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Crollano Bitcoin e criptovalute. A chi conviene?

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L’attacco concertato delle banche centrali fa schiantare il prezzo della criptovaluta principale e trascina verso il basso anche tutte le altre. E’ in questo modo che si tutela gli investitori? O ci sono altri interessi in gioco? I prossimi giorni ci aiuteranno a capire cosa sta accadendo davvero.

La caduta libera del Bitcoin sembra non interrompersi più, abbattuta anche la barriera dei 30K dollari da metà aprile il valore della criptovaluta principale è sceso di oltre il 50%, dal record di 65K dollari. Al tempo stesso lo S&Poor’s 500, l’indice principale della borsa americana, ha guadagnato più del 12%. Il crollo del Bitcoin sembra disegnato a tavolino. Un colpo dietro l’altro a cominciare dal Tweet, che sembrava fuori luogo, di Elon Musk per finire con l’ultima presa di posizione, proprio di queste ultime ore, da parte della Cina che ne ha impedito addirittura la produzione. 

Tra questi due eventi una serie di interventi sistematici da parte della banche centrali di mezzo mondo. Prima la Fed poi la Bank of Japan, la Banca Centrale del Canada, la Bank of England, Banca Centrale Europea e non mancano all’appello neanche le principali istituzioni italiane , tutti hanno detto la loro in un’unica direzione:

“il Bitcoin è pericoloso, non va comprato, bisogna stare attenti”.

 

Peccato, e qui arriviamo alle dolenti note, che tutto questo movimento di attenzione arrivi dopo un rialzo vertiginoso della criptovaluta principale che all’inizio di quest’anno era scambiata attorno ai 29K dollari, cioè al valore di oggi in pratica, ma era salita fino ad un massimo di 65K dollari. Ed è proprio lì che è scattato l’allarme, quando ormai i tanti piccoli risparmiatori, abbagliati dai facili guadagni, erano entrati sul mercato molto vicini ai prezzi più alti.

Perchè tutti gli allarmi non sono stati lanciati in chiave preventiva?

Perchè si è aspettato che il grosso rialzo del prezzo del Bitcoin “ingolosisse” un numero sempre più alto di persone?

E’ facile immaginare che probabilmente i prezzi così fortemente in crescita della criptovaluta stessero diventando una preoccupazione forte per gli organi di controllo, ma intervenire in ritardo e con questa modalità ha probabilmente amplificato le perdite di chi era già entrato.

C’è anche chi ipotizza che il crollo teleguidato della criptovaluta potesse servire a qualcuno per comprare a prezzi di saldo nuove quantità di Bitcoin.

C’è anche chi ipotizza invece che il bitcoin venga attaccato per lasciar spazio all’introduzione delle monete digitali in arrivo dalle banche centrali. 

Insomma, il quadro sembra abbastanza complicato, sta di fatto che dopo il crollo sotto i 30K , il prezzo dei Bitcoin è rimbalzato di circa 2K dollari verso l’altro.

Si tratta di un rimbalzo tecnico, oppure qualcuno ha già cominciato a ricomprare?

Vedremo nelle prossime settimane che ci aiuteranno a comprendere quali dinamiche tra quelle ipotizzate ed espresse in questo articolo possa essere la più vicina alla realtà dei fatti. Quello che è certo è che oggi saranno in tantissimi i piccoli risparmiatori ad aver pianto lacrime amare per aver perso denaro, forse tanto, su un investimento che immaginavano potesse solo crescere.

L’altra lezione che è facilmente evidenziata da ciò che è successo è che un’azione concertata a livello internazionale da parte degli organi di controllo centrali non lascia spazio a nessun tipo di exit strategy. Il Bitcoin si dichiarava fuori dal sistema? Il sistema ha dimostrato di essere in grado di distruggerlo in un attimo.

Oppure no?!

 

Leopoldo Gasbarro

 

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