Quando si analizzano le dichiarazioni fiscali, il quadro dei professionisti con i redditi più elevati in Italia emerge con chiarezza, sebbene in modo sorprendente. L’Osservatorio sulle entrate fiscali del Centro studi Itinerari previdenziali, esaminando i dati relativi al 2023 (dichiarati nel 2024), identifica i lavoratori che, in termini assoluti, godono delle entrate lorde medie più consistenti. A dominare la classifica sono in modo netto gli sportivi professionisti, i quali dichiarano cifre astronomiche che superano i lordi l’anno.
Subito dopo questa ristretta élite sportiva si posizionano i notai, una categoria estremamente coesa e ben remunerata, con un reddito lordo medio che si aggira intorno ai annui. A chiudere il podio dei super-ricchi troviamo i farmacisti titolari di farmacia, che superano di poco la soglia dei lordi l’anno. Questi tre gruppi rappresentano il vertice indiscusso del guadagno professionale in Italia.
Sportivi, sanitari e giornalisti: i Paperoni dell’Inps
Concentrando l’attenzione sui lavoratori iscritti all’Inps, emerge che la categoria degli sportivi professionisti (sebbene formata da meno di individui) è saldamente in testa grazie alle cifre esorbitanti già citate. A seguire, si posizionano i circa sanitari iscritti alla Cassa Pensioni Sanitari con un reddito lordo di circa l’anno.
Il terzo gradino del podio Inps è occupato dai giornalisti dipendenti (provenienti dalla ex Inpgi), che dichiarano redditi medi intorno ai lordi. Proseguendo nella discesa, troviamo il personale di bordo e i piloti del settore volo, con entrate medie di quasi . La vasta platea dei dipendenti statali e degli enti locali (circa milioni di lavoratori) si attesta invece su redditi decisamente inferiori, oscillanti tra i e i .
L’ampia base della piramide Inps è costituita dalla stragrande maggioranza dei dipendenti del settore privato e dai lavoratori autonomi tradizionali, che si fermano a redditi lordi medi fino a . In fondo, con un reddito medio lordo di appena annui, si piazzano i coltivatori diretti, una categoria che, secondo l’analisi fiscale, risulta quasi interamente a carico della collettività in termini fiscali e contributivi.
Notai al top per compliance fiscale
Passando alle Casse professionali private, i notai non solo guidano la classifica con i loro , ma si distinguono per un dato fondamentale: lo studio evidenzia come, in questa categoria, l’adesione fiscale sia quasi totale, senza la presenza di evasioni o elusioni significative. Questo rende il loro reddito dichiarato un dato estremamente affidabile.
Subito dopo i notai, i farmacisti e gli attuari () mantengono il livello reddituale sopra le , seguiti da categorie come i commercialisti (), i chirurghi () e i dentisti ().
Il dato più sorprendente riguarda però il fondo di questa classifica. Professioni che spesso godono di un’immagine di indipendenza e buon tenore di vita, come gli psicologi () e i biologi (), e soprattutto i giornalisti liberi professionisti (), dichiarano redditi lordi medi estremamente bassi. L’osservatorio solleva qui un punto cruciale: le medie esposte sono calcolate includendo tutti gli iscritti che dichiarano redditi negativi o addirittura non presentano alcuna dichiarazione. Ciò significa che, in molte di queste categorie di liberi professionisti, le cifre medie potrebbero non riflettere la reale capacità economica o, più semplicemente, nascondere una significativa porzione di economia sommersa o una scarsa aderenza all’obbligo dichiarativo, facendo risultare “poveri” sulla carta individui che, nella realtà, potrebbero avere entrate ben superiori.
Autonomi, bene gli informatici
Infine, l’analisi focalizzata sui lavoratori autonomi soggetti agli Indicatori Sintetici di Affidabilità fiscale (Isa) ci offre un’ulteriore prospettiva. In questo gruppo, le attività legate al settore commerciale e tecnologico si impongono. Gli intermediari del commercio guidano la classifica con quasi lordi annui, seguiti dagli informatici con e dagli amministratori di condominio con oltre .
Il lato opposto della bilancia ISA è occupato da servizi alla persona e attività ricreative. Lavori come quelli degli estetisti (), delle tintorie/lavanderie () e, in fondo, dei gestori di discoteche e sale da ballo (), mostrano redditi dichiarati estremamente contenuti, evidenziando le difficoltà fiscali e operative di queste attività. In conclusione, se i notai e gli sportivi rappresentano l’apice incontrastato e fiscalmente trasparente dei guadagni, è tra i liberi professionisti con Casse private e alcuni autonomi che si annidano le maggiori discrepanze tra percezione e dato fiscale dichiarato.
Enrico Foscarini, 5 ottobre 2025
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