La fine dell’anno coincide spesso anche con la fine dei termini entro i quali l’Agenzia delle Entrate e i Comuni possono notificare accertamenti per imposte non pagate negli anni precedenti. Nella maggior parte dei casi il limite è fissato in cinque anni, trascorsi i quali gli enti perdono il diritto di richiedere il tributo. Perché l’atto sia valido, tuttavia, conta la data di spedizione e non quella in cui la comunicazione arriva effettivamente al domicilio del contribuente.
Tributi locali
Fissato sempre a cinque anni il termine per accertare i tributi locali. Al 31 dicembre 2025 scade quindi l’accertamento per l’omesso o parziale versamento dell’Imu 2020 dato che l’imposta si paga nel corso dell’anno solare di riferimento. Lo stesso per la Tari. Anche in questo caso, quindi, il 31 dicembre 2025 è il termine ultimo per accertare i mancati versamenti relativo all’anno 2020.
Multe stradali
Si fa riferimento al giorno della violazione per la prescrizione delle multe stradali, per le quali la prescrizione è sempre di cinque anni che scattano dalla data della violazione. Se entro il termine non arriva alcun atto il debito si estingue.
Notifiche postali valide anche se l’atto arriva a gennaio
Fin qui le regole. Attenzione però che per verificare se l’ente ha rispettato i termini conta la data di spedizione dell’atto, non quella di ricezione. In pratica se l’Agenzia delle entrate consegna l’avviso alle poste il 31 dicembre 2025, l’atto è valido anche se arriva al contribuente il 10 gennaio 2026. Questo principio si chiama “scissione degli effetti della notifica” ed è stato sancito dalla Corte Costituzionale. Per le notifiche via Pec, invece la notifica si considera perfezionata quando viene generata la ricevuta di accettazione entro le 23:59 del 31 dicembre.
Contributi Inps
Anche per quanto riguarda i contributi Inps da dichiarazione è prevista la scadenza a cinque anni per le attività di recupero. Entro questo periodo l’istituto deve trasmettere al contribuente una richiesta di pagamento dei versamenti omessi, altrimenti scatta la prescrizione.
La prescrizione delle cartelle
La prescrizione è prevista anche per le cartelle dell’Agente della riscossione. In questi casi se non sono state avviate le procedure di recupero nei termini il debito non può più essere richiesto. Le imposte erariali si prescrivono in dieci anni. I tributi locali (Imu, Tari), i contributi Inps e Inail, le sanzioni amministrative e le multe stradali si prescrivono in cinque anni. La riforma della riscossione prevede comunque che i carichi affidati all’Agenzia Riscossione dal 2025 vengano restituiti all’ente creditore se non riscossi entro 5 anni, ma questo riguarda il rapporto tra Enti, non accorcia i tempi di prescrizione per il debitore.
Enrico Foscarini, 31 dicembre 2025
Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).
Da oggi puoi seguire Nicolaporro.it su Google visitando questa pagina e cliccando ‘Segui su Google“
Immagine generata da DALL-E di OpenAI


