Economia

IL FATTO

Stellantis: piano da 60 miliardi ma con l’Europa a 3 cilindri

Quattro marchi globali, nuove piattaforme e partnership strategiche. Ma l'Europa perde peso

Immagine generata da AI tramite GPT Image 1.5 di OpenAI
Ascolta l'articolo
0:00 / --:--

Stellantis ha presentato oggi FaSTLAne 2030, il suo piano strategico quinquennale da sessanta miliardi di euro. L’obiettivo dichiarato è accelerare la crescita e i profitti del gruppo automobilistico, il secondo al mondo per dimensioni. L’Investor Day si è tenuto nella sede nordamericana di Auburn Hills, Michigan. E già la scelta della location dice qualcosa sul baricentro del piano.

Il presidente John Elkann ha aperto i lavori con un tono volutamente cauto. «Oggi è un’opportunità per riflettere sulla posizione attuale di Stellantis, sui progressi che stiamo compiendo, ma soprattutto sul perché siamo fiduciosi riguardo al cammino che ci attende», ha detto. Riconoscendo i segnali positivi della gestione Filosa – «indicatori preliminari che confermano come Stellantis sia sulla strada giusta» – Elkann non ha però nascosto le difficoltà: «C’è ancora molto lavoro da svolgere e manteniamo un approccio realistico riguardo alle sfide che attendono sia Stellantis sia il settore nel suo complesso. La concorrenza è intensa, i cicli tecnologici stanno accelerando e il contesto esterno rimane volatile. Affrontiamo tuttavia questa nuova fase con lucidità, agilità e ambizione».

L’amministratore delegato Antonio Filosa ha poi illustrato i sei pilastri su cui si regge il piano: gestione del portafoglio marchi, investimenti in piattaforme e tecnologie globali, partnership, ottimizzazione industriale, eccellenza nell’esecuzione e valorizzazione delle regioni. «FaSTLAne 2030 è il risultato di mesi di lavoro disciplinato in tutta l’azienda ed è progettato per guidare una crescita redditizia a lungo termine. Con il cliente al centro di tutto ciò che facciamo, il piano raggiungerà il nostro scopo, quello di “consentire alle persone di muoversi con i brand e i prodotti che amano e di cui si fidano”, alimentato dalla nostra combinazione unica di punti di forza», ha dichiarato. «Abbiamo persone fantastiche, la forza della scala globale, marchi ineguagliabili che sanno connettere e ispirare, solide radici locali delle nostre regioni e dei nostri concessionari partner per soddisfare le esigenze distintive dei nostri clienti e un’attenzione costante all’innovazione e all’eccellenza nell’esecuzione», ha aggiunto, sottolineando che «con questi punti di forza, siamo in una posizione privilegiata per offrire valore, funzionalità e accessibilità. A questi vantaggi si aggiungono i benefici di accelerazione e amplificazione delle nostre partnership “win-win”: abbiamo tutto ciò di cui abbiamo bisogno per realizzare le nostre ambizioni FaSTLAne 2030».

Il Nord America come priorità assoluta

Il fulcro della strategia di rilancio è chiaramente il mercato nordamericano. «Il Nord America rappresenta la più grande opportunità di crescita per la nostra redditività», ha detto Filosa senza giri di parole. Il piano prevede una crescita del fatturato del 25% nella regione, con l’ingresso in cinque nuovi segmenti di mercato — veicoli e van più piccoli — che dovrebbe portare la copertura commerciale di Stellantis «dal meno del 60% attuale al 90% del mercato». Ventitré lanci nei prossimi cinque anni, di cui undici nuovi modelli e dodici restyling. Sette nuovi prodotti sotto i quarantamila dollari, due sotto i trentamila. Una scommessa sulla fascia di accesso che Stellantis ha fin qui trascurato nel mercato americano. Il sessanta per cento dei trentasei miliardi destinati a marchi e prodotti sarà investito in questa regione.

Il Value Creation Program punta a oltre sei miliardi di euro di risparmi entro il 2028, con la metà — tre miliardi — concentrata proprio in Nord America. Filosa ha anche annunciato un taglio drastico dei tempi di sviluppo prodotto: «puntando a 24 mesi rispetto ai circa 44 mesi di oggi». Un’accelerazione che, se mantenuta, cambierebbe strutturalmente la competitività del gruppo.

La tecnologia: piattaforme, AI e nuovi partner

Oltre ventiquattro miliardi di euro – il quaranta per cento degli investimenti totali – andranno in piattaforme globali, propulsori e nuove tecnologie. La novità principale sul fronte hardware è STLA One, un’architettura modulare che coprirà i segmenti B, C e D, puntando a oltre due milioni di unità entro il 2035 e a un’efficienza dei costi del venti per cento rispetto alle piattaforme attuali. Entro il 2030, la metà dei volumi globali sarà prodotta su tre piattaforme globali. La componente batteria prevede un maggiore utilizzo di celle LFP (litio ferro fosfato) e l’integrazione cell-to-body, con compatibilità 800 volt per una ricarica più rapida.

Sul fronte software, il piano è costruito attorno a tre pilastri tecnologici che saranno lanciati nel 2027: STLA Brain (l’architettura di calcolo centrale del veicolo), STLA SmartCockpit (l’interfaccia con il conducente) e STLA AutoDrive (la guida autonoma scalabile). Entro il 2030 il trentacinque per cento dei volumi globali sarà dotato di almeno una di queste tecnologie, percentuale che salirà a oltre il settanta per cento entro il 2035. L’intelligenza artificiale, ha sottolineato Filosa, sarà «un abilitatore fondamentale»: il gruppo conta già oltre centoventi applicazioni AI operative nelle proprie attività.

Per realizzare questa architettura tecnologica, Stellantis ha annunciato oggi una serie di partnership. Con Applied Intuition viene estesa la collaborazione già avviata su STLA SmartCockpit per coprire ora anche STLA Brain, il nucleo software del veicolo: l’obiettivo è accelerare sviluppo, simulazione, validazione e deployment. Con Qualcomm l’accordo pluriennale viene ampliato per integrare i chip Snapdragon Digital Chassis in cockpit, connettività e sistemi ADAS, con l’aggiunta della piattaforma Snapdragon Ride Pilot per la guida automatizzata di livello 2+. Nel perimetro dell’accordo con Qualcomm rientra anche una lettera di intenti non vincolante per la cessione di aiMotive — la controllata Stellantis specializzata in guida automatizzata e simulazioni — a Qualcomm Technologies. Con Wayve, startup britannica di intelligenza artificiale, Stellantis prevede di integrare il sistema Wayve AI Driver nella piattaforma STLA AutoDrive per offrire guida hands-free supervisionata di livello 2++ su percorsi autostradali e urbani: il lancio è previsto nel 2028 a partire dal Nord America.

I marchi: quattro globali, il resto con ruoli ridefiniti

Il portafoglio marchi viene riorganizzato con una logica di concentrazione degli investimenti. Quattro brand vengono elevati a «marchi globali» con il maggiore potenziale di redditività: Jeep, Ram, Peugeot e Fiat. Su di loro – e su Pro One, la divisione veicoli commerciali – si concentrerà il settanta per cento degli investimenti destinati a marchi e prodotti. Chrysler, Dodge, Citroën, Opel e Alfa Romeo vengono definiti «marchi regionali», che beneficeranno degli stessi asset globali ma con una presenza più circoscritta. DS e Lancia vengono invece assegnati rispettivamente alla gestione di Citroën e Fiat, con un ruolo da marchi specializzati. Per Maserati, Filosa ha anticipato che «riveste un ruolo speciale in Stellantis e richiede un lavoro dedicato. È l’unico brand di lusso, con clienti speciali e legacy unica. A cominciare da Grecale fino a Gran Turismo e MC Pura. Intendiamo rafforzare il suo futuro con due nuovi modelli»: la roadmap verrà presentata a Modena nel dicembre 2026.

Le partnership industriali: i cinesi negli stabilimenti europei

È sul fronte delle partnership industriali che il piano rivela la sua logica più delicata. Stellantis non chiuderà stabilimenti in Europa — «senza alcuna chiusura di stabilimenti», ha assicurato Filosa — ma ridurrà la capacità produttiva europea di oltre ottocentomila unità, intervenendo sulla riconversione di alcuni impianti (come Poissy, in Francia) e affidando parte della capacità rimanente a partner esterni. L’obiettivo è portare l’utilizzo degli impianti europei dal sessanta all’ottanta per cento entro il 2030.

Il ruolo di Leapmotor – il costruttore cinese di cui Stellantis controlla il cinquantuno per cento attraverso Leapmotor International – è centrale in questo schema. I piani prevedono la condivisione della capacità produttiva negli impianti di Madrid e Saragozza, in Spagna, per produrre veicoli Leapmotor in linea con i requisiti del «Made in Europe». Con Dongfeng, storico partner cinese, il gruppo immagina non solo il rilancio della joint venture DPCA in Cina (con la produzione di due Peugeot e due Jeep) ma anche la creazione di una joint venture europea a maggioranza Stellantis (51%) che collabori su distribuzione, ingegneria, approvvigionamento e capacità produttiva, partendo dallo stabilimento di Rennes, in Francia. Con Tata si lavorerà su sinergie produttive e tecnologiche in Asia Pacifico, Medio Oriente e Sud America. Con Jaguar Land Rover si esploreranno collaborazioni su prodotti e tecnologie negli Stati Uniti.

Il quadro che emerge è quello di fabbriche europee che restano aperte – il che è già un risultato rispetto agli scenari peggiori circolati nei mesi scorsi – ma che vengono in parte riempite con produzioni affidate a partner asiatici, in particolare cinesi, per rispettare le soglie di contenuto locale imposte dalla normativa europea. È una soluzione pragmatica, che garantisce occupazione nel breve periodo ma che pone interrogativi di lungo termine sulla capacità del gruppo di sviluppare in Europa modelli con una propria identità industriale. Il «Made in Europe» diventa così una certificazione di origine più che una storia di progettazione e ingegneria autoctona.

Per l’Europa allargata, il piano prevede una crescita dei ricavi del quindici per cento e un margine operativo tra il tre e il cinque per cento, obiettivi decisamente più cauti rispetto al Nord America (25% di crescita, 8-10% di margine) o al Medio Oriente e Africa (quaranta per cento di crescita, dieci-dodici per cento di margine). Il progetto di punta per l’Europa è la cosiddetta E-Car, «una nuova generazione di veicoli elettrici urbani eleganti e accessibili prodotti in Europa», con partenza dallo stabilimento di Pomigliano d’Arco, in Italia.

Cinquantotto miliardi di euro di investimenti annunciati, tecnologie ambiziose, un piano di razionalizzazione che evita i tagli più drammatici: FaSTLAne 2030 è un documento serio, costruito su numeri concreti. L’impressione è che Stellantis abbia trovato un equilibrio – fragile, ma reale – tra le pressioni del mercato globale e i vincoli politici europei. La scommessa è che le fabbriche del Vecchio Continente restino abbastanza competitive da giustificare la loro esistenza anche quando i modelli che producono vengono decisi altrove.

Enrico Foscarini, 21 maggio 2026

Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).

Lo sapevi che...

Da oggi puoi seguire Nicolaporro.it su Google visitando questa pagina e cliccando ‘Segui su Google

Iscrivi al canale whatsapp di nicolaporro.it
L'inferno è pieno di buone intenzioni

SEDUTE SATIRICHE

Integrazione a tutta velocità - Vignetta del 21/05/2026 - Sedute Satiriche di Beppe Fantin

Integrazione a tutta velocità

Vignetta del 21/05/2026