Economia

GRANDE FRATELLO FISCALE

Spese sanitarie, dal 2026 il Fisco vedrà tutto (o quasi)

L’Agenzia delle Entrate potrà consultare i dettagli dei contribuenti tramite il Sistema Tessera Sanitaria

Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI
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Cambia in modo significativo il rapporto tra cittadini, dichiarazione dei redditi e tracciamento delle spese sanitarie e veterinarie. Grazie al decreto Mef del 29 ottobre 2025, i funzionari dell’Agenzia delle Entrate potranno accedere direttamente ai dati del Sistema Tessera Sanitaria (TS) in caso di controllo formale. Come ha evidenziato Il Sole 24 Ore, questo potenziamento rende più efficace la verifica della documentazione digitale legata alle detrazioni.

Come funziona l’accesso ai dati sanitari

Il decreto introduce un nuovo comma 4-bis all’articolo 4 del Dm 19 ottobre 2020, consentendo al Fisco di consultare online ogni dettaglio delle spese presenti nel TS quando la dichiarazione viene selezionata per controllo.

I funzionari potranno vedere, tra le altre informazioni:

  • codice fiscale del contribuente o del familiare a carico
  • soggetto erogatore (medico, farmacia, struttura privata o pubblica)
  • data del documento
  • tipologia di spesa (ticket, farmaci, dispositivi medici, visite, prestazioni)
  • importo
  • data e modalità di pagamento

Restano esclusi i dati per i quali il contribuente ha esercitato l’opposizione tramite le funzionalità del TS.

Cosa potrà verificare l’Agenzia delle Entrate

Secondo quanto riportato, l’accesso consentirà ai funzionari di “verificare le detrazioni sanitarie dichiarate senza dover chiedere scontrini o fatture”, rendendo più rapido il controllo formale e più solido il valore probatorio dei dati inviati da medici, farmacie e strutture.

Il Sistema Tessera Sanitaria registra infatti tutte le spese trasmesse da:

  • medici, odontoiatri, psicologi
  • farmacie
  • strutture sanitarie pubbliche e private
  • laboratori di analisi
  • fisioterapisti e operatori sanitari
  • ottici
  • ambulatori veterinari

Fino al 2024 l’Agenzia lavorava sui dati aggregati: ora invece potrà controllare ogni singola voce.

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Quando scattano i controlli

Ogni anno l’Agenzia seleziona centralmente le dichiarazioni da sottoporre a controllo formale in base a:

  • incongruenze tra dati dichiarati e banche dati
  • discordanze tra spese e importi trasmessi da terzi
  • modifiche rilevanti alla precompilata
  • detrazioni particolarmente elevate rispetto al reddito

Chi viene selezionato deve dimostrare la correttezza dei dati inseriti. Con la nuova procedura, il funzionario potrà consultare direttamente online il dettaglio delle fatture, senza richiedere al contribuente copie cartacee.

Cosa devono conservare i contribuenti

Nonostante la digitalizzazione, resta l’obbligo di conservare:

  • fatture e scontrini per cui è stata esercitata l’opposizione
  • documenti relativi a spese non trasmesse (cure all’estero, acquisti online, spese in supermercati, casi di errore o scarto del sistema TS)

Per tutte le altre spese, il prospetto scaricabile dal portale TS può costituire prova del sostenimento dell’onere, accompagnato da un’autocertificazione.

Privacy: chi può vedere cosa

L’accesso ai dati è limitato ai soli dipendenti dell’Agenzia incaricati dei controlli formali. Nonostante si tratti di informazioni sensibili, il Garante ha autorizzato l’operazione in quanto avviene solo in caso di controllo e con specifiche limitazioni funzionali.

Chi desidera limitare la propria esposizione può continuare a esercitare l’opposizione all’utilizzo dei dati, tramite Spid, Cie o Cns, impedendo la trasmissione delle informazioni alla precompilata.

Enrico Foscarini, 14 novembre 2025


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