Economia

L'AGENDA

Fisco, marzo ad alta tensione con 79 scadenze

Un mese rovente tra conguagli Irpef, bollo fatture elettroniche, Lipe, Iva, Cu e imposta di registro sugli affitti

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Marzo si apre con un calendario che definire fitto è poco: 79 adempimenti fiscali concentrati in poche settimane. Un vero percorso a ostacoli per imprese, professionisti e contribuenti, con una partenza immediatamente in salita lunedì 2 marzo, giornata in cui si concentrano dieci scadenze chiave.

Tra gli appuntamenti più rilevanti figurano i conguagli Irpef, il versamento del bollo sulle fatture elettroniche e l’invio delle liquidazioni periodiche Iva.

Conguagli Irpef: obblighi per i sostituti d’imposta

Nel calendario pubblicato online dall’Agenzia delle Entrate compare, al 2 marzo, l’adempimento che riguarda i sostituti d’imposta. Spetta infatti a loro effettuare il conguaglio tra le ritenute applicate e l’imposta effettivamente dovuta ai fini Irpef sui redditi di lavoro dipendente e assimilati, includendo anche il calcolo delle addizionali regionali e comunali.

Un passaggio tecnico ma decisivo, che chiude la partita fiscale dell’anno precedente per milioni di lavoratori.

Bollo sulle fatture elettroniche

Entro la stessa data devono versare l’imposta di bollo anche i contribuenti che hanno emesso fatture elettroniche nel quarto trimestre 2025. Il pagamento va effettuato in un’unica soluzione tramite modello F24 predisposto dall’Agenzia delle Entrate, esclusivamente con modalità telematica. Gli enti pubblici, invece, devono utilizzare il modello F24 Ep.

Un ulteriore adempimento che si inserisce in un sistema già stratificato, dove anche la gestione digitale comporta scadenze stringenti e margini di errore ridotti.

Liquidazioni periodiche Iva

Il 2 marzo è anche l’ultimo giorno utile per trasmettere i dati delle liquidazioni periodiche Iva (Lipe) relative al quarto trimestre 2025. L’obbligo di invio non riguarda chi presenta la dichiarazione Iva 2026 compilando il quadro VP.

Il termine ordinario sarebbe stato il 28 febbraio ma, cadendo di sabato, la scadenza slitta a lunedì 2 marzo. Un semplice slittamento di calendario che non alleggerisce però il carico burocratico complessivo.

Imposta di registro sugli affitti

Il giorno successivo, martedì 3 marzo, tocca all’imposta di registro sui contratti di locazione e affitto stipulati o rinnovati tacitamente dal 1° febbraio 2026. In caso di registrazione telematica, il versamento avviene contestualmente.

Restano esclusi soltanto i contratti abitativi per i quali sia stata scelta la cedolare secca, unico regime che consente di evitare l’imposta di registro e l’imposta di bollo.

Il 16 marzo, crocevia fiscale del mese

La data del 16 marzo rappresenta un altro snodo cruciale. Entro quel giorno devono essere trasmesse all’Agenzia delle Entrate le informazioni necessarie per la predisposizione della dichiarazione dei redditi precompilata. Tra i soggetti obbligati figurano, ad esempio, le banche per la comunicazione degli interessi passivi sui mutui e gli amministratori di condominio per le spese sostenute sulle parti comuni.

Sempre entro il 16 marzo i sostituti d’imposta, quindi datori di lavoro pubblici e privati e anche l’INPS, devono inviare per via telematica le Certificazioni Uniche (Cu) relative ai redditi 2025 di lavoratori dipendenti e pensionati. Entro la stessa data le certificazioni devono essere consegnate o rese disponibili ai percipienti.

Saldo Iva: pagamento o rateizzazione

Il 16 marzo è anche il termine per il versamento del saldo Iva risultante dalla dichiarazione annuale, se l’importo supera 10,33 euro. Il pagamento può avvenire in un’unica soluzione oppure a rate mensili, con un interesse dello 0,33% per ciascuna rata, da corrispondere entro il 16 di ogni mese fino a dicembre 2026.

In alternativa, il saldo può essere versato in un’unica soluzione entro il 30 giugno 2026 con una maggiorazione dell’1,60%, oppure entro il 30 luglio con un ulteriore incremento dello 0,40%.

Un calendario sempre più affollato

Il quadro che emerge è quello di un mese scandito da scadenze ravvicinate e obblighi formali che si accumulano. Tra Irpef, Iva, bollo, certificazioni e imposte di registro, marzo si conferma uno dei periodi più densi dell’anno fiscale. Un’agenda che impone massima attenzione a imprese e contribuenti e che rende evidente quanto il rapporto con il Fisco resti, anche nel 2026, un esercizio complesso e ad alto tasso di adempimenti.

Enrico Foscarini, 4 marzo 2026

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