Il chatbot Claude di Anthropic ha conquistato il primo posto tra le app gratuite sull’Apple App Store negli Stati Uniti, superando ChatGPT di OpenAI. Il sorpasso è arrivato pochi giorni dopo che il Pentagono ha escluso Anthropic dai propri sistemi, aprendo invece alla collaborazione con OpenAI per l’utilizzo dell’intelligenza artificiale nelle reti militari classificate.
Un ribaltamento che ha acceso il dibattito globale sull’etica dell’AI e sull’uso militare dei modelli linguistici avanzati. Se da un lato la decisione del Dipartimento della Difesa sembrava poter danneggiare Anthropic, dall’altro ha innescato un effetto opposto: download record, iscrizioni in crescita e un’ondata di sostegno sui social.
Il caso Pentagono e lo scontro politico
La tensione è esplosa quando il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha definito Anthropic un “rischio per la supply chain”, dopo che il Ceo Dario Amodei si è rifiutato di allentare le linee rosse sull’uso dell’AI per sorveglianza di massa e armi autonome letali. Amodei ha ribadito che i modelli attuali “non sono sufficientemente affidabili” per tali applicazioni e che la sorveglianza di massa violerebbe diritti costituzionali.
La risposta politica non si è fatta attendere. Il presidente Donald Trump ha attaccato duramente Anthropic, scrivendo su Truth Social che l’azienda avrebbe commesso un “disastroso errore” tentando di imporre le proprie condizioni al Pentagono.
Poche ore dopo la rottura con Anthropic, Sam Altman, Ceo di OpenAI, ha annunciato un accordo con il governo federale. Altman ha assicurato che ChatGPT non verrà utilizzato per sistemi di uccisione autonoma o sorveglianza di massa. Tuttavia, molti osservatori hanno espresso scetticismo, chiedendosi perché l’amministrazione abbia criticato Anthropic per limiti simili a quelli poi accettati nell’accordo con OpenAI.
Boom di download
Nel pieno della controversia, Claude ha registrato una crescita straordinaria. Anthropic ha dichiarato che “ogni singolo giorno della scorsa settimana è stato un record assoluto per le iscrizioni a Claude”. Gli utenti attivi gratuiti sono aumentati di oltre il 60% dall’inizio dell’anno, mentre le registrazioni giornaliere sono quadruplicate.
La domanda è stata talmente elevata da causare un’interruzione del servizio per alcune ore, descritta dall’azienda come legata a una “domanda senza precedenti”. Il disservizio è stato risolto in mattinata, ma il segnale era chiaro: l’interesse per Claude sta crescendo rapidamente, anche oltre la nicchia tech.
Sui social media si è diffuso l’hashtag “quitGPT”, mentre alcuni utenti hanno invitato pubblicamente a cancellare l’abbonamento a ChatGPT. La vicenda ha trasformato una disputa istituzionale in un fenomeno culturale, portando il marchio Claude al centro del dibattito pubblico.
La memoria gratuita per competere con ChatGPT
Per consolidare la nuova base utenti, Anthropic ha esteso anche ai profili gratuiti la funzione di memoria, che consente a Claude di ricordare il contesto tra conversazioni diverse. La caratteristica era già disponibile per gli abbonati a pagamento e rappresenta uno strumento chiave per competere con ChatGPT, che offre funzionalità simili.
L’azienda ha inoltre semplificato il passaggio da altri chatbot, permettendo di importare cronologie tramite un semplice copia-incolla. “Con un solo copia-incolla, Claude aggiorna la sua memoria e riprende esattamente da dove avevi lasciato”, si legge sul sito ufficiale. L’obiettivo è chiaro: rendere il cambio di piattaforma immediato e senza frizioni.
Chi vincerà la corsa all’AI?
Nonostante il sorpasso temporaneo nelle classifiche statunitensi, ChatGPT mantiene una posizione dominante a livello globale e un forte vantaggio da first mover. Tuttavia, l’episodio dimostra quanto rapidamente possano cambiare gli equilibri nel settore dell’intelligenza artificiale.
Lo scontro tra Anthropic e il governo americano ha evidenziato un nodo cruciale: fino a che punto le aziende tecnologiche possono imporre limiti etici all’uso delle proprie tecnologie? Nel breve periodo, la fermezza di Anthropic sembra aver rafforzato la percezione del brand tra gli utenti più sensibili ai temi della privacy e dell’uso responsabile dell’AI.
La corsa resta apertissima. Ma una cosa è certa: Claude non è più soltanto un’alternativa a ChatGPT. È diventato il simbolo di una battaglia più ampia sul futuro dell’intelligenza artificiale.
Enrico Foscarini, 3 marzo 2026
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Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI


