Diciotto anni insieme, nella vita e nel lavoro, senza mai sposarsi ma costruendo una famiglia e un impero professionale. La separazione tra Checco Zalone e Mariangela Eboli non è stata solo sentimentale, ma ha segnato anche la fine di un sodalizio lavorativo che durava da quasi due decenni. E oggi, a distanza di mesi, il bilancio della Mlz srl sembra raccontare le conseguenze più concrete di quella rottura.
Zalone ed Eboli si erano conosciuti nel 2005 e stavano insieme dal 2006. Hanno avuto due figlie, Greta e Gaia, e lei è sempre rimasta lontana dai riflettori, pur avendo un ruolo centrale nella carriera dell’artista. In una delle rare occasioni in cui Zalone ha parlato della sua vita privata, aveva raccontato il loro primo incontro spiegando che lei “cantava in una pizzeria” e che lui si era presentato dicendo di essere “un musicista matrimonialista in cerca di una cantante”. Mariangela Eboli è apparsa anche nel film Che bella giornata, girato ad Alberobello, cantando accanto a Caparezza.
Il licenziamento e la rottura in azienda
Il punto di svolta arriva nel 2024, quando la convivenza sentimentale e professionale si interrompe bruscamente. Mariangela Eboli viene licenziata dalla Mlz srl, la società che cura la produzione degli spettacoli e dei progetti cinematografici di Checco Zalone, di cui era amministratrice unica. A lei viene riconosciuta una liquidazione di 30 mila euro, pari a sei mensilità, come indennità di mancato preavviso.
La decisione viene formalizzata durante un’assemblea ordinaria della società, posseduta per il 95% da Luca Pasquale Medici e per il restante 5% dalla madre Antonietta Capobianco. Entrambi votano per l’estromissione di Eboli, che non è presente all’assemblea. Da quel momento, Zalone assume direttamente la guida della società, diventando manager di se stesso.
I numeri che raccontano la crisi
Ed è proprio dopo questo passaggio di consegne che i numeri iniziano a parlare in modo impietoso. Nel giro di meno di un anno i ricavi della Mlz srl crollano passando da oltre 4,3 milioni di euro a appena 327.296 euro. Ancora più drastica la flessione degli utili, che scendono da 1.402.200 euro a soli 31.435, riducendosi di oltre quaranta volte. Una caduta che coincide temporalmente con l’uscita di scena della ex compagna dalla gestione dell’azienda.
Anche la liquidità segue lo stesso andamento. I depositi bancari e postali, che nel 2024 sfioravano i 3,5 milioni di euro, si fermano a 940 mila euro, con oltre 2,5 milioni evaporati nel giro di dodici mesi. Un quadro che rende evidente come il cambio di guida non sia stato indolore.
Stipendio ridotto e riserve accumulate
Per fronteggiare una fase definire complessa è poco, Checco Zalone decide anche di ridursi il compenso da amministratore unico, fissandolo a 86.887 euro annui, una cifra inferiore rispetto ai 108.730 euro che venivano riconosciuti a Mariangela Eboli per lo stesso incarico. Un risparmio che appare però marginale rispetto al crollo complessivo di fatturato e utili.
Va comunque ricordato che l’attore non è certo rimasto senza risorse. Negli anni più floridi, la Mlz srl ha accantonato riserve statutarie per 7,299 milioni di euro, un tesoretto che consente di affrontare questa fase senza immediate emergenze finanziarie.
Il ritorno al cinema come possibile riscatto
Il rilancio potrebbe arrivare dal grande schermo. Dopo un periodo di assenza, Checco Zalone è pronto a tornare al cinema il giorno di Natale con Buen Camino, film che racconta il rapporto tra un padre ereditiere, mantenuto per tutta la vita, e una figlia in fuga lungo il cammino di Santiago. Un progetto che segna anche il ritorno della collaborazione con Gennaro Nunziante, il regista dei suoi maggiori successi, a partire da Cado dalle nubi, uscito nel 2009 e capace di incassare 14 milioni di euro.
Il cinema promette un nuovo inizio. Il bilancio, per ora, resta il documento più severo della separazione tra Checco Zalone e Mariangela Eboli, freddo, numerico e difficile da smentire.
Enrico Foscarini, 13 dicembre 2025