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Tocca a Draghi sfruttare l’Horizon 2020

il più grande programma europeo per la ricerca e l’innovazione

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Per avere la conferma di quanto l’Europa, intesa come istituzione, sia presente nella vita dei suoi  cittadini europei è sufficiente documentarsi  e prendere atto delle tante proposte di aiuti che mette a disposizione  degli Stati che ne fanno parte.

E’ di pochi giorni fa la notizia che la Commissione Europea, sulla base del successo dell’esperienza di Horizon 2020, ha adottato il primo piano strategico di Orizzonte Europa, del nuovo programma strategico di ricerca e innovazione, che definisce gli orientamenti strategici per stabilire gli investimenti nei primi 4 anni del programma.

Un’ Europa che vuole essere sicuramente più verde e pronta alla digitalizzazione è ciò che emerge dai settori centrali del piano per affrontare la ripartenza e le nuove sfide a cui dovranno far fronte i cittadini europei, obiettivi ambiziosi che andranno ad impattare sulla loro vita quotidiana.

Nella prossima primavera saranno presentati  i primi inviti  del 2021  agli European Research and Innovation Days, precisamente il 23 e 24 giugno.

 

Ma cos’è Horizon Europe

 Uno dei grandi programmi se non il più grande che l’Unione Europea abbia realizzato per la ricerca e l’innovazione.

Si compone di 4 orientamenti strategici

  1. la promozione di una autonomia strategica nelle nuove tecnologie;
  2. Il ripristino degli ecosistemi e la gestione delle risorse naturali;
  3. voler portare l’Europa ad essere la prima economia circolare grazie alla tecnologia digitale;
  4. riuscire a dar vita ad una Europa intesa come unica società che sia più resiliente inclusiva e democratica.

Tra gli orientamenti vi sono anche aspetti trasversali che riguardano la questione  di genere, l’integrazione della questione di genere sarà un requisito nei contenuti della ricerca e dell’innovazione in tutto il programma tranne che si specifichi che il sesso o il genere non sia pertinente con l’argomento specifico.

Un grandissimo programma di finanziamento della ricerca che pesa 95,5 miliardi di euro per  progetti di ricerca di base e collaborazioni interstatali.

La Pandemia che ha inginocchiato il nostro paese ma anche l’intera Europa ha dirottato l’interesse verso il digitale e il green, e qui infatti si svilupperanno le aree prioritarie di intervento dei prossimi 4 anni all’interno del programma Horizon Europe.

Il piano attraverso i suoi 4 orientamenti strategici fornirà la base per costruire sinergie con altri programmi e fondi dell’Unione Europea e anche investimenti nella ricerca e nell’innovazione all’interno dello  spazio territoriale europeo.

E’ sicuramente il forte segnale di una Europa che vuole essere  più unita e coesa, e, in tutto questo grande ed ambizioso scenario di grande opportunità l’Italia con il Presidente Draghi riuscirà a fare la sua parte e soprattutto a fare meglio del precedente Horizon?

Nel precedente programma, l’Italia purtroppo si è distinta in quantità di progetti ma non in qualità elemento che ha inciso sull’ammontare dei finanziamenti ricevuti.

In Italia hanno beneficiato dei fondi Horizon 2020,  le Università risultate al primo posto per contributi finanziari ricevuti legati a programmi relativi alla ricerca scientifica e alla formazione dei ricercatori, seguiti dai soggetti privati con programmi su temi energetici, tecnologie informatiche e trasporti, le PMI per energia, cibo e ambiente, gli ultimi sono risultati gli enti pubblici inseriti in progetti legati all’ambiente, alla salute e all’energia.

Praticamente l’Italia è risultata dietro a tutti i grandi paesi Europei anche se si è rilevato un piccolo recupero nel 2017, in vista del rinnovamento della pubblica amministrazione uno dei punti fondamentali del Governo Draghi proprio per gestire i fondi europei, ci si augura un migliore risultato.  

 

 

Lorena Polidori

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