazione americana) e Strela (di fabbricazione russa) e la fornitura di carri antiaerei Gepard (di fabbricazione tedesca) arricchiti con i super moderni sistemi a medio raggio Iris-T Slm (Iris = Infra Red Imaging System, T = Tail-Thrust Vector Controlled, Slm = Surface Launched Medium Range). Nella recente riunione della Nato, come dettagliato nell’articolo di 20Minuten.ch, è stata confermata la prima fornitura di Iris-T Slm all’Ucraina, tanto da far dire al Kyiv Post che “una nuova era della difesa aerea è cominciata in Ucraina”. Il Sistema Iris-T Slm, sviluppato dal Gruppo tedesco Diehl, con sede a Überlingen sul pacifico lago di Costanza, sono così moderni che anche l’esercito di Berlino non ne dispone ancora. Secondo 20 Minuten.ch, l’Egitto ne avrebbe già prenotati vari. I soldati ucraini sono già stati addestrati al loro uso in Germania. Un Iris-T Slm costa 140 milioni di euro.

Semplificando, si può dire che il sistema di difesa aerea Iris-T Slm crea una sorta di scudo di protezione su una superficie di ben 200 km quadrati. Quindi potrebbe agilmente proteggere, per esempio in Italia, una città grande come Milano. Tutti i componenti di questo futuristico sistema di difesa possono essere contenuti in un container standard da 20 piedi (6,1 x 2,44 x 2,59 m) e quindi venir facilmente trasportati con qualunque normale mezzo per strada, terra, aria o mare. La specialità dell’Iris-T Slm è il suo radar a 360° che gli conferisce la capacità di combattere contemporaneamente contro più obiettivi. Quest’arma micidiale è composta da un autocarro con una rampa di lancio per 8 razzi, un veicolo radar ed un veicolo di testa. I razzi di difesa sono efficaci contro elicotteri, aerei, missile da crociera e razzi nemici.

L’Iris-T funziona così: il radar localizza la direzione dell’attacco; alla fine dell’avvicinamento subentra la testa di ricerca del razzo, che reagisce alla radiazione infrarossa come radiazione di calore. L’Iris-T può colpire obiettivi fino a 20 km di altezza e 40 km di distanza, quindi con una gittata notevolmente superiore alle armi di difesa portatili come gli Stinger o gli Strela, che non raggiungono neanche i 10 km di crociera. Naturalmente falsi bersagli o una significativa preponderanza numerica di attacchi possono mettere in crisi gli Iris-T Slm o diminuirne l’efficienza difensiva. In aggiunta al sistema appena fornito all’Ucraina, ne dovrebbero essere spediti altri tre il prossimo anno, che non sono ancora stati costruiti, utilizzandone eventualmente alcuni della fornitura già acquistata dall’Egitto. Lo stesso esercito tedesco otterrà questo sistema di difesa avanzatissimo solo nel 2025.

Gli Stati Uniti non vogliono essere da meno e si preparano a fornire otto sistemi di difesa aerea di tipo Nasams all’Ucraina. Due dei quali dovrebbero essere a disposizione di Kyiv già nelle prossime settimane. Gli ulteriori sei devono ancora essere prodotti. Nel frattempo Washington sta pensando di spedire in Ucraina dei sistemi di difesa antiaerea Hawk, i quali risalgono tuttavia ai tempi della guerra fredda.

Andrea Gebbia, 14 ottobre 2022