Economia

IL CASO

Mercosur, gli agricoltori si ribellano e in Europa è caos

Il Parlamento Ue rafforza le clausole di salvaguardia sull'accordo con i Paesi sudamericani. Francia e Italia chiedono reciprocità mentre cresce lo scontro tra agricoltori e industria. Ursula in crisi

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L’accordo commerciale tra Unione europea e Paesi del Mercosur entra nella sua fase più delicata. A Strasburgo, il Parlamento europeo ha votato a larga maggioranza per rafforzare le clausole di salvaguardia destinate a proteggere l’agricoltura europea dall’impatto delle importazioni sudamericane. Un segnale politico forte, che arriva mentre governi e Commissione corrono contro il tempo per evitare che un’intesa negoziata per venticinque anni deragli proprio sul traguardo finale.

Il nuovo impianto approvato dagli eurodeputati abbassa la soglia di allerta per l’attivazione delle misure di protezione, prevedendo l’intervento della Commissione quando le importazioni di prodotti agricoli sensibili aumentano in media del 5% su tre anni, rispetto al 10% annuo inizialmente proposto. Vengono inoltre dimezzati i tempi delle indagini, così da consentire una risposta più rapida in caso di squilibri di mercato.

Dalla clausola di salvaguardia alla reciprocità

Il cuore del confronto politico ruota attorno al principio della reciprocità. Il Parlamento chiede che l’Unione possa intervenire anche quando vi siano prove credibili che i prodotti importati, pur beneficiando di preferenze tariffarie, non rispettino standard equivalenti a quelli europei in materia di ambiente, benessere animale, sicurezza alimentare e tutela del lavoro.

Secondo il presidente del Partito popolare europeo Manfred Weber, si tratta di un passaggio storico perché “è la prima volta nella storia dell’Unione europea in cui facciamo una legislazione specifica per le garanzie nell’applicazione di un accordo commerciale”, a dimostrazione dello sforzo compiuto per difendere il settore agricolo. Di segno opposto le critiche di Lega e Movimento 5 Stelle, che giudicano le nuove misure insufficienti e prive di automatismi realmente efficaci.

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Sul piano politico, la Francia continua a guidare il fronte dei contrari. Parigi ha chiesto ufficialmente di rinviare il voto finale, sostenendo che le condizioni minime per tutelare gli agricoltori non siano ancora soddisfatte. Il ministro per gli Affari europei Benjamin Haddad ha ribadito che servono una clausola di salvaguardia realmente operativa, clausole specchio sugli standard produttivi e controlli efficaci sui prodotti importati, sottolineando che permettere l’ingresso di merci prodotte con pesticidi o additivi vietati in Europa significherebbe creare concorrenza sleale.

In questo equilibrio precario, Roma può fare la differenza. Il governo italiano non ha espresso un sì definitivo, pur senza una chiusura pregiudiziale. Il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida ha chiarito che “non siamo contrari pregiudizialmente, vogliamo migliorare il Mercosur: è un buon accordo, vogliamo farlo diventare ottimo”, sottolineando però che il nodo centrale resta il principio di reciprocità sugli standard ambientali, sanitari e sul benessere animale.

Una posizione che riflette anche le divisioni emerse nel voto europeo, dove le forze politiche italiane si sono mosse in ordine sparso. Il dibattito interno si intreccia con le pressioni del mondo agricolo, sempre più mobilitato contro un’intesa ritenuta potenzialmente dannosa per interi comparti produttivi.

Una settimana decisiva

Il voto di Strasburgo apre ora la fase dei negoziati con il Consiglio, il cosiddetto trilogo, mentre i governi dovranno decidere se autorizzare la firma dell’accordo, prevista in Brasile alla presenza di Ursula von der Leyen e del presidente Lula. Per la Commissione europea l’accordo resta di “massima importanza economica, diplomatica e geopolitica”, anche in termini di credibilità internazionale dell’Unione. Ma il tempo stringe e il rischio di un rinvio è concreto, anche perché una parte significativa degli Stati membri è pronta a fare fronte comune contro l’intesa.

Nel frattempo, Bruxelles si prepara a nuove proteste degli agricoltori, che contestano non solo il Mercosur ma anche i tagli alla Politica agricola comune nel prossimo bilancio pluriennale. Per la Commissione europea, l’accordo resta di “massima importanza” sul piano economico e geopolitico, ma il suo futuro dipenderà dalla capacità di convincere capitali e opinione pubblica che la tutela dell’agricoltura europea non resterà solo sulla carta.

Enrico Foscarini, 17 dicembre 2025

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