Nel Regno Unito la protesta contro il caro tasse ha scelto un simbolo potente e profondamente radicato nella cultura britannica: il local pub. Proprio nel periodo più festoso dell’anno, centinaia di gestori hanno deciso di aderire a una campagna senza precedenti, esponendo cartelli con la scritta “No Labour MPs” e vietando l’ingresso ai deputati laburisti. Una scelta che colpisce al cuore la tradizione sociale del Paese e che trasforma i pub in luoghi di aperta contestazione politica.
Il caso Rachel Reeves e il pub di Leeds
Tra i bersagli più illustri della protesta c’è la cancelliera dello Scacchiere, Rachel Reeves, finita nel mirino per gli aumenti fiscali annunciati dal governo. A Leeds, nella sua circoscrizione, anche il Marsh Inn le ha simbolicamente chiuso le porte, arrivando a definirla una “traditrice”. Il proprietario Martin Knowles ha spiegato che le nuove misure comporteranno per il suo locale un aumento delle tasse di circa 2.500 sterline, una cifra che mette seriamente a rischio la sostenibilità dell’attività. L’immagine che ritrae Reeves brindare con Knowles, oggi rilanciata da tutti i media britannici, appartiene in realtà all’estate del 2024, quando si celebrava la vittoria elettorale del Labour: da allora il clima è radicalmente cambiato.
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Il governo Starmer in difficoltà crescente
La protesta dei pub si inserisce in un contesto politico sempre più complicato per il governo guidato da Keir Starmer. La luna di miele con l’elettorato è durata poco, complice una situazione economica difficile, scivoloni e scandali interni che hanno portato anche a un rimpasto, con conseguenze pesanti per figure di primo piano come la vicepremier Angela Rayner. Sullo sfondo pesa inoltre la crescita nei sondaggi di Nigel Farage e del suo Reform UK, una pressione costante che ha alimentato voci su una possibile sostituzione anticipata di Starmer, rientrate solo di recente. Non manca chi si chiede apertamente se il primo ministro sarà ancora a Downing Street per il Natale 2026.
Consensi in caduta e tensione con i territori
I numeri raccontano una crisi evidente: dopo 18 mesi di governo, il consenso per il Labour è crollato dal 34% al 18%. In questo quadro la cosiddetta rivolta dei pub assume un significato più profondo. Secondo il Guardian, la protesta che impedisce ai parlamentari di entrare sta mettendo in luce tensioni più profonde tra i politici e le comunità che rappresentano, un segnale di distacco che va ben oltre la questione fiscale.
Le richieste ignorate degli operatori del settore
Solo una settimana prima dell’esplosione mediatica della protesta, Downing Street aveva assicurato il proprio sostegno al settore, pochi giorni dopo il lancio della campagna che coinvolge circa 250 tra pub, ristoranti e hotel in tutto il Paese. Alla Bbc, Andy Lennox, proprietario dell’Old Thatch nel Dorset, aveva spiegato che quella dei cartelli era l’ultima spiaggia, arrivata dopo anni di appelli per ottenere tagli fiscali e dopo aver visto, al contrario, aumentare la pressione delle tasse. Gli operatori, ha ricordato, avevano cercato più volte il dialogo, contattando singolarmente i parlamentari e inviando lettere alla cancelliera. Oggi però il sentimento dominante è uno solo: “Tutti sono stufi perché il governo laburista non ci ha ascoltati e invece ci ha tassato di più”.
Enrico Foscarini, 21 dicembre 2025
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Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI


