Economia

UN RECORD NELLA PA

Contratto scuola verso la firma in anticipo: quanto sarà l’aumento

Per il governo sarebbe un risultato senza precedenti, ma il confronto con i sindacati non è ancora terminato

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Il contratto della scuola 2025-2027 potrebbe segnare una svolta storica nella Pubblica Amministrazione. Dopo anni in cui il comparto Istruzione e Ricerca ha chiuso i rinnovi contrattuali in ritardo, questa volta potrebbe essere il primo a raggiungere l’accordo. Un cambio di passo significativo che arriva a pochi mesi dall’ultimo rinnovo, firmato solo lo scorso dicembre.

A confermare il clima di ottimismo è stato il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, che a margine del congresso Snals-Confsal ha sottolineato come “auspichiamo che si possa arrivare a una chiusura del terzo contratto con grande rapidità” e ha aggiunto che “ci sono ottime probabilità di una chiusura rapida”. Parole che lasciano intravedere una trattativa più veloce rispetto al passato, in un contesto in cui il tema degli stipendi nel mondo della scuola resta centrale.

La possibile firma già ad aprile: un evento senza precedenti

Il segnale più concreto arriva direttamente dal tavolo negoziale. Secondo il presidente dell’Aran Antonio Naddeo, “il prossimo 1° aprile potrebbe essere raggiunta la firma dell’accordo economico del contratto del comparto Istruzione e Ricerca 2025-2027”. Una data che, se confermata, rappresenterebbe un risultato senza precedenti.

Le riunioni tra le parti sono già calendarizzate e l’obiettivo è chiaro: accelerare i tempi per chiudere almeno la parte economica. Naddeo ha infatti spiegato che l’intenzione è quella di arrivare rapidamente a un’intesa, anche grazie al clima positivo registrato nei primi incontri. Un risultato che avrebbe un valore simbolico e pratico, perché segnerebbe la prima volta in cui un comparto così complesso riesce a firmare il contratto prima degli altri.

Aumenti in arrivo: quanto potrebbero crescere gli stipendi

Uno degli elementi più attesi riguarda gli aumenti salariali per docenti e personale Ata. Secondo le prime ipotesi emerse durante la trattativa, gli incrementi medi si attesterebbero intorno ai 143 euro lordi mensili per i docenti e ai 104 euro per il personale Ata, pari a un aumento complessivo del 5,4%.

Il finanziamento previsto per sostenere queste misure ammonta a 3,3 miliardi di euro, una cifra significativa che punta a dare una risposta concreta alle richieste di adeguamento degli stipendi, da tempo al centro del dibattito nel settore scolastico. L’eventuale firma anticipata consentirebbe inoltre di sbloccare rapidamente anche gli arretrati, offrendo un beneficio immediato ai lavoratori.

Sindacati divisi tra apertura e prudenza

Sul fronte sindacale il quadro appare articolato. Da una parte c’è chi vede nella chiusura anticipata un’opportunità concreta. Il segretario generale della Uil Scuola Rua Giuseppe D’Aprile ha evidenziato come “le condizioni per sottoscrivere subito la sola parte economica sembrano esserci tutte” e ha ricordato che questa soluzione permetterebbe di anticipare aumenti e arretrati già nel breve periodo.

Dall’altra parte emergono posizioni più caute. La segretaria generale della Flc Cgil Gianna Fracassi ha invitato a non accelerare troppo i tempi, sottolineando che “la contrattazione non si è praticamente ancora avviata” e che sarà necessario valutare solo alla fine se esistono davvero le condizioni per la firma. Una prudenza che riflette le tensioni già emerse nel precedente rinnovo, quando non tutte le sigle avevano dato il via libera all’accordo.

Un test per tutta la Pubblica Amministrazione

La partita del contratto scuola 2025-2027 va oltre il comparto Istruzione. Se la firma anticipata dovesse concretizzarsi, rappresenterebbe un segnale forte per tutta la Pubblica Amministrazione, indicando una possibile accelerazione nei rinnovi contrattuali degli altri settori.

In un momento in cui il tema del lavoro pubblico è al centro dell’agenda politica ed economica, la rapidità delle trattative e la capacità di trovare un’intesa potrebbero diventare un modello. Molto dipenderà dalle prossime settimane, ma il clima attuale lascia spazio a un cauto ottimismo.

Enrico Foscarini, 21 marzo 2026

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