Il numero di pensionate e pensionati italiani che decidono di trasferirsi all’estero è in calo, nonostante la ricerca di condizioni fiscali più favorevoli e di un costo della vita meno gravoso continui a rappresentare una motivazione forte. Gli ultimi dati mostrano un panorama in trasformazione, con la Spagna in testa alle scelte, seguita da Tunisia, Romania e dal consolidato Portogallo, che però dal 2024 ha ridotto drasticamente la propria attrattiva dopo l’abolizione dei regimi fiscali agevolati per i nuovi arrivati. Crescono anche l’interesse per l’Albania e presenze più contenute in Grecia, Thailandia, Principato di Monaco, Malta ed Emirati Arabi Uniti.
Spagna: prima destinazione per convenienza e qualità della vita
Nel 2023 sono stati 536 i pensionati italiani trasferiti in Spagna, portando il totale a oltre 8.400 residenti che ricevono una pensione erogata dall’Inps. Parliamo di circa 147 milioni di euro complessivi e di un assegno medio mensile pari a 1.339 euro, per tredici mensilità. In cinque anni sono arrivate quasi 2.300 persone, con un interesse crescente grazie alle aliquote fiscali inferiori a quelle italiane, alle detrazioni per età e alle facilitazioni su spese mediche. La vita quotidiana, soprattutto nelle zone meno centrali, risulta più accessibile e molti pensionati apprezzano, come raccontano alcuni di loro, “un equilibrio tra clima, servizi e costi sostenibili”.
Portogallo in frenata dopo lo stop ai benefici fiscali
Il Portogallo resta uno dei Paesi dove si paga il maggior importo complessivo di pensioni, pari a 157,4 milioni, con assegni medi annui che superano i 48.000 euro. Tuttavia, la fine dal 2024 del regime fiscale agevolato per i nuovi residenti ha generato un brusco calo degli arrivi. Tra il 2019 e il 2023 il flusso di nuovi trasferimenti si è ridotto di oltre l’83%, pur mantenendo circa 3.365 pensionati residenti. I nuovi arrivati nel 2023 percepiscono in media 2.631 euro al mese, ma “l’epoca delle grandi agevolazioni è ormai chiusa”, commentano alcuni esperti.
Tunisia e Romania: attrattività fiscale e comunità in crescita
La Tunisia, soprattutto nella zona di Hammamet, vede un aumento costante dei pensionati italiani, oltre 1.000 nel quinquennio 2019-2023. Le ragioni sono chiare: no tax area sull’80% del reddito, aliquote ridotte ed esenzioni fino a 1.500 euro. Colpisce anche che il 63% dei pensionati italiani nella zona siano ex dipendenti statali, attratti da un sistema conveniente nonostante non possano percepire la pensione lorda all’estero.
La Romania, con circa 500 trasferimenti negli ultimi cinque anni, permette di ricevere la pensione al lordo e applica una tassazione forfettaria del 10% sui redditi esteri grazie agli accordi con l’Italia. Nel solo 2023 i nuovi arrivi sono stati 100.
In Albania, dal 2021, le pensioni provenienti dall’estero godono della totale esenzione fiscale, motivo per cui negli ultimi cinque anni si sono trasferiti circa 200 pensionati, metà dei quali soltanto nel 2023.
Altre destinazioni: numeri modesti e comunità ridotte
Le scelte verso Grecia, Cipro, Malta, Slovacchia e Croazia restano molto contenute. La Grecia propone un’aliquota agevolata del 7% per 15 anni, mentre Cipro offre un’imposta fissa del 5%. Nonostante queste condizioni, i trasferimenti restano molto limitati.
Aumentano i pensionati stranieri che lasciano l’Italia
Un fenomeno parallelo è quello del rientro nei Paesi d’origine da parte dei pensionati stranieri che hanno lavorato in Italia. Negli ultimi dieci anni il loro numero è cresciuto significativamente e nel 2024 sono stati 2.428, pari al 43,9% di tutti i trasferimenti verso l’estero. La maggioranza sono donne, che rappresentano il 76,2%, spesso motivate dal ricongiungimento familiare. Le principali destinazioni sono Romania, Ucraina, Filippine, Bulgaria e Polonia, seguite da Tunisia, Moldavia, Albania e diversi Paesi africani e asiatici.
La frenata dei pensionati italiani: un calo del 23,8% in sei anni
Tra il 2018 e il 2024 il numero complessivo di pensionati italiani che hanno scelto l’estero è diminuito del 23,8%. Le motivazioni restano legate a clima, costo della vita e fiscalità, ma l’attrattività di alcuni Paesi è cambiata e molti preferiscono restare in Italia o attendere condizioni più stabili. Tunisia, Albania e Romania restano comunque le mete più dinamiche, rispettivamente con 336, 134 e 125 nuovi trasferimenti recenti. La presenza femminile è in lieve calo e oggi rappresenta il 36,4% del totale.
Enrico Foscarini, 8 dicembre 2025
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Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI


