Economia

UN CASO CLAMOROSO

Inps: errori sulle Certificazioni Uniche, a rischio i benefici fiscali

Sbagliati 2 milioni di Cu: Naspi, Cig e maternità escluse dal taglio del cuneo fiscale. Rischi per lavoratori e dichiarazioni precompilate

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Se l’Inps sbaglia, il prezzo rischiano di pagarlo i contribuenti. Un errore nella compilazione di circa due milioni di Certificazioni Uniche ha infatti messo a rischio l’accesso al nuovo taglio del cuneo fiscale per migliaia di percettori di Naspi, cassa integrazione, maternità, malattia e altre indennità.

La vicenda dimostra ancora una volta quanto il sistema fiscale italiano resti ostaggio di una burocrazia complessa, dove una semplice casella barrata in modo scorretto può tradursi in un danno economico concreto per lavoratori e famiglie. Dopo la segnalazione del Consorzio nazionale Caaf Cgil, l’Istituto ha corretto i dati, aggiornando le informazioni nella dichiarazione precompilata. Ma il caso solleva interrogativi ben più ampi sull’affidabilità dell’intero meccanismo.

Il nuovo cuneo fiscale e il peso della burocrazia

Con la legge di Bilancio 2025, il governo ha trasformato il taglio del cuneo da contributivo a fiscale. Non più una riduzione dei contributi previdenziali, ma un beneficio Irpef articolato in somme non imponibili e detrazioni.

Per i lavoratori dipendenti fino a 20mila euro di reddito complessivo è prevista una somma integrativa fino a 960 euro annui, mentre per chi guadagna tra 20mila e 40mila euro entra in gioco una detrazione decrescente. Un sistema teoricamente pensato per alleggerire la pressione fiscale sul lavoro, ma che nella pratica si scontra con una macchina amministrativa ancora fragile e ipertrofica.

Il problema è tutto nella corretta compilazione della Certificazione Unica, documento essenziale per determinare l’accesso al beneficio.

La casella sbagliata che può costare caro

Nella nuova Cu 2026 sono state introdotte specifiche caselle, dalla 718 alla 725, dedicate al riconoscimento del beneficio fiscale. In particolare, il punto 718 è diventato decisivo. Un codice errato può escludere illegittimamente un lavoratore dal bonus fiscale oppure attribuire vantaggi non spettanti. Ed è esattamente ciò che è accaduto.

Per Naspi, disoccupazione agricola, cassa integrazione, mobilità, maternità e malattia, l’Inps aveva inizialmente inserito un codice che escludeva queste prestazioni dal perimetro utile al beneficio, nonostante si tratti di redditi sostitutivi del lavoro dipendente. Solo dopo le verifiche dei Caaf è arrivata la correzione, con l’aggiornamento automatico delle dichiarazioni precompilate. Tuttavia, molti contribuenti potrebbero non accorgersi dell’errore se si affidano passivamente ai dati precaricati.

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Un sistema fiscale che scarica i rischi sui cittadini

L’aspetto più problematico non è solo l’errore tecnico, ma il fatto che la complessità fiscale italiana continua a trasferire sui cittadini l’onere di vigilare sugli sbagli dello Stato o dei sostituti d’imposta.

Chi accetta senza verifiche la dichiarazione precompilata potrebbe perdere benefici economici legittimi. Chi invece si accorge dell’anomalia deve spesso affrontare procedure di rettifica lente e costose.

Secondo la Cgil, il problema potrebbe riguardare non solo l’Inps ma anche molti altri soggetti pubblici e privati, comprese agenzie interinali, scuole, casse edili e fondi integrativi. Una platea potenzialmente enorme.

Il nodo delle sanzioni e l’ennesimo paradosso italiano

A rendere il quadro ancora più assurdo è il tema delle sanzioni. I sostituti d’imposta che correggono una Cu errata rischiano multe fino a 100 euro per certificazione.

In altre parole, anche quando si corregge un errore, il sistema continua a punire. È il classico paradosso di un apparato fiscale dove la conformità formale prevale spesso sulla sostanza economica.

Per questo i Caaf hanno chiesto al Ministero dell’Economia l’esclusione delle sanzioni per questa specifica anomalia, così da favorire una rapida correzione delle dichiarazioni senza ulteriori costi.

Cosa devono fare ora i lavoratori

Chi nel 2025 ha percepito prestazioni Inps come Naspi, Cig, maternità o malattia dovrebbe verificare immediatamente la propria Certificazione Unica aggiornata, soprattutto se scaricata prima del 31 marzo.

Controllare il punto 718 può fare la differenza tra ottenere o perdere centinaia di euro di beneficio fiscale. In un Paese dove il peso fiscale resta tra i più alti d’Europa, anche un singolo errore burocratico può incidere sensibilmente sul reddito disponibile.

La lezione politica ed economica

Questa vicenda conferma un problema strutturale: ridurre davvero il peso fiscale sul lavoro non significa soltanto introdurre bonus o detrazioni, ma semplificare radicalmente il sistema.

Finché il rapporto tra cittadino e fisco resterà imprigionato in procedure complesse, codici e adempimenti che moltiplicano il rischio di errore, ogni beneficio potrà essere compromesso da inefficienze amministrative.

Meno burocrazia, meno intermediazioni obbligate e maggiore trasparenza fiscale restano le vere condizioni per garantire libertà economica e tutela del lavoro. Perché quando anche il taglio delle tasse dipende da una casella compilata male, il problema non è il contribuente: è il sistema.

Enrico Foscarini, 2 maggio 2026

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