Negli ultimi quattro anni sono stati spesi quasi 800 milioni di euro per sostenere gli ex dipendenti di Alitalia rimasti esclusi da Ita Airways o senza un nuovo impiego. Lo riporta il Corriere della Sera, che ha elaborato i dati ufficiali e le informazioni sindacali relative al periodo gennaio 2022 – ottobre 2025.
La somma comprende cassa integrazione straordinaria e contributi del Fondo di solidarietà del trasporto aereo, finanziato in larga parte attraverso la tassa sui biglietti aerei pagata da tutti i passeggeri (1,5 euro per biglietto).
Naspi fino a quattro anni
Dopo la chiusura della Cigs (31 ottobre 2025) e i licenziamenti in arrivo, circa duemila ex lavoratori potrebbero beneficiare di una Naspi prolungata fino a quattro anni, il doppio della durata ordinaria, ancora una volta finanziata dal Fondo del settore.
Trattamento privilegiato rispetto ad altri vettori
Il Corriere evidenzia come i dipendenti della ex compagnia di bandiera — cessata il 15 ottobre 2021 — abbiano ricevuto un trattamento più favorevole rispetto ai lavoratori di altre compagnie italiane fallite, come Air Italy e Blue Panorama.
L’andamento dei fondi
- 2022: circa 308 milioni di euro tra cassa integrazione e prestazioni integrative per circa 8.000 persone.
- 2023: 332 milioni di euro, record assoluto, con una platea ridotta.
- 2024: 75 milioni di euro per circa 2.200 cassintegrati.
- 2025 (gennaio–ottobre): altri 60 milioni stimati, più i costi dei programmi di aggiornamento professionale.
Il sistema di finanziamento
Il Fondo di solidarietà si regge su due canali principali:
- un contributo dello 0,50% sulle retribuzioni del settore aereo (due terzi a carico delle aziende, un terzo dei lavoratori);
- 1,5 euro per passeggero in partenza dagli aeroporti italiani, inclusi nella tassa comunale.
Le tensioni sindacali
Secondo il Corriere, all’interno dei sindacati emergono tensioni. Diversi rappresentanti, anche in forma anonima, riconoscono che il caso Alitalia rappresenta una delle pagine più controverse della storia sindacale italiana, per la durata e l’entità dei sussidi concessi.
Alcuni denunciano abusi: ex dipendenti che avrebbero percepito l’80% dello stipendio per anni senza lavorare, e in certi casi avrebbero trovato impiego “in nero”, continuando a ricevere gli ammortizzatori sociali.
Un bilancio complesso
Pur rientrando formalmente nei meccanismi previsti dalla legge, la vicenda Alitalia — conclude il Corriere della Sera — solleva interrogativi sul costo complessivo del sostegno pubblico, sulla giustizia del trattamento rispetto ad altri lavoratori e sul ruolo dei sindacati nella gestione di una crisi che, dopo decenni, non ha ancora trovato una chiusura definitiva.
Enrico Foscarini, 18 ottobre 2022
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