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Tobin tax e tassa su tutti i pacchi. Così si ingozza la Bestia statale

Gli emendamenti alla Legge di Bilancio 2026 introducono misure che pesano sulla classe media

Giancarlo Giorgetti Immagine generata da AI tramite GPT Image 1.5 di OpenAI
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Tobin tax raddoppiata e tassa su tutti i pacchi, anche quelli domestici. Beh, un bell’aiuto alla classe media che si conferma il bancomat della Bestia statale. È questo spirito che conforma il pacchetto di emendamenti alla manovra che il governo porta oggi in commissione Bilancio, confermando la sensazione di un impianto fiscale che continua a cercare gettito sui consumi quotidiani e sulle operazioni finanziarie delle famiglie. Il calendario corre veloce: le votazioni in commissione partiranno probabilmente sabato e il via libera definitivo della Camera è atteso tra Natale e fine anno.

Tobin tax: il raddoppio che pesa sui risparmiatori

Per compensare i minori introiti di altri capitoli arriva il cuore della questione: la Tobin tax raddoppia, passando dall’attuale 0,1% allo 0,2% e salendo progressivamente allo 0,4% nel 2029. A regime produrrà un miliardo l’anno. La misura, proposta da Fratelli d’Italia, diventerà probabilmente parte integrante del testo dei relatori. Una scelta che rispecchia pienamente il principio guida dell’articolo: la ricerca costante di nuove entrate tramite micro-prelievi che finiscono per colpire la classe media, trasformando investimenti e operazioni di Borsa in un nuovo canale di tassazione ordinaria.

Tassa sui pacchi: due euro su ogni spedizione, anche domestica

Altro cardine della manovra è la tassa sulle microspedizioni: un contributo di 2 euro che colpirà tutti i pacchi, compresi quelli spediti e ricevuti all’interno del territorio nazionale. Il governo chiarisce che una tassa limitata ai soli arrivi extra Ue sarebbe stata, nei fatti, un dazio. Anche qui torna la logica delle “nuove sigarette”, piccoli importi che però si sommano e diventano un’entrata costante per lo Stato, il vero “bancomat della Bestia Statale”.

Intanto banche e assicurazioni contribuiranno attraverso l’aumento di due punti dell’Irap, con l’esclusione delle holding industriali. Per le imprese l’iper-ammortamento diventerà pluriennale e salta il blocco delle compensazioni tra bonus fiscali e debiti Inps-Inail.

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Affitti brevi e dividendi: aggiustamenti, non rivoluzioni

Gli affitti brevi entreranno in un regime più complesso. I piccoli proprietari vengono tutelati mantenendo invariata la cedolare secca al 21% sul primo immobile, mentre il secondo salirà al 26%. Dal terzo appartamento la gestione diventerà attività d’impresa, imponendo almeno una partita Iva. Un ulteriore punto riguarda i dividendi delle partecipate: l’esenzione attuale resterà valida per partecipazioni oltre il 5% e verrà estesa anche a quote minori, purché superino un valore da definire tra uno e 2,5 milioni e siano detenute da almeno tre anni. La soglia di esenzione generale salirà dal 5 al 10%, un intervento che promette un gettito importante.

Le riserve auree di Bankitalia e il Milleproroghe

Si discuterà anche della proposta relativa alla proprietà delle riserve auree della Banca d’Italia, questione che ha spinto il ministro Giorgetti a incontrare Christine Lagarde, contraria all’ipotesi. Parallelamente il decreto Milleproroghe rinvia numerose scadenze: dallo scudo penale per i medici all’obbligo della polizza catastrofale per piccoli alberghi e pubblici esercizi, fino alle garanzie statali sui prestiti alle PMI. Il Senato intanto approva il decreto sulla sicurezza sul lavoro con 92 voti favorevoli e 62 contrari.

La pressione resta sulla classe media

La manovra, pur attenuata in alcuni punti, conferma una direttrice precisa: la ricerca di gettito tramite micro-prelievi e nuove imposizioni distribuite su consumi, spedizioni e strumenti finanziari. Un quadro che torna a incarnare il principio iniziale, perché tra Tobin tax raddoppiata e tassa su ogni pacco il percorso scelto sembra ancora una volta scaricare sulla classe media il peso maggiore della correzione dei conti pubblici.

Enrico Foscarini, 11 dicembre 2025

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