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Casa, sanatorie più semplici e stop burocrazia

Nella bozza del ddl delega sulla riforma del Testo unico dell’edilizia il ministro Salvini cerca ancora una volta di cambiare le regole sulla casa

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Ristrutturare casa potrebbe diventare più facile. Almeno si spera. La bozza di disegno di legge delega per la riforma del Testo Unico dell’edilizia (Dpr 380/2001) introduce novità importanti. Iter più rapidi per le sanatorie edilizie, sanzioni proporzionate alla gravità degli abusi e stop alle doppie richieste di documenti già in possesso della pubblica amministrazione.

Il documento, elaborato dal Ministero delle Infrastrutture, punta a ridurre gli oneri burocratici e a snellire procedure per cittadini, imprese e Comuni. Al momento resta un testo preliminare, soggetto a modifiche e senza una data certa per l’approdo in Consiglio dei ministri o in Parlamento.

Dal decreto salva-Casa di Salvini al ddl delega

Il nuovo schema riprende molte linee del decreto salva-Casa presentato nel 2024 dal vicepremier Matteo Salvini. Quel provvedimento si era però arenato a causa del boicottaggio delle Regioni, che hanno fatto valere le proprie competenze in materia urbanistica, bloccando di fatto l’applicazione del decreto.

Per superare quell’impasse, il governo ha scelto la strada della legge delega, che concede all’esecutivo 18 mesi per riscrivere in modo organico la normativa edilizia, con regole valide su tutto il territorio nazionale.

Sportello unico digitale e silenzio-assenso

Uno dei principi cardine è la creazione di un punto di accesso unico online per tutte le pratiche edilizie: richieste, segnalazioni e comunicazioni.
L’obiettivo è semplificare gli iter e ridurre la duplicazione di documenti.

Per velocizzare i tempi, viene rilanciato il silenzio-assenso, con la possibilità di ricorrere al “silenzio devolutivo” in caso di inerzia della pubblica amministrazione.

Stato legittimo della casa: regole più chiare

La bozza affronta anche il nodo dello stato legittimo dell’immobile, oggi complesso da attestare e spesso causa di contenziosi nelle compravendite e nelle ristrutturazioni.
Si punta a definire criteri univoci e documentazione standard per rendere più agevole dimostrare la conformità degli edifici.

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Mutamenti di destinazione d’uso semplificati

Altro punto riguarda i mutamenti di destinazione d’uso, con regole più snelle per favorire il riutilizzo del patrimonio edilizio esistente in base alle nuove esigenze abitative, produttive e sociali.

Difformità edilizie e nuove sanatorie

Il ddl classifica in modo chiaro le diverse violazioni edilizie e semplifica i procedimenti di sanatoria, superando in parte il rigido principio della doppia conformità.

I titoli in sanatoria saranno concessi solo se l’immobile viene messo in sicurezza e adeguato a standard inderogabili su stabilità, igiene e risparmio energetico. Le sanzioni saranno proporzionate alla gravità dell’abuso e al valore delle opere, con attenzione particolare ai beni culturali e paesaggistici.

Livelli essenziali delle prestazioni in edilizia

Per la prima volta vengono introdotti i Livelli essenziali delle prestazioni (Lep) validi su tutto il territorio nazionale.
Riguarderanno sicurezza antisismica, igiene e salubrità, accessibilità e risparmio energetico, oltre a standard procedurali uniformi per i titoli abilitativi.

In parallelo, la riforma punta a riordinare la normativa tecnica sulle costruzioni, armonizzando le regole su resistenza sismica, sostenibilità e barriere architettoniche.

Tempi e incognite della riforma sulla casa

Il ddl delega prevede il coinvolgimento di Consiglio di Stato, Conferenza unificata e Commissioni parlamentari. Una volta approvata, l’esecutivo avrà 18 mesi per adottare i decreti legislativi.

La sfida sarà tradurre la bozza in norme concrete, capaci di garantire un Testo Unico dell’edilizia più semplice e moderno, senza ripetere lo stallo che ha affossato il precedente decreto salva-Casa.

Enrico Foscarini, 25 settembre 2025

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