Economia e Logistica

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Imu precompilata dal 2026: semplificazione o sorveglianza fiscale?

Dal 2026 l’Imu si pagherà con PagoPA tramite bollettini: meno evasione, ma il Fisco diventa sempre più presente nella vita del contribuente

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Dal 2026 l’Imu potrà essere pagata attraverso la piattaforma PagoPA, con l’invio di avvisi precompilati ai contribuenti. È questa la direzione tracciata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, che ha recentemente riunito attorno a un tavolo operativo Agenzia delle Entrate, Dipartimento delle Finanze, Sogei e PagoPA per avviare un processo che punta – ufficialmente – alla semplificazione.

Ma dietro l’ottica della semplificazione si profila anche un rafforzamento della capacità di sorveglianza fiscale dello Stato. Ricevere un bollettino già calcolato, pronto per il pagamento, lascia infatti poco spazio all’interpretazione e ancor meno alla possibilità di contraddittorio (che spesso per l’Imu non è solo una mera ipotesi). In altre parole, se l’evasione è senza dubbio un problema da contrastare, il nuovo sistema comporta un passo ulteriore verso un modello in cui il contribuente viene raggiunto direttamente dal Fisco, che sa quanto deve e glielo chiede in forma diretta e immediata.

A guidare l’iniziativa è il sottosegretario al MEF con delega agli enti locali, Sandra Savino, che ha parlato apertamente della necessità di “rafforzare il sistema della riscossione rendendolo più tempestivo ed efficiente, senza aumentare il carico amministrativo ed economico per gli enti locali”. Secondo Savino, il progetto punta a “costruire una soluzione strutturale, efficace e condivisa”, e rappresenta “uno degli elementi chiave per garantire una finanza pubblica sostenibile”.

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In effetti, il contesto non è banale: secondo le stime, il “tax gap” legato ai tributi locali supera i 25 miliardi di euro, di cui solo una parte – circa 6 miliardi – sarebbe realisticamente recuperabile. In questa ottica, il passaggio alla digitalizzazione completa dei tributi, sulla scia di quanto già accade per la Tari in molte città, appare quasi inevitabile. L’esperienza di Roma, dove l’introduzione di PagoPA ha portato a un significativo incremento della riscossione e alla riduzione delle tariffe, viene indicata come modello virtuoso.

Ma è proprio questo “successo” che solleva interrogativi più ampi: se l’efficienza aumenta grazie alla possibilità di conoscere in anticipo – e in modo automatizzato – i debiti fiscali del cittadino, quanto resta dello spazio per un rapporto meno unidirezionale tra contribuente e Stato? Il rischio è che l’innovazione, pur giustificata da motivazioni economiche e organizzative, finisca per consolidare un paradigma sempre più orientato al controllo diretto, dove il margine di iniziativa o contestazione del contribuente si assottiglia.

In ogni caso, il saldo Imu per il 2025 continuerà a essere versato con il tradizionale modello F24. Il nuovo sistema entrerà a regime, se tutto andrà secondo i piani, solo a partire dal 2026, previa adozione di un decreto interministeriale che renderà tecnicamente possibile il pagamento tramite PagoPA.

Enrico Foscarini, 6 agosto 2025


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