Economia

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Cartelle esattoriali, cosa cambia nel 2026 con discarico e rottamazione

Tutte le regole, i debiti coinvolti e le nuove opportunità fiscali per fare la pace con l'Agenzia delle Entrate

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Dal 1° gennaio 2026 entrerà in vigore una delle novità più rilevanti degli ultimi anni in materia di riscossione fiscale: il discarico automatico delle cartelle esattoriali inesigibili. La misura, introdotta dal Decreto Legislativo del 29 luglio 2024, noto come decreto Riscossione, nasce dall’esigenza di alleggerire il cosiddetto magazzino crediti dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione, oggi appesantito da una mole enorme di debiti difficilmente recuperabili.

Durante un’audizione alla commissione Finanze del Senato, Roberto Benedetti, presidente della commissione di analisi sul magazzino crediti e dell’Ufficio Parlamentare di Bilancio, ha evidenziato come il valore residuo dei crediti fiscali affidati alla riscossione dal 2000 al 2024 sfiori i 1.273 miliardi di euro, dei quali oltre 537 miliardi risultano già di fatto inesigibili per fallimenti, decessi, nullatenenza o procedure concorsuali. Secondo l’Upb, i crediti realmente recuperabili si ridurrebbero a circa 100 miliardi, pari a poco più di un decimo del totale.

Come funziona il discarico automatico delle cartelle esattoriali

Il discarico automatico riguarda le cartelle esattoriali vecchie di almeno cinque anni per le quali i tentativi di riscossione non hanno prodotto risultati concreti. In questi casi, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione restituisce il carico all’ente creditore, come Comuni, Regioni o altri enti pubblici, che potranno decidere se tentare un recupero autonomo, affidarsi a soggetti privati oppure riassegnare la riscossione all’Agenzia per ulteriori due anni, qualora emergano nuovi elementi reddituali o patrimoniali del debitore.

Rientrano nel perimetro del discarico automatico, ad esempio, le posizioni di contribuenti nullatenenti, i debiti intestati a soggetti deceduti senza eredi, i casi di irreperibilità prolungata o le situazioni di grave disagio economico. La misura si applica in particolare alle cartelle di importo complessivo fino a 1.000 euro, affidate alla riscossione entro il 31 dicembre 2015, e relative a imposte, contributi previdenziali e sanzioni amministrative.

Il discarico automatico non è un condono

È fondamentale chiarire che il discarico automatico non equivale a un condono fiscale. Il debito non viene cancellato in modo definitivo, ma semplicemente archiviato come non immediatamente riscuotibile. L’ente creditore mantiene infatti la possibilità di riattivare la riscossione qualora la situazione economica del contribuente dovesse migliorare. Solo con il decorso dei termini di prescrizione, generalmente pari a dieci anni, il debito potrà considerarsi definitivamente estinto.

Rottamazione-quinquies, la nuova definizione agevolata

Accanto al discarico automatico, la legge di Bilancio 2026 introduce un altro strumento centrale per la gestione dei debiti fiscali: la rottamazione-quinquies, pensata soprattutto per chi non ha potuto aderire alle precedenti definizioni agevolate o è decaduto dalla rottamazione quater. La misura consente di regolarizzare i carichi affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023, pagando esclusivamente il capitale dovuto e le spese di notifica ed esecuzione.

Come chiarito dalla normativa, i debiti possono essere estinti senza corrispondere sanzioni, interessi di mora, somme aggiuntive e aggio di riscossione. Si tratta quindi di una riduzione significativa dell’importo complessivo dovuto, che rende la definizione particolarmente vantaggiosa per contribuenti e imprese in difficoltà.

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Rateizzazione lunga e interessi ridotti

La Rottamazione quinquies prevede la possibilità di pagare in un’unica soluzione entro il 31 luglio 2026 oppure di optare per una rateizzazione molto estesa, fino a 54 rate bimestrali. Nella versione iniziale della norma era previsto un tasso di interesse del 4 per cento sulle rate successive, ma in fase emendativa è stata annunciata una riduzione al 3 per cento, rendendo il piano di rientro ancora più sostenibile.

Secondo quanto anticipato dal Viceministro dell’Economia Maurizio Leo, la nuova definizione agevolata potrebbe essere estesa anche ai contribuenti in regola con i pagamenti della rottamazione quater, consentendo loro di accedere a un piano più lungo e flessibile. In questo contesto, è stato ribadito che “l’obiettivo è favorire la riscossione senza penalizzare chi dimostra la volontà di mettersi in regola”.

Come aderire alla rottamazione-quinquies

Per aderire alla rottamazione-quinquies è necessario presentare apposita domanda entro il 30 aprile 2026 attraverso i canali telematici dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione. La procedura richiede l’accesso con strumenti di identità digitale e consente di selezionare le cartelle da definire e il piano di pagamento preferito. La presentazione della domanda comporta anche la sospensione delle procedure esecutive in corso e degli obblighi di pagamento derivanti da precedenti rateizzazioni, fino alla scadenza della prima rata.

Discarico automatico e rottamazione: due strumenti complementari

Il discarico automatico delle cartelle esattoriali e la rottamazione-quinquies rappresentano due strumenti diversi ma complementari. Il primo mira a eliminare dal sistema crediti ormai improduttivi, riducendo i costi amministrativi della riscossione, mentre la seconda offre ai contribuenti una reale possibilità di chiudere i debiti ancora gestibili con condizioni agevolate.

Nel complesso, le novità in arrivo dal 2026 segnano un cambio di passo nella strategia fiscale italiana, orientata a una gestione più efficiente del debito e a un maggiore equilibrio tra esigenze di gettito e sostenibilità per cittadini e imprese.

Enrico Foscarini, 29 dicembre 2025

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