Economia

LO SCENARIO

Follie green: nel 2028 stangata su carburanti e bollette con gli ETS

Dal 2028 il nuovo sistema europeo rischia di far esplodere i prezzi di benzina, trasporti ed energia: famiglie e imprese verso una nuova mazzata

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L’ennesima follia green targata Bruxelles rischia di trasformarsi in una gigantesca patrimoniale mascherata ai danni di famiglie, lavoratori e imprese italiane. Dal 2028, infatti, l’estensione del sistema europeo delle emissioni ETS ai trasporti su strada e al settore residenziale potrebbe provocare una raffica di rincari destinata a colpire praticamente tutto: carburanti, riscaldamento, bollette, logistica e prezzi al consumo.

A lanciare l’allarme è il Rapporto Cer-Confcommercio presentato a Roma, secondo cui il nuovo meccanismo europeo costerà oltre 11 miliardi di euro l’anno in più solo per il trasporto su strada, mentre circa 4 miliardi di extracosti finiranno direttamente sulle utenze domestiche. Numeri enormi che mostrano come le politiche climatiche europee stiano assumendo sempre più i contorni di una gigantesca macchina fiscale costruita sulle spalle dei cittadini.

Carburanti più cari: diesel e benzina verso aumenti pesantissimi

Secondo il rapporto, il comparto più colpito sarà quello dei carburanti. L’impatto economico del nuovo ETS2 viene stimato tra 4,7 e 11,3 miliardi di euro annui, con il diesel destinato a sopportare la quota più pesante della stangata. Nello scenario peggiore, il costo aggiuntivo potrebbe arrivare fino a 7,7 miliardi di euro soltanto per il gasolio.

Tradotto nella vita reale significa una nuova mazzata per milioni di automobilisti italiani. Il prezzo del diesel potrebbe aumentare di oltre il 17%, mentre la benzina rischia rincari superiori al 14%. Per le famiglie si parla di aumenti fino a 355 euro l’anno per le auto diesel e circa 250 euro per quelle a benzina.

E tutto questo mentre l’Italia già oggi applica alcune delle accise più alte d’Europa. Una situazione che rende ancora più assurdo il nuovo accanimento burocratico europeo contro chi lavora, si sposta e produce.

Trasporti e imprese nel mirino dell’Europa green

Il rapporto sottolinea inoltre che i maggiori costi verranno scaricati quasi integralmente sui consumatori finali. La domanda di carburanti, infatti, resta rigida: chi deve lavorare o trasportare merci non può semplicemente smettere di usare camion o automobili dall’oggi al domani solo perché Bruxelles decide di imporre nuove tasse ambientali.

Le conseguenze rischiano quindi di travolgere l’intera economia italiana. Per gli autobus gran turismo gli extracosti potrebbero superare i 7 mila euro annui, mentre nel settore dell’autotrasporto si parla di aumenti fino a 960 euro all’anno per i mezzi leggeri e oltre 11 mila euro per i veicoli più pesanti.

Pasquale Russo, vicepresidente di Confcommercio e presidente di Conftrasporto, ha parlato apertamente di una situazione esplosiva: “Mentre viviamo l’emergenza della crisi energetica legata alla guerra in Medio Oriente, che in Italia ha provocato il taglio straordinario delle accise e la proclamazione del fermo dei servizi di autotrasporto, una nuova tempesta di pari impatto si profila all’orizzonte”.

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“Rischio chiusure e danni devastanti all’economia”

Russo ha spiegato senza giri di parole che “l’impatto dell’Ets e dell’Ets2 rischia di mettere in ginocchio molte imprese e farne chiudere molte altre”. Per questo Conftrasporto chiede “correttivi e misure di sostegno per evitare ulteriori ripercussioni sulla competitività del sistema economico italiano”.

Il presidente di Conftrasporto ha inoltre ricordato che il comparto dell’autotrasporto è già al limite a causa del caro energia. “Chiediamo la proroga del taglio delle accise per tutti e, soprattutto, la possibilità di trovare una soluzione alle imprese di autotrasporto merci che evidentemente stanno soffrendo più degli altri per il caro energia”, ha dichiarato.

Parole che arrivano mentre incombe anche la minaccia di un fermo nazionale del settore. “Al momento il fermo è confermato”, ha spiegato Russo, sottolineando però la speranza che il governo possa trovare una soluzione durante il confronto con le associazioni di categoria.

La transizione green la pagano sempre cittadini e imprese

Il punto politico ormai è evidente: ogni nuova direttiva europea sulla transizione ecologica finisce puntualmente per tradursi in più tasse, più costi e meno competitività. E mentre Bruxelles continua a inseguire obiettivi ideologici sempre più estremi, il conto viene presentato a famiglie e imprese che già combattono con inflazione, caro energia e crescita ferma.

Dietro la retorica della sostenibilità si nasconde così l’ennesimo salasso destinato a colpire il cuore produttivo del Paese. E il rischio concreto è che queste follie green finiscano per impoverire ulteriormente cittadini e aziende senza produrre alcun reale beneficio economico o sociale.

Enrico Foscarini, 20 maggio 2026

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