Un nuovo simbolo sta comparendo sempre più spesso sulle strade europee e molti automobilisti non hanno ancora chiaro che cosa significhi davvero. Si tratta del rombo bianco, il segnale che identifica le corsie dedicate ai veicoli ad alta occupazione, le cosiddette HOV (High Occupancy Vehicle) lanes.
Il simbolo è utilizzato da tempo negli Stati Uniti e in Canada, mentre in Europa si sta diffondendo soprattutto nella sua versione su sfondo blu, introdotta negli ultimi anni in diversi Paesi. L’obiettivo dichiarato è quello di ridurre traffico e inquinamento incentivando la condivisione dell’auto. Ma, come spesso accade con le innovazioni calate dall’alto, il risultato concreto rischia di essere soprattutto un aumento di regole, cartelli e controlli.
Come funzionano le corsie con il rombo bianco
Il segnale indica una corsia riservata a categorie specifiche di veicoli, spesso quella di sinistra della carreggiata. Non tutti gli automobilisti possono utilizzarla: l’accesso è consentito solo a mezzi con più persone a bordo oppure a veicoli considerati “privilegiati” dalle normative locali.
In genere possono circolare su queste corsie auto con almeno due occupanti, cioè il conducente e almeno un passeggero. A queste si aggiungono spesso mezzi pubblici, taxi, veicoli elettrici o a bassissime emissioni e, naturalmente, i veicoli che trasportano persone con mobilità ridotta. In diversi Paesi europei i veicoli a basse emissioni vengono riconosciuti attraverso specifici bollini ambientali, come accade ad esempio con i sistemi di classificazione utilizzati per limitare la circolazione nei centri urbani.
Il ruolo dei pannelli luminosi
In alcune tratte il rombo bianco non compare su un cartello permanente ma su pannelli luminosi a messaggio variabile. In questi casi la corsia diventa riservata soltanto quando il segnale è attivo, generalmente nelle ore di punta o nei momenti di maggiore congestione del traffico.
Come avviene per altre limitazioni alla circolazione, restano naturalmente esclusi dal divieto mezzi di soccorso e forze dell’ordine. Spesso il segnale è accompagnato da indicazioni aggiuntive che chiariscono meglio le regole di utilizzo: possono comparire, ad esempio, le fasce orarie di validità oppure il numero minimo di passeggeri richiesto per accedere alla corsia, indicato con formule come 2+ o 3+ persone a bordo.
Diffusione in Europa e multe
Il sistema è particolarmente diffuso in Francia, dove è stato introdotto inizialmente in via sperimentale e poi esteso in diverse aree urbane e autostradali. Negli ultimi mesi il modello si sta espandendo anche in Germania e Spagna, dove le autorità stanno cercando di far conoscere meglio il nuovo segnale agli automobilisti.
Le campagne informative non sono casuali, perché le sanzioni non sono leggere. In Francia l’uso improprio della corsia può costare fino a 135 euro, mentre in Spagna la multa può arrivare a 200 euro. I controlli sono spesso affidati a telecamere ad alta definizione installate sopra le corsie riservate, capaci di verificare il numero di occupanti del veicolo.
Tra obiettivi ambientali e nuove restrizioni
Secondo i promotori, le corsie HOV servirebbero a ridurre la congestione del traffico nelle ore di punta e a limitare le emissioni, spingendo gli automobilisti a condividere l’auto attraverso il carpooling. In teoria meno auto con un solo passeggero significherebbero meno traffico e meno inquinamento.
Resta però da capire quanto questa soluzione sia davvero efficace e quanto, invece, produca soltanto nuove limitazioni e ulteriore burocrazia sulla mobilità privata. Il sistema nasce infatti con l’idea di orientare i comportamenti dei cittadini, incentivando – o di fatto spingendo – la condivisione dell’auto.
Il possibile arrivo in Italia
In Italia il rombo bianco delle corsie HOV non è ancora previsto dal Codice della strada, ma non è escluso che possa arrivare anche sulle nostre strade in futuro, seguendo la scia di altri Paesi europei. L’unico effetto sicuramente immediato sarebbe l’installazione di nuova segnaletica e nuovi sistemi di controllo. Si può dire che l’unico risvolto positivo sia che i produttori di segnaletica stradale avranno più lavoro, ma a pagare saranno sempre i contribuenti.
Prima di introdurre nuove corsie dedicate, forse varrebbe la pena chiedersi se il gioco valga davvero la candela. Anche perché, al di là delle buone intenzioni, non era proprio una cosa necessaria.
Enrico Foscarini, 14 marzo 2026
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Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI


