La partita sulle pensioni nella legge di Bilancio entra in una fase decisiva, con la maggioranza impegnata in una difficile mediazione per correggere le misure più contestate del maxiemendamento del governo. Al centro del confronto ci sono la stretta sul riscatto della laurea, l’allungamento delle finestre mobili per l’accesso alla pensione anticipata e le possibili coperture finanziarie, tra cui prende corpo l’ipotesi di un aumento dell’Irap per banche e istituti di credito compreso tra lo 0,2% e lo 0,4%.
Secondo quanto filtra dai lavori parlamentari, questa soluzione sarebbe una delle opzioni allo studio per finanziare le modifiche al testo che ha introdotto nuove regole su prepensionamento e valorizzazione dei contributi riscattati. La Lega ha avanzato una proposta analoga con un subemendamento, ma con incrementi più consistenti negli importi, mentre Forza Italia ha richiamato l’esistenza di patti sottoscritti con il sistema bancario, sottolineando la necessità di rispettarli. La mediazione è in corso, anche perché la presidente del Consiglio Giorgia Meloni avrebbe sollecitato un’accelerazione dei lavori per chiudere l’esame in Commissione Bilancio in tempi compatibili con le scadenze di fine anno.
Finestre mobili e riscatto della laurea: cosa prevede il testo
Il cuore della riforma previdenziale contenuta nella manovra riguarda l’allungamento della finestra mobile tra la maturazione dei requisiti per la pensione anticipata e la decorrenza dell’assegno. Attualmente fissata a tre mesi, la finestra resterà invariata fino al 2031, per poi salire gradualmente a quattro mesi nel biennio 2032-2033, a cinque mesi nel 2034 e a sei mesi dal 2035. L’obiettivo dichiarato del governo è ridurre il numero delle uscite anticipate, con risparmi stimati a regime in circa 2 miliardi di euro nel 2035.
Accanto a questa misura, il maxiemendamento interviene sul riscatto della laurea breve, che finora consentiva di anticipare l’accesso alla pensione di tre anni. Dopo le polemiche e i rilievi anche di natura costituzionale, la premier ha annunciato una correzione rilevante: l’esclusione della retroattività. In sostanza, per chi ha già avviato la pratica di riscatto non cambierebbe nulla, mentre le nuove regole si applicherebbero solo alle domande presentate dopo l’entrata in vigore della legge di Bilancio.
Le posizioni dei partiti di maggioranza
Non è solo la Lega ad aver presentato modifiche, ma tutta la maggioranza ha depositato emendamenti. Il Carroccio, con una proposta a prima firma di Marco Dreosto, punta ad abrogare il comma sul riscatto e introduce una clausola di salvaguardia basata su un aumento progressivo dell’Irap a partire dal 2032. Forza Italia, con un emendamento firmato da Adriano Paroli e Claudio Lotito, propone invece di limitare la stretta alle anzianità contributive oggetto di richiesta di riscatto dal primo gennaio 2026. Fratelli d’Italia, con un testo a firma di Paola Mancini, chiede la soppressione della norma sul riscatto della laurea e prevede, come clausola di salvaguardia dal 2031, un aumento del 15% del massimale annuo della base contributiva e pensionabile.
Salvini: linea dura contro l’allungamento dell’età pensionabile
Sul tema è intervenuto direttamente Matteo Salvini, che ha ribadito la contrarietà della Lega alle modifiche più controverse. Il vicepremier ha spiegato che “alcune scelte tecniche dal punto di vista della Lega devono essere modificate: niente allungamento dell’età pensionabile, niente rivalsa su chi riscatta la laurea”, aggiungendo anche un no a nuove norme e a ulteriore burocrazia per condomini e inquilini in regola. Una posizione netta che rende evidente come il dossier pensioni resti uno dei più delicati all’interno della coalizione di governo.
Marattin e la linea liberaldemocratica sulla spesa previdenziale
Dal fronte dell’opposizione, Luigi Marattin, segretario del Partito Liberaldemocratico, difende invece l’impianto delle misure di contenimento della spesa. Secondo il deputato, “la spesa previdenziale italiana è già la più alta del mondo e nel prossimo decennio sarà ancora più alta”, motivo per cui le risorse dovrebbero essere destinate a giovani, famiglie e lavoro, non alle pensioni. Marattin giudica “sacrosante” le tre norme presentate dal governo per ridurre la spesa di 2 miliardi l’anno, pur sottolineando che i risparmi dovrebbero essere vincolati alla riduzione delle tasse per chi lavora e produce. Nel suo intervento difende anche il depotenzionamento del riscatto della laurea, definendolo un meccanismo che finisce per far finanziare ai giovani il prepensionamento di una platea ristretta e benestante.
La protesta dei sindacati dei medici
Sul fronte sociale, la contestazione è guidata dai sindacati dei medici Anaao Assomed e Cimo-Fesmed, che chiedono al governo di fare marcia indietro. I rappresentanti delle sigle parlano di una norma “profondamente ingiusta e forse anche anticostituzionale”, sostenendo che il riscatto della laurea rappresenta di fatto l’unico strumento senza penalizzazioni per anticipare il pensionamento di chi ha dedicato anni allo studio universitario. Secondo i sindacati, anche limitare le nuove regole ai riscatti futuri rischierebbe di generare una valanga di ricorsi, a causa dei lunghi tempi di risposta dell’Inps.
I tempi parlamentari e il nodo delle coperture
La Commissione Bilancio del Senato è chiamata a un lavoro serrato, con sedute a oltranza per arrivare al mandato al relatore tra la notte e la mattina successiva. Il testo della manovra è atteso in Aula a Palazzo Madama lunedì 22, mentre il voto finale alla Camera è calendarizzato per il 30 dicembre. Oltre alle pensioni, sono previsti interventi su compensazioni fiscali, fondi per le forze dell’ordine e norme sui pagamenti ai professionisti che lavorano con la Pubblica amministrazione. In questo quadro, l’eventuale aumento dell’Irap per il settore bancario resta uno dei nodi centrali per garantire le coperture e trovare un equilibrio politico che consenta di chiudere la manovra senza nuove fratture.
Enrico Foscarini, 18 dicembre 2025
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