Economia

IL FATTO

Accise, Giorgetti conferma la proroga ma frena sulla flessibilità Ue

Il ministro conferma la proroga del taglio e invita alla prudenza. Lo spazio di manovra concesso dall'Ue è destinato soprattutto agli investimenti

Immagine generata da AI tramite GPT Image 1.5 di OpenAI
Aggiungi nicolaporro.it alle tue fonti preferite su Google CLICCA QUI
Ascolta l'articolo
0:00 / --:--

Sul taglio delle accise il governo andrà avanti. Sulla nuova flessibilità europea per l’energia, invece, la parola d’ordine è prudenza. È questo il messaggio che emerge dal question time di Giancarlo Giorgetti, che ha scelto di raffreddare aspettative e interpretazioni troppo ottimistiche sui margini concessi da Bruxelles, chiarendo al tempo stesso che la proroga dello sconto sui carburanti arriverà senza bisogno di nuovi interventi legislativi.

Il ministro dell’Economia ha ricordato che il 6 giugno scade il meccanismo attualmente in vigore e che l’esecutivo è pronto a intervenire. “Voi sapete che scadono gli sconti sugli accise il 6: interverremo con decreto ministeriale, con il noto meccanismo, quindi non c’è bisogno di una norma di legge del Consiglio dei ministri”. Una precisazione che sgombra il campo da ipotesi di decreti d’urgenza o nuove misure straordinarie e conferma la volontà di utilizzare gli strumenti già previsti dall’ordinamento.

La proroga delle accise mobili, però, sarà calibrata sulla disponibilità effettiva delle risorse e sull’andamento del mercato energetico. Lo stesso Giorgetti, intervenendo al question time, ha spiegato che “noi interverremo con il meccanismo delle accise mobili e dobbiamo effettivamente valutare quanto è la disponibilità, e fino al giorno 6 non l’abbiamo e, in base a quello vedremo in qualche modo, date anche le condizioni di mercato, come prorogare”.

La cautela del Tesoro sulla flessibilità europea

Se sulle accise la strada appare definita, molto più complesso è il capitolo relativo alla nuova flessibilità riconosciuta dalla Commissione europea nel Pacchetto di primavera. Negli ultimi giorni si è parlato della possibilità di utilizzare fino allo 0,6% del Pil nel triennio 2026-2028, una cifra che per l’Italia vale circa 14 miliardi di euro. Tuttavia, il governo non considera affatto queste risorse come immediatamente disponibili né come uno spazio da destinare a interventi generalizzati di sostegno ai consumi.

Giorgetti è stato particolarmente netto sul punto. “Per quanto riguarda gli spazi che abbiamo visti riconosciuti dall’Europa, valuteremo con calma perché lo spazio non è esagerato e non possiamo permetterci di sbagliare di dosare le misure, quindi dobbiamo capire come aiutare le famiglie e come aiutare le imprese più meritevoli”.

La prudenza del ministro non deriva soltanto dall’esigenza di preservare i conti pubblici. La clausola energia, infatti, non è ancora operativa. Come confermano anche le interlocuzioni con il Mef, la proposta della Commissione deve essere approvata dal Consiglio europeo prima di poter produrre effetti concreti. Lo stesso Giorgetti ha ricordato che “le norme devono essere approvate dal Consiglio europeo” e che solo successivamente l’Italia potrà valutare come utilizzare “tutti gli spazi di flessibilità che ci saranno consentiti”.

Risorse vincolate agli investimenti, non ai sussidi

C’è poi un altro elemento spesso trascurato nel dibattito politico. La flessibilità europea sull’energia non nasce per finanziare bonus o sussidi generalizzati. Al contrario, Bruxelles ha indicato in modo piuttosto preciso il perimetro degli interventi ammissibili.

Come ha spiegato Giorgetti in Aula, la Commissione fa riferimento “a misure strutturali, che non alterino il segnale di prezzo e che, pertanto, non incentivino comportamenti dannosi per l’ambiente”. Gli esempi citati dal ministro riguardano il sostegno a famiglie e imprese per ridurre la dipendenza dai combustibili fossili, gli investimenti nelle reti elettriche, nello stoccaggio dell’energia, nel risparmio energetico, nell’elettrificazione e nell’espansione delle fonti pulite.

Si tratta quindi di uno schema profondamente diverso rispetto agli interventi emergenziali adottati durante la crisi energetica degli ultimi anni. Non a caso il titolare del Tesoro ha sottolineato che misure orientate verso “investimenti e spesa produttiva, innovativa e strategica” potrebbero contribuire a rafforzare il prodotto potenziale e la crescita nel medio periodo.

Il nodo dei conti pubblici resta aperto

Dietro la cautela del governo c’è anche un tema di finanza pubblica che continua a pesare sulle scelte italiane. L’utilizzo della clausola di flessibilità potrebbe infatti avere conseguenze sul percorso di rientro dal deficit e sulla tempistica di uscita dalla procedura europea. Per questo motivo il Tesoro preferisce evitare fughe in avanti e attendere sia il completamento dell’iter europeo sia un quadro più chiaro sull’andamento dell’economia.

Giorgetti ha definito il riconoscimento del legame tra sicurezza energetica e sicurezza della difesa un “risultato importante”, soprattutto alla luce dell’incertezza che ancora caratterizza il mercato dell’energia e dei suoi effetti economici. Tuttavia ha anche ribadito che “la sostenibilità fiscale nel medio periodo dovrà essere salvaguardata”.

La linea del governo, almeno per ora, appare quindi chiara. Sul fronte delle accise si procede con la proroga attraverso il meccanismo ordinario. Sulla flessibilità europea, invece, nessuna corsa ad aprire nuovi spazi di spesa: prima dovranno arrivare le decisioni definitive dell’Unione europea e poi si valuterà come utilizzare risorse che, per loro natura, sono destinate soprattutto agli investimenti energetici e alla transizione tecnologica, non a misure tampone di breve periodo.

Enrico Foscarini, 4 giugno 2026

Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).

Iscrivi al canale whatsapp di nicolaporro.it
L'inferno è pieno di buone intenzioni

SEDUTE SATIRICHE

Il pieno della Repubblica - Vignetta del 04/06/2026 - Sedute Satiriche di Beppe Fantin

Il pieno della Repubblica

Vignetta del 04/06/2026